NON DI SOLO VINITALY SI BEVE A VERONA

Non di solo Vinitaly si vive (anzi si beve) a Veronafiere! In contemporanea con Vinitaly si svolge Sol&Agrifood ed Enolitech: Verona fa così il pieno di eventi, dunque, e lo fa dopo Sol d’Oro Emisfero Nord e gli Evoo Days, nuova iniziativa di successo dedicata alla formazione e informazione degli operatori della filiera dell’olio extravergine di oliva.

Quest'anno durante la grande rassegna del vino ci sono infatti anche altri due eventi fieristici di grande importanza: rispettivamente il Salone Internazionale dell'Agroalimentare di Qualità (Sol&Agrifood) e quello delle Tecniche per la Viticoltura, l’Enologia e delle Tecnologie Olivicole ed Olearie (Enolitech).

Affari in fiera e winelover in città: i 29.000 appassionati registrati nel 2016 troveranno anche nel 2017 il loro spazio di degustazione, cultura del vino e convivialità a Vinitaly and the City, da venerdì 7 a martedì 11 aprile.

Dopo il potenziamento dello scorso anno del classico fuori salone, il programma di questa edizione è stato ampliato e più diffuso nei luoghi storici della città: Veronafiere riconferma la volontà di tenere nettamente separati i momenti dedicati ai professionisti del settore da quelli aperti al consumatore nel quartiere fieristico. Sarà per tutti una grande occasione di affari, di degustazioni, di informazione per un settore trainante del Made in Italy. 

Premio Internazionale Vinitaly 2017

Come in tutti gli eventi che si rispettano ci sono le gare da vincere. Ci sono i premi. Ecco quello dell'edizione 2017 di Vinitaly che fa festeggiare: Tenuta San Leonardo, Weingut Bründlmayer e Steve Spurrier, i vincitori del Premio Internazionale Vinitaly.  Alla Tenuta San Guido viene assegnato il Premio speciale.

 

Istituito nel 1996, il Premio Internazionale Vinitaly viene attribuito a personalità o aziende o istituzioni italiane ed estere che si sono distinte per il loro impegno nel campo enologico. 

Altri tre grandi nomi dell’enologia mondiale si aggiungono dunque all’albo d’oro del Premio Internazionale Vinitaly, istituito da Veronafiere nel 1996. L' Italia si aggiudica il riconoscimento grazie alla Tenuta San Leonardo di Borghetto all’Adige-Avio (in provincia di Trento), residenza dei Marchesi Guerrieri Gonzaga che da tre secoli produce eccellenze e che oggi è condotta da Carlo Guerrieri Gonzaga con il figlio Anselmo. La motivazione parla chiaro: «Custodisce una tradizione che si tramanda nelle particolari varietà di uve che caratterizzano i suoi vini. Con un blend sapiente di Cabernet Sauvignon, Carmenère e Merlot, il San Leonardo ha fatto la storia del vino italiano e ha posto all'attenzione di tutti una terra, il Trentino, come luogo di produzione di grandi vini rossi».

L'Austria vince con la Weingut Bründlmayer di Langenlois: «Grazie alle colline boscose del Waldviertel che proteggono i vigneti dai venti freddi provenienti da nord-ovest, e alle forti escursioni termiche della zona, nasce un insieme di grandi vini caratterizzati dal profilo aromatico intenso ed elegante. Le viti inoltrano le loro radici in suoli di origine antica, poveri e pietrosi, che donano ai vini finezza e note minerali. Si tratta di alcuni dei più famosi vigneti d'Europa, come il Zobinger Heiligenstein, il Lamm, il Kaferberg. I vini della Weingut Bründlmayer rappresentano perfettamente il territorio e le tradizioni del grande vino austriaco, e oggi sono ambiti e ricercati dai collezionisti e i buongustai di tutto il mondo».

Il successo all'estero finisce per premiare ex aequo anche Steve Spurrier: Comunicatore, critico, giornalista, buyer, imprenditore, vinaio, visionario, mentore, ristoratore, autore, educatore, giudice e consulente, che ha trascorso la vita al servizio del vino, sempre con passione e distinzione, attraverso mille ruoli e professioni che ne hanno cadenzato la carriera».

Quanto al Premio Speciale Vinitaly viene assegnato alla Tenuta San Guido a Bolgheri in Toscana, «una delle aziende italiane più conosciute al mondo, grazie soprattutto ma non solo, al suo vino più famoso, il Sassicaia, vera e propria icona dell’enologia. Il Sassicaia ha permesso la divulgazione nel mondo della grande qualità dei vini di Bolgheri, e quindi per riflesso di tutta la Costa Toscana, e così facendo ha creato dal nulla una categoria di vini oggi famosissima, quella dei Supertuscan. Non solo, ma con annate mitiche quali ad esempio la 1968 e la 1985, il Sassicaia ha contribuito a conseguire le più alte valutazioni alle aste di tutto il mondo».

Così nel 50mo compleanno del Sassicaia, a Veronafiere, il Vinitaly festeggia martedì 11 aprile (per molti ma non per tutti), un grand Tasting che ricorda anche e soprattutto lo scomparso Giacomo Tachis, che nel 2017 è stato protagonista di questo storico debutto.

