Una Parigi inedita un po’ negroamara

#ilbicchieredellastaffa - Una Parigi inedita nella modernità bohémien di Toulouse-Lautrec. Dalla mostra di Milano, a Palazzo Reale, fino al 18 febbraio 2017. E per finire in bellezza. Un calice di Negroamaro @Matilde_Pozzi1

Ami Parigi, sei un bohémien, ti appassionano i manifesti pubblicitari che vanno dritti allo sguardo e al cuore dell’osservatore. Bene, questa è la tua mostra.

Una rassegna ampia, che raccoglie i vari aspetti di questo artista, il quale, attraverso il manifesto, a fine ‘800 inventa nuovi modi di comunicare la realtà, l’ambiente in cui vive, popolato da ballerine, attori e artisti. Una babele in senso buono di personaggi che sembra quasi di sentir parlare e cantare. È questo il potere dell’arte.

Figure femminili che cantano e danzano. Veniamo catapultati insieme a loro a Montmartre. Se siamo stati a Parigi ricordiamo con piacere quella zona, se non ci siamo ancora stati, vale la pena visitarla. Suoni, atmosfere, colori, profumi di un’epoca che ha fatto storia. Sì perché la nostra storia ha radici anche là, nei bistrot, nei locali, nelle strade.

A un tratto la sorpresa, almeno per me che non conoscevo abbastanza questo artista: Toulouse-Lautrec era legato all’ambiente dei cavalli, alle corse, amava ritrarre al galoppo i fantini. Cavalli, vini, biciclette, c’è tutto, c’è un condensato di vita, pulsante.

Nelle opere della sua formazione troviamo i ritratti di cani e cavalli, che ritorneranno in forme sempre diverse durante tutta la sua carriera, dai calessi e dalle scene di caccia fino agli straordinari e celeberrimi ritratti dei cavalli da corsa e dei loro fantini.

Linee che danno azione, tratti in movimento che, per chi ama i cavalli come me, sono vero godimento, perché chi li rappresenta coglie alcuni particolari tipici che rendono questi animali vivi più che mai e fa nascere la voglia di avvicinarsi a loro, per ammirarli ma anche per capirli. Che poi è come cercare di capire noi stessi. 

La modernità di Toulouse-Lautrec non è solo nella forma e nei colori che usa, ma anche nei suoi contenuti che rivelano una costante attenzione alla vita del tempo (attualissima anche oggi) in tutti i suoi aspetti, compresa la moda del ciclismo, divenuto fenomeno di élite. L’artista è sensibile anche agli influssi delle stampe giapponesi e sa come attrarre chi guarda.

Un uomo e un artista gracile, con gravi problemi fisici, che ha saputo immortalare come nessun’altro alcune figure femminili entrate nell’immaginario collettivo.

Donne non convenzionali, totalmente attuali, che catturano al primo sguardo sulle note del can can. Sembra di sentirle parlare con gli avventori dei locali, che le guardano rapiti. Accanto a loro, sui tavoli degli habitué, qualche buona bottiglia e calice di vino a fare compagnia (chissà qual erano ai tempi i vini più in voga?).

Spegniamo il cellulare per un’ora e più, lasciamoci trasportare da queste immagini dentro a un mondo che ha tanti tratti in comune con la nostra realtà. La grandezza degli artisti credo sia proprio il saper cogliere l’intimità dell’uomo e trasferirlo al di là dell’epoca contingente di chi legge, vive, osserva l’opera. Per ritrovarsi sempre in buona compagnia, mai soli, anche quando si pensa di esserlo. Uno dei grandi e buoni motivi per fruire della buona arte. Per info e orari QUI  

Bicchiere della staffa consigliato: Negroamaro Merlot IGT- Feudo Monaci - 2015. Un rosso, fresco e profumato, leggermente amaro,  buon compagno a tavola capace di stare al suo posto anche solo per un aperitivo.

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