Il 31 agosto Alessandria brinda al suo “nuovo anno”: enogastronomia, cultura e musei aperti. E per una notte si potrà entrare anche nel Complesso conventuale di San Francesco
Possibile che ad Alessandria sia Capodanno quando l’estate non è ancora finita? Possibile. Non aspetta dicembre, non ha bisogno dell’inverno e nemmeno del calendario per stabilire che è arrivato il momento di ripartire. Succede ad Alessandria, dove lunedì 31 agosto torna il Capodanno Alessandrino, giunto alla 23ª edizione.
Una festa diventata negli anni un piccolo caso di identità urbana: si brinda, si mangia, si ascolta musica, si entra nei musei e si riscopre la città. E quest’anno c’è un motivo in più per lasciarsi incuriosire: l’apertura serale del Complesso conventuale di San Francesco, uno dei luoghi più affascinanti del patrimonio storico alessandrino.
Per chi arriva da fuori, il Capodanno può diventare così l’occasione per scoprire un capoluogo di provincia in Piemonte ma anche vicino a Milano e Genova, che non rinnega le proprie tradizioni ma, al contrario, ogni anno prova a ravvivarle e a rimetterle in circolo. Anche a tavola.
Alessandria da degustare
Il primo brindisi è fissato alle ore 12 nei locali aderenti del centro storico e dei sobborghi. Da quel momento la città inizierà a cambiare ritmo. Prendendoci gusto.
Nel pomeriggio e nella serata ristoranti, bar e locali proporranno aperitivi a tema, menù speciali, musica dal vivo e DJ set. Per il lettore de Lepaginedelvino.it può essere soprattutto un invito a vivere Alessandria attraverso i suoi sapori e le sue specialità enogastronomiche: fermarsi per un calice, scegliere un piatto della tradizione, curiosare tra le proposte dei locali e poi continuare a piedi verso un museo, un concerto o un altro brindisi.
Perché il Capodanno Alessandrino funziona proprio così: distribuisce la festa nella città.
È una formula nata nel 2004, “anno zero” dell’iniziativa ideata da Monica Moccagatta, e diventata un rito collettivo per salutare simbolicamente la pausa estiva e celebrare la ripartenza delle attività.
La sorpresa culturale: di sera dentro San Francesco
Tra gli appuntamenti che rendono particolarmente interessante l’edizione 2026 spicca l’apertura straordinaria del Complesso conventuale di San Francesco, in via XXIV Maggio 5. Sarà visitabile dalle 20 alle 23.30, con visite guidate alle 20.30, 21.15, 22 e 22.45.
Una presenza che aggiunge alla festa un elemento importante facendo in modo che Alessandria non inviti soltanto a riempire strade e locali, ma apra anche le porte del proprio patrimonio.
Nella stessa serata sarà aperto anche Palatium Vetus, in piazza della Libertà 28, visitabile dalle 18 alle 23.
Enogastronomia e cultura diventano così due modi complementari per attraversare la città: un aperitivo, una specialità alessandrina, una visita guidata, la musica nelle strade e infine il countdown collettivo e il brindisi di mezzanotte.
Una città di cappelli, biciclette, arte e cultura
Alessandria è anche la città di Borsalino, un nome che ha portato nel mondo (adesso anche Cina!) una storia di eleganza, artigianalità e costume. Ed è Alessandria Città delle Biciclette Alessandria Città delle Biciclette, identità che racconta un altro pezzo importante della sua storia e del rapporto con il territorio.
Sono anime diverse solo in apparenza
Il cappello, la bicicletta, i palazzi, i musei, la cultura gastronomica e le tradizioni popolari compongono il ritratto di una città “capoluogo di provincia” che conserva una dimensione umana ma possiede storie capaci di andare molto oltre i propri confini.
Il Capodanno Alessandrino sembra interpretare proprio questa vocazione: non inventare una città diversa per attrarre visitatori, ma rendere più vitale quella che esiste, accendendo per un giorno luoghi, tavole, attività commerciali, associazioni e spazi culturali.
Il 2026 è l’Anno dell’Amore
Ogni edizione ha un tema. Il 2026 sarà l’“Anno dell’Amore”, inteso come empatia, unione, speranza e piacere della condivisione.
Anche l’immagine scelta per la manifestazione racconta questo spirito: sullo skyline e sui monumenti simbolo di Alessandria volano centinaia di cuori colorati, nati dalla fantasia delle bambine e dei bambini della Classe Prima della Scuola Primaria “L. e G. Romano” di Gavi e inseriti nel progetto grafico di Renato Vacotti.
Gattini, cagnolini, mamme, squadre del cuore: l’amore visto senza sovrastrutture, attraverso quello che per un bambino rappresenta semplicemente qualcosa o qualcuno a cui voler bene.
