Perché il Timorasso è poliedrico

#lepaginedelvino - Giovedì 16 novembre a Milano una serata imperdibile di degustazione del Timorasso con Walter Massa in sala all'Hotel Principe di Savoia. Organizza la Fondazione Italiana Sommelier. Maria Grazia Pennino spiega più di un motivo per non mancare a questo evento

Pigato, Vermentino Ligure e di Gallura, Prie’ Blanc, Cortese e Timorasso dei Colli Tortonesi, sono signori vitigni che caratterizzano territori a vocazione bianchista e ... autoctona.

Hanno negli acini storie di successi, di abbandono e di riscatto come accaduto per il Timorasso. Storie che contribuiscono  al fascino enologico di un’Italia del vino così unica e così diversa.

Quella di Momperone - in Val Curone - ad esempio è la storia di un vitigno (il brutto anatroccolo Timorasso) che ha trovato adesso la sua strada. Lunga. Quella di un vino bianco che sa comportarsi da rosso con l’andare degli anni. Affinandosi e diventando importante. Un vino da aspettare che è portavoce di un Territorio timido ma allo stesso tempo di valore: i Colli Tortonesi, in un affascinante crocevia di 4 regioni : Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna che contribuiscono, ciascuna facendo la propria parte, alla ricchezza di questa unicità.

Si fa presto a dire imperdibile per una degustazione di vini di qualità. Alle spalle c’è una storia, qui, come spesso accade nel mondo del vino, acquisita l’informazione – che fa parte della cultura di questo mondo e che non ci dobbiamo dimenticare mai – ci sono diversi altri motivi per non mancare l’evento con Walter Massa. Spiega Maria Grazia Pennino, che è presidente del comitato organizzativo di Fondazione Italiana Sommelier in Lombardia e organizza questa serata dedicata al Timorasso.

Andiamo per ordine. Ecco i motivi: Il Timorasso è poliedrico. – dice Maria Grazia Pennino - Ogni volta che si presenta nel bicchiere è una cosa nuova. Poi è un bianco potente come un vermiglio: proprio così ha la forza nei profumi paragonabile a quella di certi rossi. E ancora: non ti annoia mai, piuttosto ti sorprende sempre perché questo vino cambia indipendentemente dalle annate e dalla sua gioventù. Allo stesso tempo regala emozioni diverse con l’età, con la sua longevità: così un 2016 potrà conquistarti totalmente per la sua freschezza come un 2010 ti stupirà per la forza (inaspettata) proprio di quella sua freschezza. Anziché presentarti il conto insito nella naturale parabola in discesa, tipica di un bianco, il Timorasso ti presenta il conto in tutto il suo splendore, quello della sua maturità.

C’è poco da aggiungere: bisogna fare questa esperienza. Ed è quello che accadrà giovedì 16 novembre a Milano. In una serata degustazione da… Principi dove il Timorasso saprà raccontare la sua storia di rivalsa. Che con queste premesse di certo non finirà lì.     

 

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