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#MoldenhauerWine – Per festeggiare il traguardo dei 30 anni MGM ha creato una nuova linea che intende essere un progetto di valorizzazione dei vini italiani. Itinera, infatti, vuole essere un vero e proprio viaggio nei vigneti d’Italia alla ricerca del meglio per soddisfare i gusti del consumatore nel mondo.

Vini rappresentativi del nord, centro e sud Italia che riassumono il lavoro svolto da MGM in trent’anni di lavoro sulle varietà sia autoctone che alloctone, terroir e metodi, per la qualità e la sostenibilità della produzione vinicola italiana. Raccontiamo di seguito le specifiche di Itinera e due etichette che ci hanno colpito. Alfeo Martini, fondatore del marchio MGM, in un incontro con Luciano Ferraro, noto giornalista del Corriere della Sera, ci racconta gli inizi e la visone avveniristica di MGM.

Una selezione di sei vitigni da nord a sud dell’Italia e circa mille piccoli produttori per una produzione di 500mila bottiglie. Questi i numeri della linea Itinera che MGM presenta in occasione dei suoi 30 anni. Una serie di etichette che più che sui numeri punta però all’eccellenza e alla qualità del prodotto, oltre che alla valorizzazione dell’appassionato lavoro di tanti piccoli vignaioli.

MGM è stata la prima azienda in Italia a proporre un progetto come quello di Itinera, una linea per cui vi è un’alta richiesta di mercato che MGM vuole cercare di soddisfare senza compromessi sulla qualità. Itinera, lo suggerisce il nome stesso, rappresenta un continuo percorso che, iniziato nel 1991 si è sviluppato fino a oggi e punta a evolversi ancora per adattarsi ai tempi e ai gusti dei consumatori.

Un progetto di respiro nazionale perché guarda all’intero territorio italiano con i suoi vitigni autoctoni, ma anche di ampiezza internazionale perché propone su questa scena le eccellenze della nostra penisola in grado di rispondere al gusto del consumatore internazionale.

Gli enologi di MGM, guidati da Gaetane Carron e Scipione Giuliani, nel corso degli anni hanno percorso in lungo e in largo il territorio italiano alla scoperta di vitigni, produzioni viticole e viniche rispondessero, oltre che a criteri di eccellenza, anche a un modello in cui la costante ricerca rivolta alla crescita qualitativa si coniuga con la sicurezza e la sostenibilità ambientale e sociale dei processi produttivi rispondendo a certificazioni di qualità ed etiche lungo l’intera filiera, dalla vigna alla produzione e infine alla bottiglia.

Da questo viaggio nascono le proposte di Itinera Prima Classe: Montepulciano d’Abruzzo DOC, Primitivo Salento IGT, Chardonnay, Pinot Grigio delle VenezieDOC, Prosecco DOC e Prosecco Rosé DOC Brut. Da una particolare ricerca e selezione sul vitigno Montepulciano d’Abruzzo nasce inoltre Itinera Materia Prima, una particolarità da proporre al consumatore. Si tratta di 7mila bottiglie di Montepulciano d’Abruzzo DOC delle annate 2005 e 2010 realizzate con uve provenienti da un unico vigneto nella zona di Scerni, sulle colline abruzzesi. Abbiamo trovato in particolare il Pinot Grigio e lo Chardonnay affinato in barrique molto piacevoli alla beva, ben realizzati.

Il Pinot Grigio delle Venezie DOC si presenta con un colore giallo paglierino tenue. Ha una piacevole e caratteristica fragranza dal delicato sentore di rose bianche, fiori di sambuco e mela verde. Alla beva è fresco e ben bilanciato. Lo Chardonnay, maturato in barrique, ha nel calice un colore giallo paglierino, con riflessi tendenti al giallo dorato, offre al naso aromi perfettamente bilanciati fra freschezza e morbidezza. Alle note fragranti di frutta fresca come mela, pera, pesca e melone, si affiancano le morbidezze della vaniglia e del caramello.

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Luciano Ferraro intervista Alfeo Martini

Ecco alcuni tratti dell’intervista di Luciano Ferraro ad Alfeo Martini. Agli inizi degli anni ’90 – racconta Alfeo al giornalista del Corriere della Sera, in occasione dell’evento celebrativo dei 30 anni di MGMl’impressione era quella che gli unici vini apprezzati dal mercato internazionale fossero quelli sudamericani, sudafricani e australiani. Vini provenienti da climi caldi, che mi hanno ispirato la suggestione di verificare se anche nelle aree vitivinicole dell’Italia meridionale fosse possibile concepire dei vini per il gusto internazionale, valorizzando il timbro e la tipicità di vitigni quali il Montepulciano d’Abruzzo, il Primitivo, il Nero d’Avola.

Il progetto di Martini ha aperto in quegli anni una fase storica nuova per la vitivinicoltura italiana e per vitigni autoctoni che, per la prima volta, si sono trovati catapultati fuori dalle cisterne in cui al tempo viaggiavano per andare ad arricchire i vini del nord Italia e francesi, diventando protagonisti dei mercati internazionali. Un salto di qualità – racconta ancora – reso possibile grazie ad un pool di enologi italiani e stranieri che, guidato da Gaetane Carron arrivata in Italia dalla cantina cilena di Concha y Toro, reinterpreta in chiave moderna queste grandi varietà autoctone.

Prosegue poi: In quegli anni la filosofia dominante era quella per cui prima si fa il vino e poi si cerca di venderlo. Noi abbiamo invertito la relazione: prima abbiamo indagato cosa voleva il consumatore e poi siamo tornati in vigna abbiamo cercato di concepire vini in grado di soddisfare quei gusti raccontando i nostri territori e i grandi vitigni italici allora sconosciuti ai mercati. Martini ha espresso così una filosofia di profondo rispetto per i territori che mira a rivedere l’impianto produttivo in vigna e in cantina, lavorando con rigore in tutta la filiera, per ottenere vini di carattere internazionale.

Una visione pionieristica che ha portato MGM, poi evolutasi nel gruppo Mondodelvino, a una crescita record di fatturato: da zero a 120 milioni di euro in 30 anni. Una crescita economica che oggi si è trovata davanti alla necessità di un ulteriore salto dimensionale per mantenere la competitività sui mercati mondiali.

Photo @ MGM