Futurismo ed enoturismo del futuro

#lepaginedelvino - C'è il futurismo e c'è l'enoturismo del futuro. Conoscerlo e valorizzarlo sono la chiave di un auspicabile successo italiano. Che passa dal futuro enogastronomico del nostro Paese e da una professione: quella del sommelier. Un congresso nazionale, a Verona, con i sommelier AIS e l’esempio della Lombardia che si fa anti burocratica proprio per il futuro dell'enoturismo

Il futurismo è arte. Il futuro enogastronomico, invece, è tutto lì: da degustare. E raccontare. E attrarre. Il futuro è il Bel Paese che si attrezza e si forma per essere sempre più al passo con il mercato del turismo. Anzi dell’enoturismo. Di questo si parlerà ad esempio in occasione del 53° Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier, organizzato dal 22 al 24 novembre 2019 dalla delegazione regionale veneta.

A Verona incontri, saloni e degustazioni dedicati alla sommellerie italiana. E anche un convegno dal titolo: Trasformare il terroir in destinazione turistica, che sabato 23 novembre alle ore 10, presso il Teatro Filarmonico accoglierà alcuni dei maggiori professionisti della comunicazione del mondo del vino, per valutare l’attuale sistema organizzativo, obbiettivi e nuovi format di promozione dell’enoturismo.

Crediamo che il sommelier sia la figura professionale che meglio si adatta alle aziende in termini di enoturismo - spiega Antonello Maietta, Presidente AIS. Questo convegno punta anche a valorizzare una figura professionale che diventa chiave nel progetto dell’enoturismo italiano.

Antonello Maietta lo sostiene con decisione quando dice: Oltre ad essere esperto di degustazione e di abbinamento cibo-vino, il sommellier è in grado di porre l’accento sulla provenienza geografica del prodotto e valorizza così il territorio. Vogliamo però che questo sia solo un punto di partenza: vista l’esponenziale crescita del mondo enoturistico, stiamo lavorando perché questa figura abbia una formazione a tutto tondo, con nozioni sulla psicologia del cliente, sui beni culturali del territorio e sulle principali lingue straniere.

L’appuntamento di Verona darà spazio alle tematiche attuali più importanti per quanto riguarda il turismo enogastronomico: dalle opportunità presenti e future nel mondo dell’hospitality, alla comunicazione giornalistica del vino, fino all’importanza delle scienze cognitive e del neuromarketing nella percezione del cibo e del vino.

Durante il fine settimana del Congresso, Verona ospiterà saloni del gusto, laboratori, degustazioni guidate e tour enogastronomici dedicati alle eccellenze regionali che coinvolgeranno l’intera città e saranno aperti a professionisti e appassionati.

Dalle parole, dalla comunicazione e dalla formazione professionale, ai fatti. Intanto, in Lombardia, l’assessore all'agricoltura Fabio Rolfi, franciacortino innamorato e appassionato di  vino italiano e di quello lombardo in particolare, ha ottenuto un successo concreto sulla … scia del suo progetto finalizzato a potenziare e regolamentare le attività enoturistiche lombarde: è stato infatti approvato da Regione Lombardia lo schema di SCIA (segnalazione certificata inizio attività) per l’esercizio dell’attività enoturistica.

In parole povere si tratta di un servizio che potranno offrire le aziende agricole e che ricomprende la produzione e la vendita del vino associata alla degustazione funzionale alla vendita. Attraverso questo decreto, le aziende vitivinicole regolamenteranno le loro attività di accoglienza, di divulgazione e degustazione, proponendo particolari percorsi esperienziali e turistici incentivando il mercato dei viaggi, delle vacanze e del turismo.

A commento Fabio Rolfi particolarmente soddisfatto ma soprattutto come nella sua natura concreto promette: Burocrazia zero in Lombardia per le aziende agricole che vorranno attivare i percorsi enoturistici. Basterà compilare una scia semplificata. La Lombardia è una straordinaria regione vitivinicola, agricola e turistica. Unire questi aspetti è una scelta vincente e lungimirante per garantire redditività e futuro alle nostre imprese.

Formazione, cultura del territorio, sostenibilità e professionalità: in Lombardia si lavora per sviluppare una risorsa importante: il turismo del vino: Stiamo già creando un registro regionale dedicato all'enoturismo e attivando corsi di formazione per operatori professionali. – dice ancora Rolfi - La Lombardia vuole sfruttare il forte legame tra vino e attrattività turistica. Un esperimento già di successo per molte cantine e agriturismi lombardi che hanno registrato notevole indotto e influito in modo positivo sui flussi turistici straordinari. Questo decreto è frutto di un lavoro scrupoloso realizzato insieme ai consorzi lombardi. I nostri imprenditori agricoli chiedono di poter dedicare più tempo al lavoro e meno alle carte bollate. Per crescere con facilità.

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