Walter Massa vignaiolo dell’anno: un rivoluzionario del Timorasso

Walter Massa Lo potresti anche chiamare Signor Timorasso o ancora meglio il rivoluzionario del Timorasso. Conoscendolo, lui, più che al Signore e all'Imprenditore, è attento al principio. Quello fondante. Del vignaiolo. Meglio ancora. Del vignaiolo rivoluzionario @lucianarota

Walter Massa è un vignaiolo rivoluzionario. Oltre che imprenditore dell'anno e Signore dei Colli Tortonesi. Un rivoluzionario del Timorasso e della Barbera, soprattutto. Walter Massa il Vignaiolo dei Colli Tortonesi è di fatto l'imprenditore dell'anno 2016, riconoscimento che gli viene conferito in una cerimonia ufficiale a Palazzo Monferrato, in Alessandria, lunedì 5 dicembre 2016 (ore 18, ingresso libero), assegnato dalla Camera di Commercio.

Il premio viene attribuito ogni anno dalla Giunta dell’ente camerale alessandrino ed è destinato a una personalità imprenditoriale le cui qualità si siano distinte per aver conseguito risultati particolarmente significativi, apportando un contributo allo sviluppo dell’intera economia provinciale

Walter Massa è uomo da sempre impegnato per cambiare il destino di questo territorio in cerca di identità, inserito come una cerniera tra province e regioni del Nord-Ovest. Dice così il comunicato camerale.

Aggiungi tu, pensando a lui, all'incontro sulla collina di Monleale, al suo fido Pigi che cammina a piedi nudi nelle zolle fredde, fra i filari, è un uomo della Terra - della sua Terra - che ne ha svegliato il destino. Ha fatto arrabbiare qualcuno, forse. Ha sorriso con tanti, altro modo di pensare. Sempre, è andato e andrà per la sua strada  8la strada del vino), cercando di uscire dal silenzio di una terra che può tornare ad essere viva, fra Val Curone e Val Grue. In un Piemonte che è un po' dimenticato, senza WMassa.

Lui che è il Vignaiolo del Timorasso, bianco autoctono dimenticato da tutti e forse anche da Dio se non lo riproponeva un giorno questo rivoluzionario. E del Barbera! Vignaiolo di un luogo di metà collina: dove la frutta, dove le pesche, dove le vigne. Disegnano come una ragnatela di profumi i prodotti della terra.

I prodotti del vino che verrà e che è sempre stato. Che che sta tornando. Ecco chi è WMassa. Nato nel 1955 in questo piccolo borgo che guarda a testa in giù Volpedo (il luogo natio di Pellizza, altro genio, il pittore del Quarto Stato...), a Monleale, in provincia di Alessandria, Walter Massa proviene da una famiglia agricola da oltre quattro generazioni.

Enologo formato ad Alba, dopo il Gallini di Voghera (scuola di talenti del settore), ha iniziato a lavorare nell’azienda familiare fin dalla fine degli anni Settanta collaborando con la famiglia nella produzione delle famose pesche di Volpedo ed occupandosi degli allora 12 ettari di vigneto per traghettarli agli attuali 27, tutti nel suo comune di nascita, Monleale.

Da sempre ha creduto nelle alte potenzialità qualitative della collina tortonese: negli anni Novanta ha trasmesso le sue certezze (potenzialità del territorio, barbera, croatina e timorasso) ad un gruppo di giovani viticoltori del Tortonese, che unitariamente hanno paracadutato questo territorio, allora “cenerentola” del Piemonte, nel salotto buono del vino internazionale.

Quando lo senti nominare da uno dei guru del Bibenda Day 2016, al Cavalieri Hilton di Roma, hai un sussulto e poi un brivido: perché è solo da un uomo rivoluzionario come questo, autoctono come il suo vitigno, che può nascere la magia di un successo così .... ampio. Tipico!

Va da sé che il Timorasso si fa spazio fra i migliori e accede, grazie a WMassa (vivaMassa come dice lui scherzando), alla corte dei migliori, al paradiso delle sorprese dei sensi, alla magia del fare bene e comunicarlo. Certo. Anche questo è importante.

MonlealeSe arriva la telecamera dei Signori del Vino di Raidue a riprendere il miracolo del Pigi e di quel calice di bianco pieno di profumi e di promesse in mano a Walter Massa nella vigna di Monleale, è perché lui, il suo Rivoluzionario, attrae perché ha una storia da raccontare. Poi tutti ne beneficeranno, comunque vada. Anche con questo premio.

La chiave della svolta da tutti riconosciuta, sta nelle prerogative qualitative dell’uva di timorasso. Walter per primo lo sostiene, come per altro lo fanno i vignaioli tortonesi, tifosi alessandrini, la critica, ed il mercato. 

Dicono di lui, e qui sono le parole del presidente della Camera di Commercio di Alessandria, Gian Paolo Coscia: «Walter Massa è il primo imprenditore agricolo a ricevere il premio istituito da oltre dieci anni dalla Camera di commercio. Credo sia un riconoscimento particolarmente meritato, perché davvero Massa è stato ed è tuttora un riferimento per il mondo della vitivinicoltura provinciale, ma è anche un testimone riconosciuto di rilievo nazionale che lavora per far conoscere e apprezzare i prodotti, i paesaggi, l’economia di tutto il nostro territorio.

In lui vogliamo premiare l’azione e la personalità di un vero ambasciatore. Premiare l’impegno e i risultati di un’azienda ed i suoi 14 collaboratori vuol dire riconoscerne i meriti di crescita, frutto di un lungo percorso, intrapreso molto tempo prima di essere premiati. Sono queste le motivazioni che ancora una volta ci hanno guidato nell’individuare una delle aziende eccellenti della nostra provincia, che si distinguono per la propria storia e il proprio sguardo al futuro».

Non ti stupire se poi, finite le citazioni, ritirato il premio, WMassa, VivaMassa lo trovi già su un'altra strada affacendato con gli occhi vividi e lucidi, perché... ne ha già inventata un'altra. Lui è così, il vignaiolo del Timorasso: mai scontato come questo vitigno che regala uva a bacca bianca, per un vino bianco fermo mai scontato, con una forte personalità. Un bianco che saprà invecchiare con classe e anzi... Ti stupirà.  Lui è lì che cammina come il suo vino, sempre in cerca del punto di equilibrio sopra la follia, come Sally di Vasco Rossi, lui sa che solo così si compiono i miracoli. Anche nel vino.

Walter Massa Vignaiolo e Imprenditore dell'anno - Cinquantanove vendemmie (ha sessant’anni e ne ha fatte cinquantanove a tempo pieno). Ventisette ettari di vigna. Cinque le uve che coltiva: barbera, croatina, freisa, timorasso e moscato bianco. Quattro i cru in cui ha le vigne. Sei, i trattori, senza i quali non farebbe niente. Duemila gli ettari di vigna dei Colli Tortonesi (con la missione di aiutare il territorio a capire la sua vocazione e arrivare almeno a tremila). 120.000 le bottiglie vendute, un numero che non vuole modificare, per poter rimanere artigiano. Quattro le banche con cui ha debiti.

Dice di lui Oscar Farinetti che non è uno tanto facile da convincere: Walter Massa è un uomo meravigliosamente fuori, che ha sposato il suo bellissimo territorio e che da eretico qual era è diventato l’apripista di un settore e il riferimento di un agguerrito gruppo di produttori. Da Oscar.

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