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#MoldenhauerWine – Dieci anni di produzione degli spumanti sono davvero un’ottima motivazione per dare alle etichette un restyling e ottimizzare la conoscenza della produzione di qualità di Tenuta Buonamico, con il concorso del critico enogastronomico Leonardo Romanelli. Un’occasione per scoprire come gli autoctoni tipici dialogano con diverse altre varietà che spaziano dagli alloctoni e ad altre provenienti dalla Francia.

Eugenio Fontana Ph Claudio Falanga

Eugenio Fontana, titolare @ photo Claudio Falanga

Eugenio Fontana, titolare della Tenuta del Buonamico, ha commentato La confidenza che ho con Leonardo Romanelli mi ha permesso di rilevare nuove sfumature dei miei vini che non erano mai emerse nelle degustazioni effettuate fino a ora. Sono felice di aver potuto condividere con le persone che assaggiano i miei vini tutte le loro sfaccettature sensoriali e territoriali.

I 10 anni degli Spumanti della linea Particolare sono stati festeggiati con una nuova veste in etichetta, raffinata e di classe, disegnata da Simonetta Doni, wine designer dell’omonimo studio di Firenze. Un restyling nel quale le tonalità oro dei decori, che fanno da cornice al nome della linea, trovano il giusto equilibrio sul fronte della bottiglia. Come ha dichiarato la stessa creatrice, le nuove etichette sono nate dall’esigenza di esprimere graficamente tutta l’unicità e l’eleganza dello Spumante, affinché le sue peculiarità organolettiche possano subito presentarsi attraverso un approccio visivo.

Montecarlo, incantevole borgo medievale collocato sulle colline che circondano Lucca, mostra tutta la sua bellezza storica. Qui, a partire dall’Ottocento, un gruppo di intraprendenti vignaioli diede il via a una fiorente produzione di vini di ottima qualità, soprattutto bianchi. Questo perché proprio nel XIX secolo, in tutta la zona, furono importati e introdotti diversi vitigni di origine francese come Pinot Bianco, Pinot Grigio, Sauvignon, Sémillon e Roussanne, tutte a bacca bianca, assieme a Merlot, Cabernet e Syrah invece a bacca nera, varietà che hanno trovato dimora assieme al Trebbiano Toscano e al Sangiovese, profondamente toscani.

Da allora illuminati coltivatori diedero il via a una vera e propria rivoluzione della lavorazione delle uve, prestando una grande attenzione alle coltivazioni francesi e alle loro pratiche in cantina. Così l’introduzione dei vitigni d’Oltralpe – oggi in perfetta armonia e convivenza sul territorio di Montecarlo – si è concretizzata in una produzione di vini unici e singolari nel loro stile. Una fortuna che è durata per diverso tempo, per la precisione sino al 1930, anno nel quale in occasione delle nozze tra Umberto di Savoia (ultimo Re d’Italia) e Maria José del Belgio, il Montecarlo Bianco fu servito in tavola come vino ufficiale del matrimonio reale, in quanto considerato uno dei migliori della Penisola, tanto da essere chiamato lo Chablis di Montecarlo.

Le vigne di Tenuta Buonamico 2020 RMPassato il periodo di lustro, questa zona è stata messa un poco in disparte finché, grazie alla laboriosità di alcuni produttori lungimiranti, ha riconquistato la sua meritata stima, avviando una vera e propria rinascita del territorio e della produzione enologica. Tra questi accorti imprenditori del vino c’è anche la famiglia Fontana con la Tenuta del Buonamico che, con costanza e determinazione, dimostra ancora oggi come la Lucchesia e le sue terre possano essere protagonisti con bottiglie di altissima qualità.

I vini che recensiamo di seguito fanno parte della gamma produttiva: dagli spumanti Particolare Brut nell’edizione dei 10 anni, sia in versione bianca che rosata, a Vasario un Pinot bianco in purezza sino al blend, top di gamma, Cercatoja da Sangiovese, Syrah e Cabernet Sauvignon.

In dettaglio la rifermentazione dello SpumanteParticolare dura circa 4 mesi in autoclavi orizzontali, appositamente realizzate su misura per la Tenuta del Buonamico di 50 ettolitri  per avere una migliore rifermentazione che avviene, in questo caso,su una superficie di contatto lievito/vino maggiore essendo le autoclavi stese. Le uve, raccolte separatamente in base alla varietà, sono mandate in pressa per ottenere il mosto fiore che fermenterà per circa 21 giorni e che farà parte della base spumante la quale, in un secondo momento, verrà portata in autoclave. Individuate le basi del Brut e del Rosé, si comporrà un’unica massa che verrà conservata nei tini di acciaio a basse temperature per essere prelevata, a necessità, la quantità giusta che rifermenterà in autoclave. La rifermentazione avviene sempre seguendo tutto il processo lavorativo tramite un programma interfacciato con moderni sistemi di controllo, elementi necessari per il monitoraggio della temperatura, della pressione e di tutte le fasi lavorative indispensabili per la produzione dello Spumante Particolare. La conservazione della base e la lavorazione dello Spumante fanno sì che una delle caratteristiche principali di Particolare sia la freschezza volta a esaltare la piacevolezza della beva, oltre alla finezza e alla persistenza del perlage, tutti elementi che rendono unici entrambe le versioni degli Spumanti.

