Quvestra da stappare in Valle Versa

#lepaginedelvino - Quvestra da stappare in Valle Versa. Siamo stati all'inaugurazione della Tenuta Quvestra a Santa Maria della Versa, nel cuore dell'Oltrepò Pavese. Una festa speciale che ti raccontiamo così... @lucianarota

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Ti portano lì una mattina tiepida d’autunno e mentre cerchi di scandire il nome sei già oltre. E scopri che stai sorridendo. No, non è l’effetto del vino. Ma del nome di questa porzione di terra dell’Oltrepò Pavese. QUVESTRA. Valle Versa, Qualità, Uve... l’ordine mettilo tu. Quello che non cambia è il risultato e lo troverai nel bicchiere. Ecco spiegato il brand, il terroir, la sua gente.  

Ti portano lì dove ti avevano portato un anno fa, a vendemmia finita. Avevi assaggiato un’uva rimasta volutamente appesa nella sua vigna ben curata, qualche grappolo prescelto che era stato deciso di lasciare lì… a maturare (sovramaturazione si dice in gergo) ancora un po’ di pace fra le foglie che iniziano a cambiare colore, per assorbire tutto il sole tiepido del mese… Un bel segnale.

Ti portano su una collina che è antica e giovane nello stesso tempo. E vitata. Molto vitata. Una curva che arranca un po’ in salita, oltre Santa Maria de la Versa e sei già oltre: col profumo e con la vista. Sei nel cuore dell’ Oltrepò Pavese e se tu che leggi non ci sei mai stata/o, ti prego: vai a vedere quelle colline che non hanno proprio nulla da invidiare a quelle (peraltro bellissime) di altre regioni d’Italia. Oggi poi, coi colori d’autunno e il profumo del mosto che sta diventando vino nei tini... c’è proprio voglia di fare festa.

Alla fine hanno deciso di farla la festa, anzi l’inaugurazione ufficiale, della Tenuta Quvestra. E la festa è lì che ti aspetta per dare il benvenuto ad una Cantina che vuole essere (e già la è) Qualità e Ospitalità. Del vino e di chi lo vuole fare bene.

Ci vuole un attimo qui sulla collina per sentirsi nel posto giusto, per assaporare quel feeling fra te e l’ambiente. Per avere voglia di brindare e capire cosa troverai nel bicchiere. Troverai armonia fra sentori, sapori e stile di donne e uomini che vogliono fare un vino di qualità: corrispondente per una buona parte al territorio (basta assaggiare la tipica Bonarda) con la voglia di osare che è quella invece di un Pinot Nero per niente facile… come canterebbe Ivano Fossati, quello messo in una bottiglia che nonostante l’annata spiazza per la sua eleganza. L’annata, per la cronaca, è la 2014  e… prego sottolineare l’annata, ti dice l’enologo di cantina Franco Passarin che del Pinot Nero si è innamorato… perché se ami le sfide difficili – puntualizza Franco -  questa è una piccola soddisfazione che si è compiuta grazie all’esperienza del nostro consulente, Mario Maffi. (un enologo che potrebbe essere definito Maestro del Pinot Nero!, ndr)

Sembra facile e qualche volta quando c’è la passione lo è. Qui, nelle cose semplici, tutto è molto armonico anche quella torre che buca una nuvola immaginaria sulla collina di Soriasco o il campanile di Golferenzo... la siccità fa brutti scherzi e può succedere che si vedano nuvole come allucinazioni nel deserto... Proprio così, la terra è così secca che sembra trasparente e siamo d’autunno: non è morbida e densa di promesse da congelare d’inverno per ritrovarle in primavera fra i filari. Inutile dire che anche il clima fa parte della sfida racconta Franco dalla cantina: abbiamo raccolto naturalmente molto meno, puntando solo alla qualità. Ma dobbiamo e vogliamo guardare oltre, con il vino è così. Bisogna sapere aspettare.  

C'è da dire che hanno tempo questi giovani: che sono Franco Passarin (anni 29) con Miriam e Simone Bevilacqua (29 e 28 anni), i tre cuori pulsanti di questa piccola grande realtà che ha alle sue spalle un investimento di gente più matura e anche audace che senza mezzi termini afferma: C’è forse un settore migliore del vino in cui investire risparmi? Siamo arrivati qui quasi per caso, la prima scelta doveva essere il Monferrato, ma poi il destino ha voluto diversamente. E ne siamo proprio contenti. Sono le parole di Rinaldo Ballerio, uno dei soci fondatori con i suoi fratelli, la famiglia Corti ed il presidente Johan Bode.

