#lepaginedelvino – Un anno senza Vinitaly a causa del Covid-19 è come un anno senza Pasqua o Natale. Per chi ama il vino e per chi ci lavora, nel mondo del vino. Ma anche per molti altri, perché l’appuntamento con Veronafiere è così radicato nelle abitudini della gente che prima o poi tutti sono stati al Vinitaly. Un po’ come il Salone del Mobile di Milano. O il Giro d’Italia di maggio… ne abbiamo parlato con il direttore del Consorzio Vini Oltrepò Pavese, Carlo Veronese, portavoce di molte aziende che avevano già espresso parere negativo per un rinvio a giugno.

Un anno senza Vinitaly non deve essere la fine del mondo ma fa davvero effetto. È uno degli appuntamenti, per così dire istituzionali, ricorrenze che scandiscono il tempo anno dopo anno come le stagioni. E non averlo in calendario in effetti disorienta.  Tant’è. La notizia è una non notizia. Visto quello che sta accadendo. In Europa e altrove.

La Pandemia da Covid-19 è una pestilenza che colpisce gravemente il mondo del vino e, dopo il senza Prowein di Düsseldorf, questa certezza che è effetto del Coronavirus dà lo scossone definitivo ad un evento internazionale al quale siamo tutti affezionati e fino alla fine molti ci stavano ancora sperando, anche se i produttori e le aziende avevano espresso già tutti i dubbi e soprattutto le varie indagini portavano ad una opinione diffusa: inutile spostare più avanti il Vinitaly, per il mondo del vino non è fattibile, per tante ragioni.  Il tempo del vino, insomma, ha i suoi tempi che non possono essere spostati a caso perché per fare il vino c’è un iter perfetto da rispettare. Quello dettato da madre natura.

Cancellando la 54ma edizione di Vinitaly,  che doveva essere a metà aprile e invece sarà dal 8 al 21 di aprile del 2021, il mondo del vino si sente senza una gamba, senza un motore. Ma se ne deve fare una ragione. Come per tanti altri settori. Le cose vanno così. Tutto è fermo perché il mondo è fermo. E deve stare fermo per fermare questa Pandemia. Fermare appunto.

Per la prima volta nella storia il Vinitaly salta la sua tappa annuale, dunque, la 54ª edizione sarà nel ‘21. Come recita la nota diramata alla stampa in data 23 marzo 2020, al termine di un sofferto Cda di Veronafiere: sono rinviate anche le concomitanti Sol&Agrifood ed Enolitech. Le nuove date delle manifestazioni sono perciò riprogrammate al 18-21 aprile 2021, mentre Veronafiere concentrerà la seconda parte dell’anno 2020 al sostegno del business delle aziende italiane sui mercati.

 Il post emergenza per noi si chiama rinascita, che fino all’ultimo abbiamo continuato a confidare potesse avvenire a giugno. Ma la crisi sanitaria si è, come evidente a tutti, decisamente inasprita e ciò che inizialmente sembrava possibile ora non lo è più. Vinitaly, In accordo con le organizzazioni di filiera, Vinitaly, Sol&Agrifooded Enolitech si spostano quindi al prossimo anno. Per questo  – dichiara Giovanni Mantovani direttore di Veronafiere, oltre a lavorare con investimenti straordinari sui nostri eventi internazionali Vinitaly Chengdu, Vinitaly China Road Show, Wine South America (23-25 settembre 2020), Vinitaly Russia (26 e 28 ottobre 2020), Vinitaly Hong Kong (5-7 novembre 2020), Wine To Asia (9-11 novembre 2020) e le iniziative della Vinitaly International Academy, ci mettiamo a disposizione del settore e del sistema della promozione per considerare la realizzazione di un evento innovativo il prossimo autunno a servizio delle aziende.

La decisione del riposizionamento di Vinitaly al 2021 è stata presa d’intesa con i rappresentanti delle associazioni di settore: Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini, Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc, Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, Sandro Boscaini, presidente di Federvini, Luca Rigotti, coordinatore settore vino Alleanza Cooperative e Matilde Poggi, presidente della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti.

La decisione drastica di Veronafiere di riprogrammare fra un anno il Vinitaly risponde in realtà alle esigenze dei produttori e delle aziende che erano per lo più ostili allo spostamento nel mese di giugno. In Germania la fiera di Düsseldorf ha posticipato e poi rimandato Prowein, Veronafiere ha aspettato un po’ per vedere se l’emergenza rientrava ma poi ha dovuto prendere la decisione più logica. Nel contempo molte aziende avevano mandato disdetta, consorzi e associazioni (come FIVI) avevano invitato Veronafiere a decidere di rimandare all’anno prossimo. – ha detto Carlo Veronese direttore del Consorzio Tutela Vini Oltrepò PavesePersonalmente già il 5 marzo scorso avevo espresso il mio parere contrario alla programmazione di giugno, parere assunto dopo essermi confrontato con produttori e associazioni di categoria del territorio oltrepadano. Certamente fa effetto pensare ad un anno senza Vinitaly, ma la decisione a mio avviso è giusta.

Una riprogrammazione di un anno della fiera internazionale enologica più importante come influisce sulla promozione delle cantine e dei loro vini? Le fiere importanti per il mondo del vino sono due, Prowein a Düsseldorf e Vinitaly a Verona. Siamo in piena emergenza, le fiere servono per incontrare i clienti e trovarne di nuovi. Tutta la programmazione della promozione è stata posticipata, non solo le fiere. Il Consorzio aveva programmato la partecipazione a Best Wine Star Milano in maggio, poi in giugno avevamo previsto un Press Tour dedicato alla stampa europea, le degustazioni per le guide del vino, incontri dedicati alla comunicazione digitale… Tutto rinviato. Come noi, anche più di noi molti altri. È chiaro che ci troviamo in una situazione molto difficile.  

Quali strategie migliori per ovviare a questo stop forzato di promozione ma non di produzione? La situazione è grave, le aziende dell’Oltrepò hanno un export purtroppo limitato e una vendita prevalentemente diretta (in cantina) e nel nord Italia. L’Horeca è in ginocchio perché chiusa, rimane un po’ di Grande Distribuzione per le aziende strutturate per questo mercato. Per la promozione resta solo una strada aperta: prepararsi per quando sarà finita l’emergenza: Press Tour, eventi e Merano Wine Festival a novembre. Come in tutti i settori, l’unica cosa che mi sento di dire, anche nel nostro mondo del vino, è che abbiamo il tempo per fare ordine, per dedicare attenzione e disciplina, per riorganizzare le attività e le cantine. Questo stop ci offre quel tempo che spesso non troviamo proprio perché siamo costretti a rispettare le scadenze delle grandi fiere internazionali.

È qualcosa. Da cui ripartire.