Produrre spumanti in una regione come la Toscana desta curiosità e voglia di sperimentare – ribadisce Eugenio Fontana. – La zona di Montecarlo è da sempre rinomata per la produzione dei vini bianchi e, anche per questo motivo, abbiamo pensato che gli spumanti potessero rappresentare un altro importante obiettivo. In più, gli spumanti aiutano anche la produzione generale, visto che non dipendono necessariamente da una sola annata.

 

La degustazione tra due spumanti,

un vino bianco e un rosso

Gran Cuvee Particolare BrutParticolare Brut Spumante Toscana Edizione 10 anni –Prodotto da uve Pinot Bianco al 60%, Semillon al 30% e Trebbiano Toscano al 10%, è spumantizzato secondo il metodo Martinetti. Trascorso il tempo della seconda fermentazione, circa 120 giorni, si ha la quasi immediata filtrazione preceduto da alcune settimane di affinamento in autoclave, così da preservare la naturale freschezza. L’imbottigliamento è la fase conclusiva di questo processo a cui segue un affinamento in bottiglia per 4 mesi avendo poi un residuo zuccherino dai 6 agli 8 grammi/litro. Dopo un colore giallo paglierino con riflessi verdognoli bollicine fine e persistenti, ha tenui profumi floreali dalla ginestra al ciclamino, procedendo con sentori di frutta dal melone all’albicocca e, sul finale, di nocciola. Al gusto risulta complesso, elegante, fresco appena sapido, con un finale persistente e piacevole. La sua alcolicità media sui 12°C ne fa un piacevole vino a tutto pasto e adatto sia a piatti di pesce, che a carni bianche.

Gran Cuvee Particolare Brut RoseParticolare Brut Rosé Spumante Toscana Edizione 10 anni – Prodotto da uve Sangiovese e Syrah in uguali percentuali. Vinificazione in bianco di uve rosse, con un breve tempo a contatto con le bucce per conferire un’elegante tonalità è spumantizzato secondo il metodo Martinotti e una sosta per la seconda fermentazione di circa 120 giorni, si ha poi la quasi immediata filtrazione, così da preservare la naturale freschezza. L’imbottigliamento è la fase conclusiva di questo processo, preceduto da alcune settimane di affinamento in autoclave. Il vino continua un affinamento in bottiglia per altri 60 giorni. Dopo un colore rosa tenue con un perlage fine e molto persistente. Poi svela sentori fragranti, con sentori iniziali di rosa canina, poi fruttati da quelli di amarena, lampone alla fragola. Alla freschezza gustativa complessa e cremosa, contrappone in bocca una spiccata acidità che gli conferisce ottima bevibilità, con un ritorno d che si fa fruttato e speziato.. La sua alcolicità media sui 12°C ne fa un vino perfetto come aperitivo o abbinato a sformati di verdure, pesce grasso e pesce arrosto con verdure.Vasario

Vasario Toscana IGT 2018 – Da Pinot Bianco in purezza ottenuto a Località Cercatoia del Comune di Montecarlo su terreni di medio impasto
. Per la vinificazione fermenta e affina in barriques di rovere francese di Allier, con permanenza sulle fecce leggere movimentate con la tecnica del bâtonnage per un totale di 8 mesi. Dopo un colore giallo paglierino carico con riflessi dorati nel calice spazia nella degustazione olfattiva intensa, complessa da frutta a pasta gialla di pesca, piacevolmente fusa a note di mango, per poi avere note di miele e vaniglia. Al palato è ampio, fresco e morbido al tempo stesso, strutturato, equilibrato con un finale persistente e note di miele e zafferano nel retrogusto.

CercatojaCercatoja Toscana IGT 2016 – Ottenuto dall’ominima località, su terreni a medio impasto, da 
Sangiovese al 40%, Syrah e Cabernet Sauvignon entrambi al 30%, tutti vinificati separatamente. Fermenta in acciaio inox con un controllo termico per almeno 3 settimane, segue poi la malolattica in barriques di primo, secondo e terzo passaggio e una successiva maturazione per circa 18 mesi. Dopo l’assemblaggio e l’imbottigliamento affina alri 6 mesi in bottiglia. Esordisce con un rosso rubino intenso per poi avere profumi intensi con note molto intense di frutta scura piccola da mora a mirtilli, poi di cacao, spezie a definire la complessità che appartiene al terroir dal quale proviene. In bocca ha una notevole struttura, una grande eleganza, con una trama tannica evidente e morbida, un accenno sapido e una bella profondità e persistenza, dal ritorno fruttato.

 

Photo @ Claudio Falanga – Tenuta del Buonamico