A degustar a Cà Maiol

#ilbicchieredellastaffa - Quando non è una questione di outfit, ma di calici e di abbinamenti. Con un Parmigiano Dop, formaggio più premiato al mondo @Matilde_Pozzi1

Sveglia presto, uno sguardo al cielo, aria frizzante, mente vispa, mi incammino a piedi nella mia bella Milano, che alla mattina mostra il suo lato pulito, mi dirigo leggera verso il punto di incontro con i compagni di corso (aspiranti e forse futuri sommelier, chissà).

Impostiamo il navigatore e via…verso il Lago di Garda: destinazione Cà Maiol. Cielo azzurro, sole tiepido, l’autostrada che scorre veloce con compagni di viaggio sorridenti, arriviamo alla meta, ecco Cà Maiol: 50 anni e non sentirli. Tradizione e design moderno ed essenziale a sud del Lago di Garda, nella terra del Lugana.

Che storia! Walter Contato, milanese, classe 1934, era un imprenditore edile e durante un soggiorno a Sirmione si innamora di quelle colline e decide di dedicarsi alla vinificazione intuendo il potenziale di quel territorio. Fonda così la sua azienda nella zona sud del Lago di Garda conosciuta come terra della Lugana. Ottiene l’appoggio dei viticoltori locali e fonda con loro il Consorzio Tutela Lugana, oggi il più autorevole organismo al riguardo. La sua passione insieme alla cantina viene ereditata da moglie e figli nel 1996.

Un’azienda in piena espansione ancora oggi grazie ai figli, una tenuta che è passata dai 12 ettari originari agli attuali 140. Quattro edifici: uno è diventato il fulcro dell’azienda ed è datato 1710, sede principale dell’attività. A questo si aggiungono lo showroom e l’ampia cantina interrata. Una nuova cantina modernamente attrezzata si aggiunge negli anni 2000 per fornire prodotti di elevata qualità. Qualità che troviamo nel bicchiere, egregiamente servita.

Roseri: un bocciol di rosa persistente per questo Chiaretto. Il Roseri, sapido e floreale, è ottenuto dalla vinificazione di quattro uve gardesane a bacca rossa: Groppello, Marzemino, Sangiovese, Barbera. È il vino di una notte (non equivochiamo), perché per ottenere la sua caratteristica rosa veniva lasciato una notte a contatto con le sue fecce. Una volta raccolte e lasciate a macerare a bassa temperatura per 48 ore, queste uve regalano un mosto di colore intenso e ricco di corposità, elegante. La particolare struttura così ottenuta conferisce a questo Chiaretto una maggiore longevità, anche di alcuni anni, mantenendone sempre intatta la fragranza. Dalle terre argillose del basso Garda prende il suo gusto tipico, abbinabile ai piatti di pesce lacustre.

Che carattere questo Negresco! Il calice si tinge di rosso, un bel rosso rubino intenso con sfumature porpora. Il profumo è rotondo e attraente (è nelle mie corde, sono un po’ di parte perché è proprio il genere di vino verso il quale mi sento naturalmente trasportare). Frutti rossi, mandorla tostata e sottobosco arrivano al naso dolcemente. In bocca il vino si rivela giustamente corposo, non troppo, con sentori di frutta matura al punto giusto, tabacco e spezie. Cosa volere di più? Se volete sentirvi appagati, in questo calice trovate le risposte ai vostri desideri.

Abbinamenti? Parmigiano Reggiano Dop, il formaggio più premiato al mondo. Un abbinamento di gran soddisfazione per il palato, che esalta bene il corpo di questo Negresco, è un Parmigiano Reggiano, il formaggio Dop più premiato al mondo.

Lo ha decretato la giuria del World Cheese Awards, l’Oscar dei Formaggi che si è tenuto a Londra nel prestigioso Tobacco Dock e che ha coinvolto oltre 3 mila formaggi, provenienti da oltre 30 Paesi.

Quaranta caseifici produttori di Parmigiano Reggiano hanno fatto squadra e hanno partecipato insieme portando a casa un risultato da recordLa Nazionale del Parmigiano Reggiano si è meritata ben 38 medaglie: 3 Supergold (miglior formaggio del tavolo), 11 medaglie d’oro, 16 d’argento, 8 di bronzo.

Meglio ancora se andiamo a sceglierci i tre Supergold, i riconoscimenti più prestigiosi, che sono stati incassati dai caseifici San Pietro di Valestra (Reggio Emilia), 4 Madonne (Modena), La Traversetolese (Parma).

Non solo formaggio, perché il Negresco si abbina molto bene anche alle carni e ai primi piatti. Ora non ci resta che stappare e gioire di questi prodotti della terra sapientemente coltivati e accuditi con passione.

Per info e visite in cantina: www.camaiol.it  Ringraziamenti particolari: a Laura di Cà Maiol per la bella accoglienza e a Fondazione Italiana Sommelier Lombardia per averci fatto scoprire questa realtà vinicola.

I commenti sono chiusi