#lepaginedelvino A tu per tu con il socio fondatore di un progetto che pedala lontano anche al tempo del Coronavirus. Guido Groppi, manager d’esperienza, conduce così il suo Giro divino, una cronometro (che non ci si aspettava) da affrontare con un team che ha capito prima di tutto dove sta l’amore per il vino. Dal produttore! Sul traguardo dell’ecommerce. Il vino dal produttore nella giornata mondiale della Terra…

Strana la vita. Stranissima. Ci conosciamo e lavoriamo insieme per un progetto che più sport di così non si può se ti dico che vive sotto la luce calda e rosa de La Gazzetta dello Sport. Sorride di me quando esagero con la passione per il ciclismo, ma poi, come tutti quelli che lo hanno conosciuto il ciclismo (e il Giro!), quel prodotto gli entra nel cuore. Ed è subito amicizia. Questo è sicuro.

Fatta la premessa: si va per il mondo. Tu da una parte, lui da un’altra e quasi senza accorgertene ti ritrovi a condividere con lui – anche se solo virtualmente – una passione comune che non sapevi di avere.  Il mondo del vino. Così nasce un’intervista a Guido Groppi, socio fondatore e amministratore di https://www.vinodalproduttore.it/. Un modo innovativo, professionale ma anche personale di commerciare vino di qualità – soprattutto italiano con deroga allo champagne noblesse oblige – attraverso la rete ma senza perdere il contatto (meravigliosamente agricolo) con il produttore. Perché Vinodalproduttore ti porta a degustare, conoscere, toccare la terra da cui proviene anche nel racconto condiviso (adesso solo virtuale in tempo di Covid19), negli eventi, negli incontri che sono sempre di successo. A Milano, certo e poi a Roma, Firenze… Questa bella realtà del vino esiste dal 2010 e ha conquistato già migliaio di clienti, solo nel 2019 ha organizzato 7 grandi degustazioni coinvolgendo oltre 1.200 appassionati  che hanno scelto fra centinaia di vini di oltre 60 cantine.

Sono incontri con la terra. E proprio oggi, nella giornata mondiale della Terra, #lepaginedelvino  propongono grazie a questo rapporto con Guido Groppi, qualche riflessione condivisa sulla strada del marketing, delle idee, della forza delle persone innovative per la Terra. Anche in tempo di Coronavirus. Mannaggia.

Prima di partire con le domande, aggiungiamo che il progetto Vinodalproduttore, coinvolge con Guido Groppi, un team composto da Steve Armstrong socio fondatore, Giulia Straticò a cui sono  affidati il marketing, la logistica e gli ordini, Annalisa Lagrasta che è la digital marketing della squadra insieme con Matteo Feruglio. Una squadra come si dice tosta. Pronta anche a questa cronometro mondiale, virtuale e anche un po’ eroica, che non ci si aspettava ma c’è e bisogna pedalare!

Siete stati precursori in un mondo fortemente tradizionalista, avete trovato il mix giusto: il contatto, per così dire, fra digitale e materiale. Da dove siete partiti? Siamo partiti nel 2010 da un’idea: il mondo del vino era, ed è tutt’ora, molto frazionato in una miriade di produttori e vini, impossibili da trovare se non sul web, dove c’è tutto; ma come fare a mettere a disposizione dell’appassionato proprio il vino che sta cercando, e non rischiare di ammassare in un magazzino i vini sbagliati? Semplice: comprare dopo che l’appassionato ha scelto. Vinodalproduttore.it fa accordi di lungo periodo con produttori selezionati con cura e promuove e vende i loro vini, che spedisce direttamente dalla cantina del produttore. In questo modo il cliente ha a disposizione una selezione accurata e unica, con vecchie annate e grandi formati di vini prestigiosi, conservati nel migliore dei modi nella cantina del produttore.

