Milano Live Wine

Gli artigiani del vino arrivano a Milano. Conquistano la City.  Lo fanno con le loro migliori produzioni e ti danno appuntamento sabato 18 e domenica 19 febbraio 2017 per la terza edizione di Milano Live Wine. Un Salone che ospita circa 150 cantine provenienti da tutta Italia e dall’estero. Con un biglietto di ingresso potrai degustare i vini di piccoli e grandi artigiani che con la loro fatica e passione contribuiscono alla magia di un prodotto che fa grande l'Italia: il vino!  Dove? Nella splendida cornice del Palazzo del Ghiaccio di Milano.

Le cantine di Live Wine

Le cantine selezionate sono aziende di piccole e medie dimensioni che praticano un’agricoltura sostenibile e che in fase di vinificazione preferiscono non utilizzare additivi enologici in modo da ottenere un vino che esprima al massimo il territorio, l’annata e il lavoro dell’uomo.

Una filosofia non interventista oggi sempre più condivisa e presente nelle migliori carte dei vini del mondo. L'elenco lo trovi QUI

Live Wine 2017 Palazzo del Ghiaccio - Via G.B. Piranesi, 14 – Milano Sabato 18 febbraio, dalle 10.00 alle 20.00 Domenica 19 febbraio, dalle 10.00 alle 19.00

Anche una Milano Live Wine Night

Un evento tanti eventi. Milano Live Wine apre ad incontri e degustazioni, quelli a tema sono guidati da Samuel Cogliati, l’editore e divulgatore italo-francese responsabile degli approfondimenti del Salone fin dal suo esordio.
Ma la notte... da non perdere sono anche le serate fuorisalone della rassegna Live Wine Night che coinvolge locali e appuntamenti milanesi in notturna. Venerdì 17 e sabato 18 febbraio 2017, nelle enoteche, nei ristoranti ed in altre location di Milano si può approfondire la conoscenza dei vini e dei territori in compagnia dei vignaioli presenti alla rassegna.  Occhio a non perdere la degustazione: prenotala sul sito dell'evento QUI

Alla scoperta del naturale: dei vini, dei vignaioli

L’evento Live Wine di Milano è realizzato con il sostegno dell’Associazione Italiana Sommelier Lombardia e della storica manifestazione Vini di Vignaioli di Fornovo. Il sodalizio è uno spontaneo incontro fra vignaioli italiani e francesi che lavorano con vitigni autoctoni e propongono un'interpretazione personale del loro terreno. Tutto poi è messo a disposizione di un pubblico sempre più interessato anche alla autenticità e alla qualità dei prodotti, un pubblico (ed un consumatore) desideroso di condividere e approfondire sempre di più la conoscenza di questa ricchezza che unisce Paesi molto simili. L'obiettivo che muove tutti è la scoperta di una viticoltura che punta al valore della terra e al naturale.

 

Arte Sella incontra il vino. Naturale!

Capire la terra, la vigna (e il vignaiolo). Capire il vino, capirne l'autenticità, il suo terreno, le origini. E rispettarne la dimensione. Sono gli obiettivi condivisi di chi si impegna nell'organizzazione e promozione di Milano Live Wine, che muove attorno all'esperienza degli artigiani di Fornovo Taro, il gruppo dei Vini di Vignaioli di Fornovo, e si presenta nella Milano da bere, con una collaborazione per così dire di concetto come quella di Arte Sella, il magnifico museo a cielo aperto nell’omonima Val di Sella in Trentino, che espone solo opere realizzate con materiali naturali. Arte Sella è oggi uno dei progetti culturali più importanti d’Italia e per l’occasione espone al centro della sala degustazioni un’opera dedicata alla pianta della vite

#lepaginedelvino - Abbiamo chiesto agli organizzatori di Live Wine, Christine Marzani e Lorenzo De Grassi, di rispondere ad alcune domande. Ecco una breve intervista allo specchio. Naturale!

Perché tanta gente vuole riappropriarsi del naturale? Una moda o un’esigenza?

