Degustazione: disciplina del vino e paradiso dei sensi

Sei alla tua prima degustazione? Sei alla seconda, alla terza, alla quarta... Sei o vuoi immergerti, insomma, nell'olimpo dei sensi? Comunque sia qui sei nel posto giusto. E se vuoi fare questo viaggio nel migliore dei modi, con l'approccio che ci vuole, ecco una miniguida che ti dà qualche consiglio per essere un degustatore con la coscienza a posto.

C'è chi dice che per diventare un vero intenditore ci vuole soprattutto allenamento, è vero, lo assicurano gli esperti e i veterani del vino, ma quello che conta davvero è l'atteggiamento: lasciarsi andare, sapere e conoscere le regole, ma essere consapevoli a priori che poi tutto può succedere. Con il vino: è il gioco dei sensi. E soprattutto, ci vuole passione e tanta onestà: due ingredienti che servono per completare e rendere magica la disciplina.

Poi la strada la trovi da te... 

Profumo di vino

Chiudi a chiave nel mobiletto del bagno profumi, creme profumate, deodoranti spinti, saponi per le mani troppo intensi. Per niente al mondo dovrai avvicinarti col naso al calice temendo che un profumo qualsiasi - nemmeno il migliore - possa distrarti e toglierti il piacere della scoperta del bouquet del vino che degusterai.
Per questa occasione non avrai infatti naso che per lui!
Va da sè che anche l'ambiente dove si effettua la degustazione dovrà essere esente da contaminazioni olfattive. Quindi: mai vicino ad una cucina in attività, né un locale appena deodorato. Dovrà solo essere pulito e areato preventivamente. Il resto arriva col vino.

Il calice giusto

È vero, oggi ci sono calici e bicchieri di ogni genere. Per le degustazioni, tuttavia, sono autorizzati solo quelli cosiddetti di tipo standard, devono essere possibilmente di cristallo, puliti senza aloni, praticamente perfetti e mai lavati con detersivi profumati. Bandito anche il lavaggio in lavastoviglie! Ne va della degustazione visiva, olfattiva e gustativa.

I sensi vanno rispettati al cento per cento anche dall'involucro! Il vestito, insomma, qualche volta fa la differenza.

Il potere della mente

Sei stressato?  Sei stanco? Sei arrabbiato? Non è il momento giusto per godere al cento per cento dei piaceri - sono più di uno - della degustazione. Proprio così anche l'umore e il ... cortisolo (l'ormone dello stress) fanno la loro parte.  Vero anche che una serata degustazione può cambiare l'umore e raddrizzare una giornata storta.

Quindi che fare? Prenditi il tempo per voltare pagina, respirare, trovare gioia e predisporre lo spirito al divertimento di una degustazione. Attenzione questo non significa affrontarla con superficialità: la leggerezza ci vuole per ampliare l'effetto piacevole e le sensazioni che derivano dalla degustazione. Ma la concentrazione ti regala la soddisfazione di capire qualcosa di più di quello che c'è nel bicchiere.

E se ci sarà un bravo traghettatore - colui che guida la degustazione - arricchirai anche la tua cultura. Della terra e del vino. Sarà solo così che potrai avere l'atteggiamento giusto per approfondire l'esperienza degustativa al punto che quel vino, proprio lui, non lo scorderai mai...

Fame di vino

Con la pancia piena? A stomaco vuoto? Affamato così così? Insomma, non ti avvicinare alla degustazione né con i crampi per la fame né con il boccone fresco in gola...

Se riesci consuma uno spuntino prima e fai passare almeno un'ora anche da un leggero pasto prima di dedicare tutti i tuoi sensi alla scoperta di uno o più vini. E per il piacere totale del gusto evita di consumare, a ridosso della degustazione, caffè, bevande troppo zuccherine, caramelle alla menta o gomme da masticare!

Non vuoi rinunciare al tuo sorriso (ops alito) strappabaci? Non è il momento di intervenire con pulizie dei denti drastiche, quelle coadiuvate da dentifrici a prova di bomba. Una bocca pulita e preferibilmente sana sarà perfetta e per nulla deviante....

Ci vuole un fisico bestiale

C'è poco da fare, se sei influenzato, se hai un potente raffreddore, un mal di stomaco che ti spacca in due o sei reduce da una indigestione: no, non è proprio il momento giusto per degustare.

Non solo per una questione di umore forzatamente sbagliato. I tuoi sensi, infatti, per godere appieno, dovranno essere in equilibrio e ben vigili: in un'espressione pronti a regalarti emozioni.

Ci vuole anche la giusta energia per partecipare in modo totale all'esperienza di una grande degustazione! Messaggio ricevuto?

Il clima giusto

Anche  la temperatura deve essere quella giusta. Quella del vino, certamente, quella dell'ambiente e del bicchiere! Impara l'arte, anzi la temperatura di servizio del vino e sei già a cavallo: dicono gli esperti.

Come prima cosa, la sala di degustazione deve essere fra i 20, massimo 22 gradi. Quanto al vino, il degustatore professionista (o semplicemente appassionato e preciso) si porta un termometro per verificare dentro al bicchiere, quando degusta,  a che temperatura è stato servito il vino. 

Qui, ad ogni modo, entra in gioco l'abilità e la professionalità di chi gestisce la degustazione. Perché il vino va servito rigorosamente alla temperatura corretta: tipologia per tipologia. Se ci sono dei ... tiri da correggere, consigliano gli esperti: per un raffreddamento veloce l'ausilio di un secchiello di ghiaccio, acqua e sale grosso, in grado di abbassare il punto.

Viceversa, per portare ad esempio un rosso della cantina (di solito fra i 10°-12°) ai 18° corretti basta tenere la bottiglia per un po' di tempo nella sala degustazione oppure, se non c'è tempo, avvolgerla in un tovagliolo imbevuto di acqua calda.

«Un posto speciale nel decalogo della degustazione lo dedicherei all'aspetto puramente edonistico del vino, cosa per noi molto importante: perfette le regole, ma mai dimenticarsi che il vino mette gioia e crea convivialità. E quindi, non prendersi troppo sul serio ci regala sorprese impensabili. Proprio quelle della serata azzeccata con gli amici».

Daniele Rigillo
presidente Fondazione Italiana Sommelier Lombardia