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#MoldenhauerWine – Nel corso del 2016 questa tenuta a Lison di Portogruaro, in provincia di Venezia, ha avuto dei nuovi proprietari che, consci del grande valore storico dei vari elementi che la compongono, hanno scelto di prendersene cura, di diventarne custodi rispettosi. Sita tra le Alpi e il litorale adriatico ha un patrimonio di 110 gli ettari vitati, di cui circa 20 sono vigneti storici posti ai margini di un bosco planiziale risalente al 1200.

Domenico Veronese

Domenico Veronese @ Villa Bogdano 1880

Domenico Veronese e Lucio Tessari, amministratore ed enologo, entrambi classe 1968, hanno rilevato l’intera tenuta da una famiglia lombarda che l’aveva gestita per tre generazioni. Domenico e Lucio, arrivati qui da due percorsi professionali molto diversi, hanno scelto di riportare la Tenuta all’antico splendore, valorizzando il patrimonio enologico, artistico e ambientale di Villa Bogdano 1880, parte integrante di Tenuta Platinia.

La scelta di chiamarla con il termine latino Planitia è degli attuali proprietari che hanno voluto rendere omaggio a questo luogo che ospita uno dei pochi resti di foresta planiziale rimasti in Italia, risalente al Medio Evo, protetta dal Ministero per i Beni Culturali e classificata come sito di Interesse Comunitario dall’Unione Europea per le varietà̀ di flora e fauna. Infatti numerosi animali, tra cui i caprioli, fanno capolino dai bordi delle coltivazioni, gufi e albanelle sorvegliano i vigneti alla ricerca di arvicole e talpe che popolano i filari. Quest’oasi è un sito di sosta per numerose specie di uccelli durante migrazioni, svernamento e nidificazione, come il picchio verde o l’airone cenerino, ed è rifugio per altre specie vulnerabili, come l’ululone dal ventre giallo, la rana di Lataste, il tritone crestato, la testuggine palustre e il cervo volante.

Le radici storiche della Tenuta si legano a quelle dell’Impero Romano per avere poi a fine ‘500, con l’istituzione del Provveditorato ai Beni Inculti della Repubblica di Venezia, le sue terre assegnate a nobili famiglie veneziane, tra cui i Giustinian. Sono loro che le hanno adibite all’agricoltura, realizzando opera d’irrigazione ed edificando numerosi immobili tra cui un Palazzo padronale (l’attuale Villa Bogdano), un Convento e abitazioni rurali.

Nel 1880 viene restaurata Villa Bogdano e l’attività agricola prevalente diviene quella vitivinicola. A preziosa testimonianza rimangono ancora oggi rimangono 117 viti di Tai (precedentemente chiamato Tocai) impiantate in quell’anno, coltivate a cassone padovano, un antico sistema di allevamento utilizzato dai monaci benedettini, che sono state oggetto di una meticolosa operazione di recupero e sono tuttora in produzione.

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Sotto l’aspetto vitivinicolo sono 110 gli ettari vitati, di cui circa 20 sono vigneti storici, in cui  la raccolta delle uve su tutti i vigneti storici e parte dei vigneti moderni è effettuata a mano, con un utilizzo di fitofarmaci limitato al massimo, concimazioni solo organiche, controllo delle malerbe unicamente con mezzi meccanici. La scelta di ottenere rese basse, una grande attenzione nella gestione della campagna, permette di portare in cantina uve sane da esaltare in vinificazione.

Tutti i vini sono prodotti e imbottigliati nella cantina con uve provenienti da agricoltura biologica, certificata da ICEA nel 1993 ed esclusivamente prodotte in azienda. La tenuta è delimitata dai due fiumi Lison e Loncon che creano così una sorta di protezione da possibili contaminazioni con prodotti fitosanitari di lotti confinanti. Inoltre l’immediata vicinanza dei vigneti alla cantina accorcia notevolmente le tempistiche di lavorazione delle uve al momento della vendemmia, riducendo le ossidazioni e il conseguente utilizzo di solfiti.

In cantina, assieme a tini e botti in rovere francese (privilegiando le grandi dimensioni, tra cui quelle da 45 ettolitri), si trovano anche le botti in cemento vetrificato che abbinano la elevata stabilità termica del cemento alla massima neutralità della vetrificazione. La missione è quella di valorizzare al massimo le caratteristiche varietale delle uve, del terroir. Un aspetto importante è che la tenuta, non essendo stata oggetto di opere di bonifica, ha mantenuto le caratteristiche originarie del terreno, evitando di ricevere terre di riporto di minore qualità. Così il terreno tipico di origine alluviale, ricco di sostanze calcaree e minerali e di microelementi, è ricoperto in superficie da uno spesso strato di argilla, tanto tenace da lavorare e ingrato nelle rese, quanto gratificante nella produzione di vini di notevole intensità̀ gusto-olfattiva e di grande eleganza e gentilezza.