I benemeriti 2017 della viticoltura italiana

Assegnato anche il Premio Angelo Betti. Dal 1973 viene riconosciuto su base regionale a coloro che hanno contribuito e sostenuto il progresso qualitativo dell'enologia italiana, dal 2016 è intitolato ad Angelo Betti, ideatore di Vinitaly negli anni '60.

Il Premio Benemeriti della Vitivinicoltura Italiana viene assegnato ai grandi interpreti del mondo enologico italiano e tradizionalmente consegnato il giorno dell’inaugurazione del Salone Internazionale del Vino e dei distillati.

Il prestigioso riconoscimento segue le indicazioni degli Assessorati regionali all’agricoltura, che hanno il compito di indicare coloro che, con la propria attività professionale o imprenditoriale, hanno contribuito e sostenuto il progresso qualitativo della produzione viticola ed enologica della propria regione e del proprio Paese.

Per il 51° Vinitaly, le insegne del Premio Angelo Betti vengono attribuite a:
Domenico Pasetti (Abruzzo); Ruggiero Potito (Basilicata); Tommaso Caporale (Calabria); Azienda Agricola Torre dei Chiusi (Campania); Angela Sini (Emilia-Romagna); Stanko Radikon (Friuli Venezia Giulia); Antonio Santarelli (Lazio); Azienda Agricola Zangani (Liguria); Azienda Fondo Bozzole (Lombardia); Azienda Agricola Simone Capecci (Marche); Azienda VI.NI.CA. (Molise); Azienda Agricola Beccaria Davide (Piemonte); Barbara Raifer (Provincia Autonoma di Bolzano); Mauro Varner (Provincia Autonoma di Trento); Vittoria Cisonno (Puglia); Daniela Pinna (Sardegna); Azienda Baglio del Cristo di Campobello (Sicilia); Stefano Barzagli (Toscana); Sara Goretti (Umbria); Andrea Barmaz (Valle d’Aosta); Albino Armani (Veneto).

I nomi di questi professionisti ed imprenditori vanno ad arricchire un albo d’oro composto da personalità che hanno fortemente contribuito alla crescita del sistema viticolo ed enologico italiano, tanto da farne un modello di riferimento internazionale.

Il Vinitaly un'Operawine che sa di sfida

La Cina punta dritto verso Vinitaly e per la sesta edizione di OperaWine, evento clou al Palazzo della Gran Guardia di Verona. Così e in grande stile si  apre una Via della seta per il vino italiano.

Un evento nell'evento, una grande anticipazione dell’apertura del Salone internazionale del vino e dei distillati, che è stato dedicato ai 104 top producer italiani selezionati da Wine Spectator.

E se per il vino Made in Italy la Cina rappresenta ancora un mercato-sfida con una quota del 5,6%, le nostre esportazioni nel 2016 fanno registrare un principio di inversione di tendenza con una crescita a valore che sfiora il 33% per oltre 120milioni di euro.

Un dato che esprime il potenziale di crescita per l’export italiano di vino e su cui Vinitaly e Vinitaly International stanno concentrando le azioni di sviluppo e promozione, a favore dell’intera filiera del Paese, intercettando i player strategici della domanda, come 1919.

Il più grande operatore cinese della distribuzione online e offline (più di 1.000 negozi in tutte le province) si presenta anche a OperaWine con una delegazione guidata dal presidente e ad Robert Yang e Andrew Tan, general manager 1919, oltre a circa 40 buyer asiatici specificamente selezionati dal programma di incoming Veronafiere e ICE-Agenzia per il grand tasting con i produttori top.

Ad OperaWine la via della seta per il vino italiano passa anche dall’Europa. L’evento infatti viene inaugurato da Phil Hogan, commissario europeo all’agricoltura e allo sviluppo rurale accompagnato dal ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina.

Tutto su  OPERAWINE 2017 QUI 

 

SolEAgrifood benedetto olio evo italiano

Con 1,4 miliardi di euro di export, l’olio extravergine di oliva si conferma simbolo della cucina made in Italy tra i più conosciuti e apprezzati all’estero.

L’Italia dell’olio, seconda al mondo per produzione con 400mila tonnellate all’anno e una filiera da 815mila aziende agricole e 3.760 frantoi, si dà appuntamento alla Fiera di Verona in occasione di SolAgrifood, il salone interazionale sull’agroalimentare di qualità, in programma dal 9 al 12 aprile in contemporanea a Vinitaly e Enolitech (www.solagrifood.com).

Nel Paese sono 1 milione gli ettari coltivati a olivi, dei quali 170.000 a biologico (12% della SAU olivicola nazionale). L’Italia è il secondo produttore ed esportatore mondiale dietro alla Spagna, ma nettamente al primo posto per valore al litro.

Il mercato di riferimento sono gli Stati Uniti dove si esportano mediamente 120mila tonnellate l'anno. In calo la produzione stimata per la campagna 2016/2017, pari a 200mila tonnellate (-58% rispetto alla campagna precedente), a causa delle condizioni meteorologiche sfavorevoli.

Quello che rende unica l’offerta oleicola italiana è la biodiversità genetica, con 510 differenti cultivar, espressione dei territori di produzione che si estendono dal Trentino alla Sicilia e danno origine a oli extravergine unici per caratteristiche organolettiche con 42 dop e 3 igp.

 

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