Storie magiche di vino: naturale come Maramia

Ci sono poi le storie naturali. Di vini. Naturalmente. Come quella di tenuta Mara, che si racconta nel cuore della Romagna, a San Clemente di Rimini, tra opere d’arte e musica classica, dove è nato il progetto MaraMia, un progetto che significa anche l'orgoglio di essere re dei vini biodinamici come sancito, per la verità, dalla Guida di Luca Maroni

#lepaginedelvinoNaturale come il metodo che vede nascere ventimila bottiglie prodotte in modo rigoroso: no alle sostanze chimiche, attenzione a materiali ecologici, alla gestione delle fonti energetiche e idriche.

Ci piace. Perché è anche la storia di un sogno, quello di un imprenditore e di due agronomi, che hanno messo radici in un terreno eccezionale e la loro intuizione è stata premiata con il riconoscimento, arrivato fresco fresco in questo mese di gennaio 2017, quello della certificazione CasaClima Wine (le info QUI).

Tenuta Mara, l’azienda vinicola biodinamica a San Clemente di Rimini, ha ottenuto questa ambita certificazione passando attraverso un protocollo molto esigente, pensato appositamente per le cantine vinicole, caratterizzato da standard molto elevati che valutano sia l’involucro edilizio che il ricorso a materiali ecologici, l’attenzione per le fonti energetiche e la gestione delle acque.

Spiegano dall'Azienda: Il percorso è durato circa quattro anni ed ha coinvolto numerosi consulenti: dai progettisti, gli architetti Umberto De Carolis e Paolo Muccini, all’ingegnere termotecnico Gabriele Di Giuli, dal consulente per l’impianto elettrico Pierluigi Ferri, ai consulenti energetici ingegneri Sancisi e Chiarini con il geometra Melandri, fino al consulente acustico ingegner Alberto Piffer.

Tenuta Mara è così la prima azienda vinicola in Emilia-Romagna ad ottenere questa prestigiosa certificazione, e si attesta al 5° posto in Italia tra le aziende che hanno concluso il delicato processo di accreditamento.

Il sogno naturale di Giordano Emendatori, che è già un imprenditore di successo nel settore food, si realizza dunque a Tenuta Mara. La zona è quella di San Clemente, sulle colline di Rimini in un luogo, come lo descrivono loro, unico, in cui la tonalità prevalente è il verde, anzi, il green, inteso come manifesto etico e ambientalista applicato alla lettera. Ogni elemento si inserisce in un’identità architettonica riconoscibile che fonde armoniosamente esigenze estetiche e funzionali, dando corpo a una visione che abbraccia la sostenibilità come ideale supremo. Un’attenzione che si riflette anche nei minimi dettagli, dettando la linea, innanzitutto, nella scelta dei materiali.

 L’utilizzo di materiali ecologici e la lotta alla dispersione di calore ed energia sono associati all’impiego di fonti energetiche alternative. L’energia, per così dire le pile, di Tenuta Mara si trovano dunque nel sottosuolo, dove sono custoditi gli impianti di geotermia, 15 pozzi che raggiungono i 150 metri di profondità per un’efficace scambio termico, e in alto, dove sono posizionati i pannelli fotovoltaici, sui tetti a falde di ogni fabbricato, la stalla, il resort, le abitazioni e via dicendo.

 L’acqua è l’elemento prezioso per antonomasia: su tutte le coperture è presente un sistema di raccolta dell’acqua piovana, per non parlare del drenaggio dei terreni. Una rete che sfocia direttamente in un lago, da cui vengono recuperate le acque utilizzate per la gestione del verde. La tenuta è molto ampia, e sono state realizzate delle stazioni intermedie con dei pozzi di raccolta: dei bacini da cui attingere per le diverse necessità.

Tenuta Mara sorge in aperta campagna, in un’area non coperta dal sistema fognario. Ecco perché è stato realizzato un bacino di filtrodepurazione che agisce sui reflui provenienti dai processi di lavorazione del vino, sfruttando le proprietà di alcune piante. Non manca, naturalmente, la raccolta differenziata, che poggia su alcune ditte certificate per lo smaltimento dei rifiuti provenienti dalla cantina.

Mettici anche un po’ di arte e di musica… Naturalmente. Tenuta Mara diventa così il luogo che non ti aspetti. Capace di stupire: sculture nel parco, tini decorati da artisti, antichi guerrieri cinesi a guardia delle botti, brani di Mozart diffusi tra i filari d’uva, canti gregoriani dove fermenta il vino e un pianoforte gran coda Fazioli color blu, circondato da vetrate che guardano un orizzonte infinito. 

Tornando al vino: il Maramia, ventimila bottiglie all’anno, è la sua punta: un rosso elegante e raffinato, prodotto con uve 100% Sangiovese seguendo scrupolosamente i dettami dell’agricoltura biodinamica. I risultati non si sono fatti attendere: per il terzo anno la Guida di Luca Maroni lo ha definito il miglior vino biodinamico d’Italia.

I commenti sono chiusi