In alcuni lotti le percentuali di argilla raggiungono il 53%, questo conferisce raffinatezza e morbidezza ai tannini nei vini rossi quali per esempio il Merlot DOC Venezia, Refosco dal Peduncolo Rosso DOC Lison Pramaggiore e le selezioni Refosco DOC Lison Pramaggiore Riserva. La valorizzazione delle varietà autoctone è una priorità: oltre al Tai e alla Glera ci sono vigneti di Refosco dal Peduncolo Rosso ed è stata reimpiantata la Malvasia, oltre all’internazionale Pinot Grigio. Per Villa Bogdano 1880 la definizione di tenuta naturale non si limita alla terra, ma abbraccia tutte le scelte aziendali. Oltre alla scelta di pratiche ecosostenibili in vigna, mantiene il manto erboso e la gestione delle acque interne atte a garantire la biodiversità. Inoltre ha scelto per il packaging delle bottiglie sia in cartoni certificati FSC, oltre ad attuare azioni che le consentano di raggiungere nei prossimi anni l’autonomia energetica grazie all’energia solare.

Durante un incontro a Milano con Domenico Veronese per presentare l’affascinante contesto di Villa Bogdano 1880 e diverse etichette, ci hanno colpito in particolare tre vini: il Lison Classico DOCG 2020 abbinato con una ‘Caponatina di melanzane viola alla siciliana’, un Pinot Grigio ramato DOC Venezia 2020 invece a ‘Paccheri Vicidomini con crema di favette e calamari’ e 187 Chardonnay Veneto IGT 2018 invece con un Trancio di baccalà pescato all’amo in due cotture.

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Pacchetti Vicidomini con crema di favette e calamari

 

                        La degustazione di tre vini Villa Bogdano 1880

 

Lison classico BogdanoLison Classico DOCG 2020 – È il vino simbolo dell’area enologica dell’azienda, ottenuto da 100% Tai, ottenuto da un vigneto impiantato nel 1943, su suoli argillosi, calcarei, alcalini di origine alluvionale, con una resa di 55 quintali a ettaro. In vinificazione subisce una pressatura soffice e una crio-macerazione delle uve per 24 ore, seguita da fermentazione controllata a 18°C. Quindi permane sulle fecce nobili per 8 mesi in vasche di cemento, con periodici bâtonnage, seguiti da almeno 3 mesi di affinamento in bottiglia. Dopo una tonalità giallo paglierino intenso e vivo, con riflessi dorati, ha al naso aromi intensi e complessi, floreali di fiori bianchi, poi fruttati, con una caratteristica nota ammandorlata, accenni di spezie dolci, frutta candita ed erbe aromatiche, in particolare salvia e menta. All’assaggio ha freschezza e sapidità ben bilanciate, con un finale ammandorlato piacevole e persistente, che ricorda anche il marzapane. Troviamo quest’annata dal maggiore equilibrio ed espressività rispetto alla 2018. Una curiosità l’etichetta è una riproduzione in lamina d’argento della corteccia di “Fraxinus Ornus”, essenza presente nel bosco planiziale.

 

Schermata 2021 08 13 alle 17.25.28Pinot Grigio Ramato DOC Venezia 2020 – Da Pinot Grigio secondo un’antica tradizione nella Repubblica di Venezia nel produrlo rosatoe un vigneto recente del 2015, una resa di 70 quintali a ettaro in vendemmia, in vinificazione subisce un pressatura soffice e una crio-macerazione delle uve per 24 ore, seguita da fermentazione controllata a 18°C. Quindi permane sulle fecce nobili per 8 mesi in vasche di cemento, con periodici bâtonnage, seguiti da almeno 3 mesi di affinamento in bottiglia è stato imbottigliato nella primavera del 2021. Dopo un delicato rosa antico con riflessi che passano dal dorato al ramato, ha al naso profumi intensi e fragranti di pesca e albicocca, insieme a note fresche di melone, anguria e fragoline selvatiche, che lasciano spazio anche ad aromi più caldi di frutta esotica e note dolci finali di camomilla, miele e frutta candita. L’ingresso in bocca è fresco e sapido, con una struttura ben equilibrata e un finale lungo che richiama la frutta percepita al naso, seguito da note delicate di vaniglia e una piacevole nota minerale a chiudere.

 

Villa Bogdano 187 Chardonnay 2018

 

187 Chardonnay IGT Veneto 2018 – Ottenuto da cloni dello Chardonnay musqué, un particolare clone di viti originario della Francia, dotato di maggiori note aromatiche e balsamiche,ha in vinificazione dopo 24 ore di crio-macerazione, una pressatura morbida, fermenta in barrique di rovere francese di media tostatura e lì matura per 18 mesi. Dopo un colore giallo paglierino intenso con riflessi dorati, un bouquet intenso e complesso con nota di mela golden, insieme a note di frutti tropicali tra cui la banana, seguita da mango, papaia. Lasciato respirare nel bicchiere si percepiscono la spezia dolce della vaniglia, poi sensazioni di pepe e muschio bianco a chiudere. Nella degustazione ha struttura, è caldo e morbido, minerale e sapido, avvolgente, con nel retrogusto ritorna la banana, lo speziato con un’intensa nota vanigliata nella lunga persistenza.

 

Photo @ Villa Bogdano 1880