L’Oltrepò del vino unito per la qualità

#lepaginedelvino - Ersaf e Regione Lombardia annunciano un importante accordo fra Consorzio e Distretto per la qualità del vino in Oltrepò Pavese. A fare squadra questa volta è proprio un Territorio che ha deciso di fare squadra e rilanciare il suo valore viticolo con un progetto di rilancio determinato e concreto che è frutto di un agreement fra Distretto e Consorzio.

Il lavoro serrato, intenso e appassionato che sta portando avanti da mesi la squadra coordinata da Ersaf per Regione Lombardia e che coinvolge tutti gli attori del vino dell'Oltrepò Pavese ha portato i suoi ... grappoli. Una sorta di vendemmia fuori stagione che dà un segnale importante.

Non è certo tempo di vendemmia in questo inizio di stagione, ma di fare squadra per la qualità del vino sì. E lo hanno capito tutti.  A fare team questa volta è proprio un Territorio che ha deciso di unirsi e rilanciare il proprio valore viticolo con un progetto determinato e concreto che è frutto di un agreement fra Distretto e Consorzio.

È l’Oltrepò del vino a fare squadra e lo fa da oggi ufficialmente con un gran team, finalizzando un accordo frutto del lavoro svolto da tutti gli attori territoriali della filiera vitivinicola oltrepadana e di Regione Lombardia che in questi mesi, grazie alla ripresa di un reciproco dialogo, intenso e convinto, hanno potuto definire una valutazione comune positiva.

L'accordo è soprattutto sostanziale e programmatico per il rilancio dell’Oltrepò del vino e tiene conto di questi punti importanti:  Consorzio e Distretto agiscono sul territorio diverse criticità: di mercato; di non sufficiente specializzazione della filiera e delle singole aziende; di una dimensione territoriale che per estensione, storia e diversificazione zonale esprime una alta complessità organizzativa e di contemporanea presenza di strategie industriali diversificate sia in ambito commerciale che per qualità dei prodotti che si ripercuote direttamente sui prezzi delle uve e quindi sulle aziende agricole vitivinicole,  recita l'accordo che aggiunge per sottolineare l'urgenza di questo intervento: Una continua perdita del valore patrimoniale delle imprese e dei terreni dell’Oltrepò non in linea con il valore reale che il territorio potrebbe esprimere.

Il tavolo regionale - Per esprimere una positiva presa d’atto dei risultati prodotti dal lavoro del tavolo regionale il progetto prevede un primo equo bilanciamento della catena decisionale del Consorzio attraverso l’attivazione dei tavoli di denominazione, Inoltre l’approvazione di un codice etico per tutta la filiera vitivinicola e l’adozione del documento di pre-progetto per il rilancio della filiera e del territorio indispensabile per attivare azioni positive e comunicabili già dal 2019.

L’attivazione di un progetto specifico Regione/Unioncamere- Camera di Commercio di Pavia mobiliterà risorse pari a 600.000 mila euro in tre anni per la promozione del territorio dell’Oltrepò. Infine l'accordo prevede la sistematizzazione degli studi e condivisione dei dati inerenti la filiera vitivinicola.

Un percorso comune - Oggi il Distretto e il Consorzio sono accomunati da una convinta volontà di rifondare un percorso comune che si estrinseca secondo l'agreement annunciato in questi punti fondamentali: una interazione continua e una dinamicità nella positiva evoluzione delle relazioni reciproche; la necessità di rinforzare lo strumento del Consorzio in quanto esistono ora i presupposti e le condizioni specifiche;  una funzione di garanzia e monitoraggio per lo sviluppo delle decisioni prese in sede di tavolo regionale operate da Regione attraverso Ersaf.

Fatte queste premesse Distretto e Consorzio annunciano con grande soddisfazione la stipula di un accordo/agreement comune che partendo dal progetto concordato sul tavolo regionale di filiera prevede infine questi 4 punti:

Il rilancio del Consorzio valore e strumento di tutti per cui il Distretto stimola le aziende che vorranno aderire/associarsi al Consorzio, il quale, tramite un aumento del numero dei consiglieri, garantirà una adeguata rappresentatività nella governance con un metodo innovativo includente: una comune espressione/gradimento della nuova composizione del Consiglio, sancita dal voto della assemblea dei soci. Si potrà quindi inaugurare la fase attuativa del progetto di rilancio della filiera attraverso decisioni prese all’unanimità.

Inoltre, le proposte congiunte sui tavoli di denominazione godranno di una strategia complessiva di revisione sinergica dei disciplinari e per le modifiche puntuali dei singoli disciplinari a partire da quanto previsto nel pre-piano industriale e dal conseguente piano. Sarà poi definita congiuntamente una proposta di un piano di promozione e marketing che tenga conto delle priorità definite nel pre-piano industriale da condividere e perfezionare sottoponendoli ai tavoli di denominazione  e saranno definiti ulteriori obiettivi e azioni congiunte.

Recita infine il documento diramato da Ersaf Regione Lombardia: Si auspica che questo accordo non debba e non deve rimanere appannaggio solo del Distretto e del Consorzio, ma possa essere sottoscritto da tutte le aziende, le associazioni, le cantine, gli attori della filiera, gli imbottigliatori e senz’altro completato e migliorato nei suoi contenuti. Questo è l’obiettivo finale da perseguire affinché l’Oltrepò si guadagni il giusto rispetto e reputazione che gli spetta. Riparte da qui il racconto del nostro meraviglioso vino dell’Oltrepò.

L'assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi è apparso molto soddisfatto da questo accordo e ha detto: La firma di questo accordo rappresenta una occasione storica per tutto il territorio dell’Oltrepò pavese, un nuovo inizio. Avere una voce unitaria significa anche avere una forza maggiore per tutelare e promuovere i vini di quella zona.

La Regione Lombardia  - chiude in un commento Fabio Rolfi - ha creduto con determinazione a questo risultato, creando un progetto concreto e collaborando a tutti livelli istituzionali per trovare unità di intenti. Possiamo dire di aver intrapreso la strada giusta. Ora tocca ai produttori fare squadra per il bene e l’interesse di un territorio in cui si produce oltre la metà del vino lombardo.

 

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