Merano WineFestival 2026 lancia in Senato la sfida sul futuro del vino

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Cinque giornate, 810 aziende e oltre 2.600 prodotti in degustazione, più di 100 produttori internazionali da 12 Paesi, 126 etichette nella WineHunter Area e 150 realtà nella GourmetArena. E una novità che porta già la 35ª edizione oltre il prossimo novembre: nel 2027 nascerà il Merano Wine Observatory, osservatorio permanente chiamato ad analizzare, interpretare e anticipare i cambiamenti del mondo del vino. Merano WineFestival 2026 torna dal 6 al 10 novembre al Kurhaus di Merano mettendo al centro un settore alle prese con una trasformazione strutturale dei consumi, mercati internazionali, sostenibilità, tendenze salutistiche, low alcohol e alta gastronomia.

La presentazione ufficiale si è tenuta questa mattina, 7 ottobre, nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, su iniziativa del vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, grande appassionato di vino e già ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. Una cornice istituzionale particolare per presentare un Festival del vino e, insieme, ragionare sul peso di un comparto che produce 47,3 milioni di ettolitri, sviluppa 14 miliardi di euro di fatturato e 7,8 miliardi di export. Assente a questo interessante incontro, presentazione, lancio, tuttavia, è l’attuale ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.

Merano Wine Festival è da sempre un veicolo di economia del vino e del cibo di qualità e il momento è talmente particolare da richiedere tutte le forze istituzionali in campo. Una Italia compatta e con idee. E non stiamo giocando a pallone. All’incontro odierno, il Ministero è stato rappresentato dal sottosegretario Luigi D’Eramo, intervenuto attraverso un videomessaggio.

A moderare l’incontro il giornalista e coordinatore delle commissioni di assaggio Andrea Radic. Con il fondatore di Merano WineFestival e The WineHunter Helmuth Köcher sono intervenuti la sindaca di Merano Katharina Zeller, le vicepresidenti delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato Maria Chiara Gadda e Silvia Fregolent, il presidente dell’Agenzia ICE Matteo Zoppas e Diana Lenzi per Coldiretti.

Merano guarda già al vino del 2027

Ad aprire i lavori Gian Marco Centinaio, padrone di casa e della materia, che gli sta molto a cuore non da oggi: «Questo è un festival che rappresenta e seleziona la qualità e l’eccellenza del nostro Paese, durante il quale Merano diventa la capitale del vino in Italia».

Helmuth Köcher ha spostato lo sguardo oltre la 35ª edizione. In una fase storica di trasformazione strutturale dei consumi, la novità annunciata è il Merano Wine Observatory, che dal 2027 sarà un osservatorio sul futuro del vino attivo durante tutto l’anno. Ok, una novità importante, ma va detto che in realtà The Wine Hunter l’osservatorio lo mette in pratica da 35 edizioni. Certo, oggi va strutturato e comunicato, al centro del pensiero enologico non solo italiano, ma anche mondiale. Strategia che si capisce bene osservando come in contemporanea Köcher ha messo in piedi un Festival in Giappone.

«Merano WineFestival va oltre sé stesso e dà vita a una piattaforma internazionale capace di osservare, analizzare e interpretare i cambiamenti del mondo del vino. Vogliamo guardare al futuro: come verrà prodotto, venduto, consumato e percepito il vino tra 5, 10 o 20 anni? Merano WineFestival vuole continuare a mettere in rete produttori, esperti, operatori del settore e istituzioni per osservare i nuovi scenari, analizzare esperienze, interpretare dati e anticipare i trend».

Il vino italiano, numeri e specchio di una fase difficile

Il confronto al Senato ha dato … i numeri. Il Festival è sceso dentro l’attualità economica del vino. La dimensione presentata del comparto mette in fila: 241.000 aziende e 681.000 ettari coltivati, con un valore di circa 11 miliardi di euro, secondo Coldiretti. A questi si aggiungono i 47,3 milioni di ettolitri prodotti, i 14 miliardi di fatturato e i 7,8 miliardi di export ricordati nel corso della presentazione.

