Guasco ti illustra lo spirito diVino

#ilbicchieredellastaffa - Riccardo Guasco ti illustra lo spirito diVino: ovvero l’arte del manifesto in… bottiglia. Cantine Pellegrino e il tratto di un artista che coinvolge, fa sognare e invoglia a degustare lo stile siciliano @Matilde_Pozzi1

L’occhio abituato al candore nevoso e un po’ opalescente di questi giorni, cade curiosando online sul colorato e accattivante manifesto di Riccardo Guasco : tratto essenziale, vivace, poetico e ironico, di spirito. Un tuffo nel colore e in un mood anni Cinquanta/Sessanta che ti conquista subito.

È il manifesto di Cantine Pellegrino, che si ispira ai colori del Mediterraneo e alla storia del vino prodotto da una delle più antiche e importanti famiglie del vino siciliano.

Riccardo Guasco dalle sue illustrazioni e dalle risposte ottenute per questa intervista appare caldo e sincero, proprio come un buon vino siciliano. Le sue creazioni artistiche esprimono sempre una grande dinamicità, un’eleganza in movimento. Cambiano i soggetti, gli elementi e i riferimenti sono a mondi diversi. Non cambia lo stile. Sport, food, moda, vini, libri, il personaggio incuriosisce, così qualche domanda nasce spontanea.

Dove è nata l'ispirazione per questo manifesto dedicato alla cantina siciliana? 
Ho ricevuto la proposta da parte di Cantine Pellegrino  di realizzare questo poster partendo dalla loro storica tradizione di vini siciliani. Il Mediterraneo è sempre stato al centro dei commerci via mare e la Sicilia al centro di quel mare in cui transitavano erbe officinali, essenze, spezie provenienti dalle Americhe, dall’Asia e dall’Africa. Storie di naviganti e di sapori intensi, storicamente legata al '900, anni in cui il marsala era uno dei vini più venduti nel mondo, questi sono stati i punti di partenza e le rotte che mi hanno guidato per la creazione di questo manifesto.

Quali sono i suoi vini preferiti quelli di cui non si stanca mai. E perché? 
Non sono un grande esperto di vini nonostante sia piemontese e circondato da vitigni importanti, però molto istintivamente posso dire che mi piace molto il Nebbiolo e il Ruché. Vivendo da pochi anni in Lomellina e quindi più vicino all’Oltrepò pian piano ho imparato ad apprezzare anche la Bonarda frizzante e il Buttafuoco storico.  

Vino e arte: ci sono punti in comune? Quattro lettere tutte e due le parole, tutte e due rendono felici e aiutano a vedere il mondo leggermente meglio di com’è.

Da dove nasce il suo tratto futuristico e moderno? Quali sono stati i suoi maestri? Non possiamo fare a meno di pensare ai grandi illustratori dei primi del '900, Cappiello… 
Sicuramente avendo avuto una formazione accademica le mie ispirazioni partono dai grandi maestri delle avanguardie artistiche del ‘ 900: Picasso e il cubismo, Matisse dai Fauves fino all’ultima parte della sua carriera, Malevich e il suprematismo russo, Depero e il futurismo italiano fino a Le Corbusier con il purismo. Successivamente ho conosciuto i grandi cartellonisti francesi come Cassandre, Colin, Carlu, Loupot, per poi risalire ai maestri italiani della pubblicità come Cappiello, Dudovich, Seneca e a fumettisti come Tofano con tutto l’immaginario del Corriere dei piccoli.   

Cosa la lega maggiormente alla sua terra, al Piemonte? 
Ho passato la mia infanzia/adolescenza a studiare e lavorare in scuole tra Alessandria, Asti, Torino e poi Casale Monferrato, quindi ho sempre gravitato in Piemonte e con il tempo posso dire di non buttare via niente di questa regione. Mi piace tutto: Alessandria, le colline del Monferrato, la nebbia, i vini, i portici di Torino, il fritto misto alla piemontese, le montagne, una certa ruvidità mista e dolcezza e il famoso calore e apertura dei piemontesi che arriva, pian piano, ma con estrema sincerità. 

Cosa rende secondo lei il suo tratto così eclettico per categorie merceologiche così diverse? 
Credo sia un linguaggio, semplice, fatto di linee e colori e forme essenziali, apparentemente pochi elementi ma se con poche parole riesci a spiegare concetti complessi fai una buona comunicazione.  

Cosa ama maggiormente rappresentare? 
Mi sono sempre posto il limite di non avere limiti nei soggetti da rappresentare. Ho scelto di fare l'illustratore e  l’illustratore deve saper fare tutto quello che può chiedere un committente e che può essere utile a veicolare un messaggio. Nei momenti in cui lavoro per me e posso scegliere prediligo la figura umana, crea subito la vita su qualsiasi superficie la disegni.

Intervistare Riccardo è un po' come rituffarsi nelle atmosfere di quei cari artisti dei primi del ‘900 che hanno fatto la storia dell’immagine e di alcuni manifesti pubblicitari intramontabili, diventati vere e proprie icone di costume.

Fa piacere vedere che l’arte del manifesto prosegue, con stile e ispirazione. Domani chissà quali altri artisti ci regalerà quel genere tanto amato anche dal mondo del vino e dei liquori, sulle orme di Riccardo Guasco. Per farci ancora sognare vini, luoghi e personaggi che scaldano il cuore: che poi non sono forse anche questi  spiriti diVini?

 

Chi è Riccardo Guasco | Illustratore e pittore, Riccardo Guasco nasce ad Alessandria nel 1975 e la sua arte è influenzata dal cubismo, dal futurismo e da personaggi come Picasso, Depero, Feininger e Cassandre.

Profondamente innamorato del manifesto come mezzo di comunicazione, utile a una buona educazione all'immagine, l’artista sa mescolare nei suoi lavori poesia e ironia creando immagini per far sorridere gli occhi.

Le sue illustrazioni sono apparse su campagne pubblicitarie, riviste, libri, cappelli, biciclette e ha collaborato, tra i tanti, con The New Yorker, Eni, TIM, Diesel.

GUASCO IN MOSTRA | Presentata a Milano, presso la sede del Touring Club Italiano, con il presidente Franco Iseppi e con il presidente Gian Paolo Coscia e il segretario generale Roberto Livraghi di Camera di Commercio di Alessandria, la mostra Veni Vidi Bici! L'arte di illustrare la bicicletta, in programma a Palazzo del Monferrato (Alessandria Città delle Biciclette), dal 3 maggio al 1° luglio 2018.

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