Una festa che non dimentica la solidarietà
Accanto alla convivialità rimane uno dei tratti storici della manifestazione: la solidarietà. Prosegue infatti la collaborazione con AIL Alessandria-Asti ODV, l’Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma. I locali e le attività commerciali aderenti effettueranno donazioni dirette ad AIL, contribuendo alle attività di ricerca scientifica e di assistenza ai pazienti e alle loro famiglie.
Il sindaco Giorgio Abonante sottolinea il valore di una tradizione costruita nel tempo dalla città: «’Il Capodanno Alessandrino’ è, prima di ogni altra cosa, un esempio di come una comunità possa continuare a riconoscersi nelle proprie buone idee fino a farle diventare tradizioni. Un’idea che i commercianti, le associazioni e i cittadini hanno costruito insieme, anno dopo anno, fino a farne un appuntamento conosciuto anche ben oltre Alessandria. Al carattere festaiolo che saluta la fine di un anno (lavorativo) e celebra il ripartire dopo le vacanze, si affianca il prezioso valore della solidarietà che da sempre accompagna questa giornata, un gesto concreto di vicinanza a chi sta affrontando un momento difficile, attraverso il sostegno alle attività dell’AIL, da sempre in prima linea per la ricerca, l’assistenza e la speranza di pazienti e famiglie. Come Amministrazione il nostro compito è garantire che questo spirito sia rispettato e che il ‘Capodanno Alessandrino’ accompagni noi e tutte le alessandrine e gli alessandrini verso un autunno di soddisfazioni».
Una vetrina diffusa per il territorio
Il Capodanno diventa anche strumento di promozione territoriale. Non una manifestazione semplicemente ospitata dalla città, ma una festa nella quale è la città stessa – con le sue attività, i locali e i luoghi culturali – a diventare protagonista. Lo evidenzia il vicesindaco con delega al Commercio e Marketing Territoriale Giovanni Barosini:
«L’aver fatto nascere e consolidare nel tempo una manifestazione così partecipata è una prova di straordinaria vitalità per Alessandria. Il ‘Capodanno Alessandrino’ non è soltanto una tradizione amata, originale ed unica ma costituisce una leva strategica per la promozione del nostro territorio. Come Amministrazione abbiamo il dovere e il piacere di sostenere con forza questa ventitreesima edizione: l’‘Anno dell’Amore’ trasformerà ancora una volta la città in una grande vetrina diffusa, dove la gioia di stare insieme si traduce in valore concreto per l’immagine di Alessandria. Viviamo la Città con Amore!».
Monica Moccagatta e quel «Nessuna obiezione» di Umberto Eco
Dentro la storia del Capodanno Alessandrino c’è anche un episodio che lega la manifestazione a uno degli alessandrini più illustri, Umberto Eco. A raccontarlo è Monica Moccagatta, ideatrice della manifestazione:
«Nel 2011, anno dedicato all’acqua, ho chiesto a Umberto Eco l’autorizzazione a utilizzare la sua immagine, che il grafico Renato Vacotti ha poi fatto volare a bordo di un missile sopra l’acquedotto di Alessandria. La risposta del Maestro fu: «Nessuna obiezione», una citazione che desidero ricordare a dieci anni dalla sua scomparsa. Il ‘Capodanno Alessandrino’ è e deve rimanere una festa per tutti, senza che nessuno si senta escluso. Da 22 anni la città festeggia l’arrivo del nuovo anno grazie alle iniziative autonome dei locali di somministrazione e ristorazione, ma anche delle associazioni che colorano le strade con musica e spettacoli in attesa della mezzanotte. Grazie all’intuizione del grafico Renato Vacotti, anche quest’anno sono stati i bambini a dare forma al tema scelto, l’“Amore”, attraverso la loro capacità di raccontarlo con semplicità e spontaneità: un gattino, un cagnolino, la mamma, la squadra del cuore e tutto ciò che per loro rappresenta l’affetto più autentico. Una Alessandria vivace e creativa, tutta da vivere e da scoprire».
Il Capodanno come invito al viaggio
Forse è proprio questa l’idea più interessante per chi Alessandria non la conosce ancora: trasformare il 31 agosto in una piccola occasione di viaggio. Arrivare per un brindisi e restare per una visita. Degustare qualcosa di alessandrino e poi entrare a San Francesco. Cercare le tracce della città di Borsalino e scoprire quelle della città delle biciclette. Camminare nel centro storico, sedersi a tavola e aspettare che arrivi mezzanotte.
Un Capodanno anomalo, certamente. Ma dopo ventitré edizioni non è più una semplice curiosità. È una tradizione che Alessandria, invece di custodire sotto una campana di vetro, ogni anno rimette in strada. E nel 2026 la rimette in strada con “Amore”.