Maria Chiara Gadda, vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera ha precisato che: «Merano WineFestival è un appuntamento che ci consente una riflessione su un settore che sta affrontando molte sfide: i cambiamenti climatici, l’impatto delle tecnologie sui modelli produttivi e le questioni commerciali. A Merano WineFestival si riunisce l’Italia migliore, che nonostante le crisi, lavora e investe sulla qualità e ce la racconta con passione».

Diana Lenzi di Coldiretti ha manifestato intenti precisi ricordando che «Il vino è un patrimonio nazionale agricolo, territoriale ed economico che non possiamo disperdere e che dobbiamo difendere e rilanciare. Parliamo di 241.000 aziende che stanno vivendo un momento di confronto con una realtà che cambia, di 681.000 ettari coltivati che disegnano il territorio della nostra penisola, abbiamo una biodiversità unica e un comparto florido, che ha saputo distinguersi attraverso il sistema delle DOP e delle IGP e che vale circa 11 miliardi di euro».

La vicepresidente della 9ª Commissione del Senato Silvia Fregolent ha ribadito «l’interesse del Senato e della Camera verso il settore agroalimentare: 47,3 milioni di ettolitri che vengono prodotti, 14 miliardi di fatturato, 7,8 di export sono numeri importanti per un settore che in questi anni ha subito dei grossi momenti di difficoltà. Un evento come Merano WineFestival, che unisce il buon cibo al buon vino, può essere – anzi è – un momento di cultura e di approfondimento su queste criticità».

La sfida dei mercati internazionali

Il mercato estero è un altro terreno decisivo. L’edizione 2026 porterà a Merano più di 100 produttori provenienti da 12 Paesi e rafforzerà il confronto tra aziende e buyer internazionali.

Il presidente dell’Agenzia ICE Matteo Zoppas ha espresso «un complimento per ciò che viene fatto attraverso il Merano WineFestival, che sta promuovendo un territorio come quello italiano che ha sempre più opportunità di crescita all’estero, opportunità che noi dobbiamo cogliere e assecondare. Abbiamo raddoppiato la quantità degli incoming, riconoscendo in questo evento una vocazione internazionale sempre più forte, auspicando di creare sempre più occasioni di incontro tra i nostri produttori e i potenziali clienti come importatori e distributori».

Da Merano, attraverso un videomessaggio, la sindaca Katharina Zeller ha parlato di Merano WineFestival come «uno degli eventi più prestigiosi della nostra città, che attira eccellenza e buongustai da tutto il mondo. Siamo molto felici di poterlo ospitare anche quest’anno nella nostra città e invitiamo tutti a venirci a trovare nella nostra bellissima Merano».

A chiudere gli interventi istituzionali il sottosegretario Luigi D’Eramo: «In questi anni ho avuto il piacere di partecipare a Merano WineFestival, un evento che rappresenta una vetrina straordinaria per i nostri vini. Helmuth Köcher si distingue per la sua capacità visionaria ed è grazie al costante lavoro di selezione delle eccellenze vitivinicole e gastronomiche italiane se il Merano WineFestival quest’anno giunge alla sua 35esima edizione e si è affermato come uno degli appuntamenti più importanti del mondo vitivinicolo, punto di riferimento per tutto il settore a livello nazionale e internazionale».

La prima volta dei 100/100

Dal Senato è arrivato anche un annuncio senza precedenti nella storia dei WineHunter Award Platinum. Lo possiamo definire il massimo del successo, al cento per cento. Per la prima volta la commissione d’assaggio guidata da Helmuth Köcher ha attribuito il punteggio massimo di 100/100 a quattro vini, espressione di Trentino, Alto Adige, Sardegna e Toscana.

Sono complessivamente 101 i vincitori dei WineHunter Award Platinum nelle categorie Wine, Food e Spirits. La lista la potete consultare anche qui in questo pdf. I quattro vini arrivati per la prima volta al punteggio perfetto, centopercento, trovano spazio nell’approfondimento dedicato ai premiati del Merano WineFestival 2026 su lepaginedelvino.it.

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