Con questo entusiasmo e con queste premesse capisci bene che per un giorno almeno il problema del clima ce lo lasciamo tutti alle spalle. Il sole tiepido inusuale scalda e fa piacere.  Cosi che i cattivi pensieri volano via perché c’è tutto da scoprire in questa Tenuta.

Meglio ancora se la tua unica preoccupazione è quella di  camminare in una vigna di quel Pinot Nero difficile da educare che hai appena degustato ed è Pinot Nero 100 per cento, riserva, 2014, con 12 mesi di legno a tostatura leggera, elegante, equilibrato e rotondo come dice il manuale. E come confermano le tue papille. Fine e dal carattere non scontato, che si farà (sapendo aspettare…) per fare un paragone ciclistico che piacerebbe tanto anche a Franco Passarin (appassionato di ciclismo quasi quanto te) un Vincenzo Nibali riserva 2015 e 2017, un campione insomma da classiche oltre che da corse a tappe…

Tappe da stappare. Piano piano, nella vigna. La natura sa darti così in modo semplice il suo benvenuto, con un abbraccio vitato che non finisce più ma capisci immediatamente che questa tenuta ha fatto innamorare alcuni ragazzi (come tutti quelli che brindano al vernissage) che non sono di qui, ma questa terra la sentono come se fosse loro: sono Miriam e Simone Bevilacqua che gestiscono le attività e l’accoglienza, in un luogo che oggi è in grado di ospitare come si deve chi vuole godersi il prodotto (il vino), il territorio (l’Oltrepò Pavese) e la pace di una Valle che … Versa! C’è tutto.

Così, con un battito di ciglia e in una passeggiata fra filari amati e accarezzati da buone maniere di fare il vino, entri subito anche tu nel cuore di questo posto. Sei su una porzione di collina vitata della valle Versa. Nella tenuta Quvestra (e la cacofonia ha un senso) che si estende per quasi 12 ettari appunto nella Valle di Santa Maria della Versa.

Dici Santa Maria della Versa e pensi subito allo spumante che qui trova il suo pane col salame, proprio per quei terreni calcareo-argillosi ideali per questa viticoltura. Lo porti al naso e poi in bocca questo spumante Gaudium ed è un walzer di buone sensazioni. Fine e persistente come le sue belle bollicine questo metodo Martinotti… (lungo perché fa 4 mesi ti spiega Magister Maffi), è una musica classica che ti conquista con quella particolare nota di fumé che si insinua curiosa al naso e poi finisce bene in bocca, lasciandoti un ricordo classico. Ci siamo.

Dici Quvestra e pian piano scopri un mondo che è si fatto di una storia di passione che anima e ispira i nostri gesti, nella cura meticolosa delle vigne così come nei processi di trasformazione, vinificazione e affinamento. Proprio come scrivono di loro ma c’è qualche cosa in più.

C’è la mano e l’entusiasmo di giovani, che sembrano di questa terra ma in realtà si sono lasciati adottare dalla terra stessa o viceversa, tanto il legame è naturale. Sono la nostra squadra, spiega Johan Bode, un talentuoso e altissimo olandese che non ama la birra (e nemmeno la Bonarda per essere sinceri) ma si è fatto conquistare da questa impresa e da questa terra e la sta conducendo con mano ferma e grande entusiasmo perché, dice il presidente: siamo fiduciosi e orgogliosi di questo progetto nonostante le difficoltà che non sono poche, come la burocrazia di questo Paese (siamo in ritardo di un anno proprio per questo).

Te lo dice senza mezzi termini il nostro Giuan come è stato qui ribattezzato che… ci fa piacere se tutto questo lavoro di squadra diventerà un esempio e ci aiuterà a fare capire sul territorio che c’è bisogno di unirsi non di sfidarsi, di guardare chi fa il vino in modo complice non fissarsi sulla concorrenza locale… se riusciremo a fare capire questo sarà più facile perseguire obiettivi comuni e raggiungere grandi traguardi.  

Il progetto è concreto, maturo e solido: punta a valorizzare tutto insieme : questa terra, queste uve e questo vino, fatto da loro, giovani molto speciali guidati da mani che sanno come si fa in ogni settore. Poi, il resto, è nei bicchieri e nella calda ospitalità di questo luogo. E anche se il vino Tenuta Quvestra si fa da pochi anni, credetemi rende già bene l’idea. Non è poco.  (servizio fotografico di @MarioDidier)

Dove ti porto? Tenuta Quvestra Wine & Hospitality
Località Case nuove, 9
Santa Maria Della Versa (PV)
Sito www.quvestra.it   | FB https://www.facebook.com/tenutaquvestra/  
Tel. 347.6014109

 

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