Christine | Parlando del mondo del vino il naturale è oggi ancora una realtà circoscritta se si considera che ci saranno forse un migliaio di vignaioli che possono considerarsi naturali, ma sono sicura che si faranno sempre più passi verso la naturalità nel mondo agricolo. Ci saranno anche duri confronti tra i giganti dell’industria agroalimentare e questi agricoltori che difendono la loro terra, il loro territorio. Credo che di questo si parlerà sempre di più perché sono sempre di più le persone che cercano un vivere sano.

Lorenzo | Noi possiamo solo rispondere per la nostra esperienza, ma chiamarla moda può essere fuorviante visto che stiamo sempre parlando di una nicchia del mercato. Sicuramente chi apprezza nel gusto di un prodotto naturale, che sia vino, pane, formaggio o altro, la genuinità che è impossibile trovare in prodotti più industriali difficilmente poi ci rinuncia.

Il mondo del vino è antico e pur moderno allo stesso tempo. È, potremmo dire finalmente, anche moderno: le nuove tecniche di produzione hanno portato qualità, principalmente.Tornare alle origini, al vero naturale può essere difficile? È  un paradosso da gestire?

Lorenzo | Il concetto di qualità può essere soggettivo, ma indubbiamente le tecnologie e soprattutto la conoscenza più approfondita di molti aspetti biologici e igienici di quello che avviene in cantina sono di grande aiuto a chi produce vino. La differenza sta nell’utilizzo che uno desidera farne e noi apprezziamo il lavoro di chi decide di non utilizzarle con l’obiettivo di standardizzare il proprio prodotto.

Christine | Condivido quello che dice Lorenzo, le tecniche meccaniche che si utilizzano nel mondo agricolo sono un guadagno di tempo, d’igiene e di manutenzione, ma alcune regole per fare il vino devono rimanere. La vendemmia nel vino naturale deve essere fatta solo a mano e non con una macchina e così anche per altri antichi metodi di lavoro che sono ancora di grande attualità.

Tornare alle origini, al vero naturale può essere difficile? È un paradosso da gestire?

Lorenzo | Tornare alle origini in senso generico è difficile perché ti costringe a fare ricerca, perché spesso chi si dichiara naturale di fatto non lo è e non sempre lo capisci al primo assaggio. Nel mondo del vino poi gli aspetti sono molteplici e il concetto di naturale non è uguale per tutti.

Christine | Non siamo più all’età della pietra e l’uomo sa gestire la modernità che gli è offerta. Quando si fa vino si deve ancora fare con l’uva  fortunatamente, ma sappiamo che per fare un vino naturale non ci vogliono né pesticidi, né altri prodotti di sintesi che si possono trovare in un vino più convenzionale. Il vino può tornare all’origine naturale se rispetta queste regole agricole e rinuncia a utilizzare le decine di additivi enologici che il mondo attuale mette a disposizione che lo rendono di fatto più artificiale.

Perché Live Wine a Milano? Come cambia il consumatore, il frequentatore, rispetto al target dei genuini (e bellissimi) eventi per così dire di provincia?

Christine | Milano, capitale del nord Italia, per me è importantissima. È il riflesso di un’apertura culturale che ha già dimostrato in tanti campi la sua forza di essere protagonista, come per esempio nella moda, nel design, ecc. Anche il vino artigianale e naturale può dimostrare, nel suo piccolo, di essere un protagonista. Trovo che il consumatore milanese è abbastanza curioso e un evento come Live Wine dimostra l’appetito che c’è a Milano di scoprire e di venire incontro a questi vignaioli e ai loro vini. Siamo alla terza edizione e si può sentire l’attesa che c’è, e inoltre il pubblico di fuori viene a Milano a sostenere i Milanesi. Live Wine ha aperto questa porta del vino naturale a Milano.

Lorenzo |Gli eventi di provincia hanno un loro pubblico di appassionati che sono disposti a spostarsi anche di parecchi chilometri per raggiungere le mete dove troveranno quello che cercano. Fare un evento del genere a Milano significa coinvolgere anche un pubblico nuovo che altrimenti non sarebbe a conoscenza di queste meravigliose realtà e che si dimostra sempre molto curioso e molto recettivo. E prima o poi vorrà questo vino alla sua tavola.