Al tempo del #iorestoacasa cosa è cambiato? Chi ama bere bene, spesso ama anche i buoni ristoranti, che ora sono chiusi; a casa, una volta dato fondo alla cantina, ha bisogno di acquistare i suoi vini preferiti, che generalmente non prende al supermercato; le enoteche tradizionali sono chiuse, non resta che l’online, dove scopre un’offerta molto ampia, prezzi convenienti e la comodità della consegna a domicilio. Una svolta che, almeno in parte, sarà irreversibile.

Il bicchiere mezzo pieno… come si aiuta a fare rialzare la testa da questa tragedia economica il mondo del vino? Il mondo del vino di qualità ha come principale canale distributivo ristoranti ed enoteche; come i produttori ben sanno, i ristoratori, con il giorno della chiusura, salvo rare eccezioni, hanno smesso di pagare le fatture dei fornitori. La riapertura dei ristoranti avverrà nell’ultima fase del ritorno alla normalità, e sarà graduale, quindi prima che la ristorazione torni a sostenere la domanda di vino di qualità passerà molto tempo; lo Stato potrebbe imprimere una forte accelerazione alla ripartenza con aiuti finanziari alla ristorazione agili e consistenti, ma condizionati al pagamento a breve termine dei fornitori. In questo modo la liquidità necessaria tornerebbe a circolare nell’intero sistema, contribuendo a sollevare i produttori di vino.

Da questi cambiamenti, repentini e concentrati come un mosto, si ripartirà cambiati o tutto tornerà come prima? Il periodo è stato prolungato e ha costretto tutti a cercare nuove strade, alcune delle quali si sono rivelate migliori delle vecchie. Come Zoom, l’applicazione per video conferenze, si è affermata e ormai resterà nelle abitudini di molti di noi, così mi aspetto che i vantaggi dell’acquisto online in termini di ampiezza della scelta, convenienza e comodità di consegna non verranno dimenticati da tutti non appena i canali tradizionali saranno di nuovo disponibili. La crisi fa scoprire cose buone, che restano buone anche dopo la crisi.

La sua azienda ama il vino per definizione, è il vostro claim, in questo progetto quanto amore è tornato in termini di soddisfazione? Il modello di Vinodalproduttore.it comporta un rapporto quotidiano con i produttori, con i quali c’è stima reciproca; l’amore che torna si manifesta soprattutto nell’adesione dei produttori alle nostre proposte, nell’entusiasmo che dimostrano nel partecipare alle nostre degustazioni, reali o virtuali che siano. La stessa cosa vale per l’apprezzamento degli appassionati per le nostre iniziative, che ci dimostrano a volte in modi sorprendenti ed espliciti, coinvolgendo con il passaparola i loro amici.

Come si fa a cambiare la mentalità di produttori bravissimi ma ancora molto lontani da questo mondo digitale? Come sempre quando si vuole conquistare qualcuno, bisogna offrire qualcosa di attraente e che risponda davvero alle sue reali esigenze. Il produttore anche meno versato per il digitale non potrà restare indifferente alla possibilità di avvicinare in modo efficace la propria azienda e i suoi prodotti ad appassionati altrimenti irraggiungibili nel mondo reale. A volte il segreto sta nel saper rappresentare al produttore le sue esigenze nel modo corretto, con la giusta traduzione dei termini del mondo digitale nelle esigenze di un’azienda agricola.

Accorciare le distanze commerciali significa rallentare l’occasione di farsi conoscere sul territorio? O le due cose viaggiano poi insieme? Accorciare le distanze significa farsi conoscere, è il primo passo a cui segue, se opportunamente stimolato, il desiderio del viaggio e della visita. È chiaro che un prodotto su uno scaffale di un supermercato o nella vetrina di un ecommerce non avvicina e non stimola, il fatto di entrare in contatto con la narrazione del prodotto invece coinvolge e genera la motivazione al viaggio, all’esperienza. La narrazione efficace può passare da infiniti mezzi, digitali e non.