Il Mondial des Vins Extrêmes guarda sempre più all’internazionalizzazione e rafforza il proprio posizionamento globale. La 34ª edizione del concorso organizzato dal CERVIM si terrà il 25 e 26 agosto 2026 a Châtillon, in Valle d’Aosta, mentre la cerimonia conclusiva è in programma il 21 novembre al VINSEUM – Museo delle Culture del Vino della Catalogna.
Dopo l’ultima edizione ospitata al Forte di Bard, il concorso dedicato alla viticoltura eroica sceglie dunque di riportare all’estero il momento finale, consolidando il dialogo tra territori accomunati da condizioni produttive complesse e identitarie. Una scelta strategica che testimonia la crescita internazionale dell’iniziativa e la volontà di costruire una rete sempre più ampia tra aree vitivinicole “estreme”.
Le degustazioni dei campioni in concorso si svolgeranno nel centro congressi di Châtillon, dove le commissioni d’assaggio – composte da enologi, enotecnici, giornalisti e degustatori esperti – valuteranno i vini secondo i criteri dell’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin. Al termine saranno assegnate Gran Medaglia d’Oro, Medaglia d’Oro, Medaglia d’Argento e Premi Speciali.
Le date e le novità dell’edizione 2026 sono state presentate il 13 aprile a Vinitaly dal presidente del CERVIM Nicola Abbrescia, insieme ai rappresentanti istituzionali e del settore vitivinicolo valdostano. Significativa anche la presenza di tre assessori regionali all’Agricoltura – Veneto, Lazio e Friuli Venezia Giulia – a conferma del riconoscimento crescente del valore strategico della viticoltura eroica.
Sul fronte della promozione, il CERVIM sarà protagonista anche al Merano WineFestival 2026, in programma dal 6 al 10 novembre, con uno spazio dedicato ai vini premiati con la Gran Medaglia d’Oro, creando un collegamento diretto con uno degli appuntamenti più qualificati del settore.
«Il Mondial des Vins Extrêmes nasce con una vocazione internazionale che oggi si consolida ulteriormente: portare la premiazione in Catalogna significa rafforzare una rete globale di territori che condividono condizioni produttive difficili ma straordinarie», ha dichiarato Nicola Abbrescia.
Il concorso è nato per valorizzare produzioni provenienti da aree montane, terrazzate, insulari o caratterizzate da forti pendenze, dove la coltivazione della vite richiede un impegno manuale elevato e custodisce un patrimonio di vitigni autoctoni. Un modello produttivo che, oltre all’eccellenza enologica, svolge un ruolo fondamentale nella tutela del paesaggio, nella prevenzione del dissesto idrogeologico e nella risposta ai cambiamenti climatici.


