Settantadue edizioni e un pubblico che ringiovanisce. È questo il dato più interessante di Autunno Pavese 2026: una manifestazione storica, profondamente legata a Pavia e alle sue produzioni, che non vive soltanto di memoria, ma continua a cambiare passo, parlare a pubblici diversi e portare dentro Palazzo Esposizioni anche la fascia tra i 20 e i 35 anni.
Dal 2 al 5 ottobre Autunno Pavese 2026 ha chiuso una 72ª edizione da incorniciare: 12mila presenze complessive, con una media di 3mila ingressi al giorno, oltre 25mila degustazioni, 1.050 presenze agli appuntamenti e più di un milione di visualizzazioni sui social.
Numeri importanti, certo. Ma soprattutto segnali. Perché raccontano una Fiera che resta radicata nel territorio e nelle sue imprese, ma riesce ad allargare il proprio pubblico, a coinvolgere nuove generazioni, a uscire dagli spazi fisici di Palazzo Esposizioni attraverso il racconto digitale e il passaparola.
Promossa dalla Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia e organizzata da CMP SviluppoImpresa, la manifestazione ha confermato “L’Impronta del Gusto” come filo conduttore di un format costruito intorno alle eccellenze agroalimentari e alle aziende.
Le imprese restano il cuore
Autunno Pavese ha messo al centro soprattutto loro: le imprese. Oltre 70 espositori hanno animato per quattro giorni gli spazi della Fiera, trasformandoli in un luogo di incontro diretto tra produttori e pubblico. Non solo assaggi, dunque, ma racconto: chi produce, come lavora, da dove arriva un prodotto, quale filiera lo sostiene.
Uno dei dati più significativi arriva proprio dai questionari raccolti: la disponibilità, la competenza e la capacità degli espositori di raccontare prodotti e filiere hanno ottenuto un voto medio di circa 9,2 su 10. Molto alta anche la valutazione dell’offerta gastronomica e delle opportunità di acquisto, con una media di 8,8 su 10.
Salumi, risotti, formaggi, funghi, dolci, vini, birra, cocktail e produzioni tipiche sono stati tra gli elementi più apprezzati dal pubblico, confermando il valore del rapporto diretto tra chi produce e chi visita la Fiera.
Un pubblico più ampio e più giovane
La 72ª edizione ha confermato il forte radicamento territoriale di Autunno Pavese, ma anche la sua capacità di attrarre visitatori da fuori provincia. Accanto al pubblico locale, proveniente da Pavese, Oltrepò e Lomellina, sono state registrate presenze dall’area metropolitana milanese e da diverse province lombarde, oltre che da Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna e altre zone d’Italia.
Il dato forse più fresco riguarda però la partecipazione della fascia tra i 20 e i 35 anni. Una Fiera con oltre settant’anni di storia è riuscita a intercettare un pubblico giovane, curioso, interessato alla degustazione ma anche all’esperienza, alla cucina, agli eventi, ai contenuti digitali e alla possibilità di vivere il territorio attraverso le sue produzioni.
È l’immagine che anche il presidente della Camera di Commercio, Gian Domenico Auricchio, ha indicato tra le più significative: tanti giovani negli spazi della Fiera, segno di una manifestazione che ha ancora futuro davanti a sé.
Cooking show e nuovi format
Tra i momenti più seguiti dell’edizione 2026 ci sono stati i quattro cooking show serali con Andrea Mainardi, Luca Pappagallo, Federico Fusca ed Ernst Knam.
Quattro personalità diverse, accomunate dalla capacità di trasformare la cucina in racconto, spettacolo e divulgazione. Gli appuntamenti hanno registrato il tutto esaurito e sono stati anche tra i contenuti più forti sui social.
Buona la prima per “La sfida dei professionisti – Risotto d’Autore”, realizzata in collaborazione con l’Associazione Cuochi Pavia. Al centro il Carnaroli da Carnaroli pavese e il lavoro di chef e ristoratori.
A vincere è stato lo chef Mattia Minoia con un piatto costruito sulle eccellenze del territorio: Riso Carnaroli da Carnaroli pavese ai porcini, salame di Varzi croccante, Grana Padano e riduzione di Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese.
