Ginevra val bene una visita

Oltre i cavalli (e gli orologi) lo Chasselas (leggi bene fino in fondo). Oggi ti porto a Ginevra, che val bene un viaggio. Il mio è stato per il Concorso internazionale di salto ostacoli di dicembre, occasione speciale per vivere belle emozioni. Le scoperte, però, non si esauriscono di fronte allo spettacolo di un evento di cross indoor, rarità del panorama internazionale. C'è ben altro oltre gli ostacoli! Vieni con me, con le staffe un po' corte, che si galoppa forte @Pozzi_Matilde

#lepaginedelvino -  Arrivando in fondo al mio percorso-viaggio alla scoperta di Ginevra ho capito che lì c'è ben altro oltre gli ostacoli, il cioccolato e gli... orologi. Ma andiamo con ordine. Inizio col dirti che Il CHI de Genève è fra i più prestigiosi concorsi ippici al mondo, nato nel 1926, quest’anno si è tenuto dal 7 al 10 dicembre  (ma segnatevelo, stesse date anche per il 2017!). Ho staccato dunque il biglietto con grande attesa per conoscere questa realtà non solo equestre, frequentata per la prima volta, ed è stato molto emozionante.

Il concorso ha visto riuniti i più grandi cavalieri di livello mondiale,  ovviamente con una buona presenza di svizzeri, fra cui il mitico Steve Guerdat,  campione olimpico a Londra 2012 nell’individuale e  4° a Rio,  in sella al suo fidato compagno di vittorie Nino des Buissonnets, che qui ha salutato definitivamente il grande pubblico ritirandosi dalle competizioni. Standing ovation, davvero emozionante e occhi luccicanti anche per l’atleta svizzero, normalmente molto cool.

Ginevra è una delle tappe del Rolex Grand Slam of Showjumping, quattro giorni di gare che raccolgono 42.000 spettatori, fra l’altro calorosi e chiassosi nel tifo, che scaldano l’atmosfera con decise incitazioni quando il percorso è netto per i cavalieri svizzeri.

La particolarità di questi giorni è la possibilità di assistere ad una gara di cross indoor, unica nel suo genere, poiché solitamente queste gare si svolgono in ampi spazi aperti. Già questo sarebbe un buon motivo per venire ad assistere.  A questo si aggiungono le gare di salto ostacoli, gli attacchi e il dressage. Per gli amanti del mondo equestre c’è tutto e c’è di che riempirsi gli occhi!

Il CHI de Genève è anche una ghiotta occasione per visitare la città, che vedo per la prima volta. Come ultimamente accade, uno dei miei motti turistici potrebbe essere: va dove ti porta il cavallo. Vedere i manifesti dell’evento lungo le strade e sui bus mi mette allegria e mi fa capire che per la città è un evento importante, vissuto, considerato anche il big sponsor, Rolex, uno dei brand che campeggiano sui tetti dei grattacieli di questa città votata all’orologeria.

L’atmosfera da città business oriented con gran prevalenza di banche e uffici, domina. Ma a guardar bene, soprattutto nel centro, nella parte più antica, si scorge il calore storico di qualche buon locale e trattoria come La Taverne de La Madeleine che consiglio, in quanto propone piatti veloci e con un buon rapporto qualità-prezzo, considerato il livello medio dei ristoranti in questa città piuttosto cara.

Il locale, vicino alla cattedrale, è frequentato da una varietà di persone, da businessmen, da amici in vena di raccontarsi gli ultimi aneddoti, coppie e famiglie. È una miscellanea che apprezzo molto quando si va all’estero. Unico neo del locale: non serve alcolici per sua vocazione storica. Qui casca proprio ... l'asino e non il cavallo, perché ci si può rifare altrove.

Il lago Lemano, su cui si affaccia la città, la rende a tratti romantica, anche se un po’ fredda. A proposito di freddo, ho avvistato alcuni intrepidi nuotatori che usufruiscono dei bagni lungo la banchina del lago, attrezzati di tutto punto con cabine e spazio massaggi e nonché di un chiosco con piatti semplici ma davvero gustosi low cost! Poche proposte di primi, secondi e dolci serviti con solerzia e simpatia, che si possono consumare vista lago sotto a un ampio tendone riscaldato, caratterizzato da arredo marinaro. Chi l’avrebbe mai detto di trovare un posto easy e accogliente in una città dal mood così… svizzero!

Un quartiere da visitare camminando? Senz’altro il Carouge, molto frizzante, giovane, caratteristico, umano, con le sue case basse colorate (ricordano quelle liguri) e i quartieri che si animano di interessanti botteghe, locali, bistrot attività artigianali, negozi anche di tendenza.

In inverno o in primavera, Ginevra e i suoi dintorni si rivelano una realtà piacevole da conoscere, una città orientata al business ma che sa anche godere dei momenti di relax che il vino del suo territorio regala.

Infatti... durante il viaggio in treno da Milano, mi sorprendo per la presenza fitta di vigneti quando ci si avvicina a Ginevra. Filari su filari che arrivano fino al bordo dei binari, non ci sono spazi vuoti e sono tenuti con una cura maniacale. Mentre il treno viaggia veloce si scorgono alcuni uomini all’opera nella manutenzione di queste ampi terrazzamenti. Sembra di essere in riviera ligure con fasce ricche di uliveti e invece…

Invece scopro che le colline ripide che si innalzano ai bordi del lago fanno parte del Cantone di Vaud, territorio dichiarato patrimonio d’importanza mondiale nel 2007 dall’UNESCO. I vigneti a terrazza di Lavaux si estendono su un’area di 830 ettari tra Losanna e Montreux. L’uomo, per mille anni, per trarre beneficio dal sole e dal clima mediterraneo, ha modificato la montagna terrazzandola per coltivare la vite e produrre vino da un vitigno che dà uva a bacca bianca, molto antico  (pare fra i più antichi) e molto apprezzato: lo Chasselas.

AD OGNI PAESE UN VINO, UNA STORIA |Qui mi fermo, ma passo la parola a chi ne sa, anzi, meglio ancora non solo ne sa ma ti educa e insegna. Uno come Francesco Marani, docente per la Fondazione Italiana Sommelier Lombardia, grande esperto e sostenitore dei vini svizzeri (realtà forse ancora poco conosciuta ma davvero preziosa per qualità), il quale, interpellato sul tema dello Chasselas mi spiega come «...esistono poche altre uve bianche con la capacità di invecchiamento espresse dallo Chasselas. Questo antico biotipo regala vini freschi, fruttati e croccanti quando bevuto giovane, tuttavia, basta attendere qualche anno e gustarne una versione affinata in legno per farsi sorprendere dalle note di miele e frutta secca vivide e fragranti che ne contraddistinguono la maturità».

Della serie, un vino riservato, che ti chiede si saperlo attendere. Spiega Maitre Marani: «Una versione vocata all'invecchiamento è senz'altro reperibile in Canton Vaud nell'etichetta Château de Châtagneréaz 1er Grand Cru Mont-sur-Rolle La Côte AOC, ideale con pesce di lago e formaggi grassi. Per uno Chasselas giovane e più immediato, invece, perfetto per stuzzicare il palato come aperitivo con formaggi misti e salumi magri, si può scegliere un Fendant del Canton Valais (qui così chiamato per via della sua polpa che, se schiacciata, se fend, si spacca), come ad esempio La Guérite Fendant Valais AOC di Maurice Gay, vibrante e sapido, che esalta le doti uniche di questo vitigno da scoprire».

 

 

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