Risotti, sapori, mixology e battello sul Ticino
Grande riscontro anche per Risotti & Sapori, Piazza del Gusto e Mixology & Assaggi d’Autunno, le tre aree che hanno scandito la proposta gastronomica della Fiera.
Masterclass, AP Academy con i laboratori “Mani in pasta” e AP Kids hanno completato un programma pensato per pubblici diversi per età, interessi e modalità di partecipazione.
Tra le novità più apprezzate anche AP sul Ticino, con le degustazioni in battello, e le iniziative dedicate all’accessibilità e all’inclusione attraverso il progetto STAI2.
Nel complesso, gli appuntamenti inseriti nel programma hanno registrato 1.050 presenze, a conferma di una partecipazione diffusa alle diverse proposte.
Il racconto continua online
Il successo vissuto dentro Palazzo Esposizioni ha trovato una forte risposta anche online.
I dati complessivi parlano di oltre un milione di visualizzazioni e più di 15mila interazioni organiche. A trainare l’engagement sono stati soprattutto i contenuti dedicati ai cooking show e ai loro protagonisti: Andrea Mainardi, Luca Pappagallo, Federico Fusca ed Ernst Knam.
Reazioni positive anche per AP sul Ticino e per i contenuti dedicati all’inclusione.
Molto apprezzata inoltre la formula di Autunno Pavese Tour, con immagini e storie condivise direttamente da cantine, risaie, aziende agricole e agriturismi. Un modo per portare “L’Impronta del Gusto” fuori dalla Fiera e dentro i luoghi della produzione.
Dal riso all’arte
L’esperienza di Autunno Pavese si è estesa anche agli spazi comuni e alle aree di ingresso.
Il Tavolo UNESCO del Riso italiano, realizzato dall’Ente Nazionale Risi in collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, ha accompagnato i visitatori in un viaggio attraverso dodici preparazioni e tradizioni regionali.
Accanto, la mostra di Confcommercio Pavia “Vetrine nel tempo” ha ripercorso con una selezione di fotografie la storia del commercio pavese, mentre “80 voglia d’arte” ha portato in Fiera le opere di tredici artisti.
Arte e agroalimentare hanno dialogato anche nelle aree relax curate da Oltreforma APS, con live performance e la direzione artistica di Lele Picà.
Una Fiera che guarda già avanti
Nel bilancio finale, la soddisfazione istituzionale si accompagna già al lavoro sulla prossima edizione. Auricchio ha richiamato il valore degli espositori e la necessità di far crescere non soltanto i numeri, ma anche il valore prodotto dalla manifestazione per imprese e territorio.
Silvia Garavaglia, presidente di CMP SviluppoImpresa, ha sottolineato invece la risposta positiva del pubblico e l’esigenza di continuare a migliorare spazi, servizi e modalità di partecipazione agli appuntamenti più richiesti.
Ma Autunno Pavese non si ferma a Palazzo Esposizioni. Autunno Pavese Tour prosegue fino all’11 ottobre, portando “L’Impronta del Gusto” direttamente nelle aziende e nei luoghi della produzione tra Pavese, Oltrepò e Lomellina.
Settantadue edizioni alle spalle e un pubblico sempre più trasversale davanti: è forse questa la fotografia più interessante dell’Autunno Pavese 2026. Una Fiera che conserva il suo cuore produttivo, ma lo racconta con linguaggi più attuali, più esperienziali, più giovani.
Memo – Autunno Pavese 2026
Evento e numeri: 72ª edizione, dal 2 al 5 ottobre al Palazzo Esposizioni di Pavia, con 12mila presenze, oltre 25mila degustazioni e 1.050 partecipanti agli appuntamenti.
Imprese e pubblico: oltre 70 espositori, valutati circa 9,2 su 10, e pubblico sempre più trasversale, con forte partecipazione della fascia 20-35 anni.
Programma: cooking show con Andrea Mainardi, Luca Pappagallo, Federico Fusca ed Ernst Knam, sfida “Risotto d’Autore” vinta da Mattia Minoia, AP Academy, AP Kids, AP sul Ticino e progetto STAI2.
Digitale e territorio: oltre un milione di visualizzazioni social, più di 15mila interazioni organiche e Autunno Pavese Tour fino all’11 ottobre tra Pavese, Oltrepò e Lomellina.
Fonte: Ufficio Stampa Autunno Pavese 2026.





