Al mercato del vino. Con i Vignaioli: naturale!

Si chiude all'insegna del successo (9.000 ingressi, il 50% in più del 2015) e del naturale la sesta edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti. Nel segno del rispetto della terra, la rassegna di Piacenza coglie un'esigenza che è di tutti: parlare all'appassionato e al consumatore un linguaggio autentico. Proporre vini naturali che somiglino per di più ai loro vignaioli!

#lapginedelvino - E che  vino naturale sia! Ma che non sia solo un'etichetta. «Sopra la stessa zolla. Sotto la stessa goccia. Nello stesso letame»: è questo il messaggio lanciato dalla FIVI nel corso della sesta edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, che ha chiuso con più di 9.000 ingressi la due giorni di Piacenza.

Una fiera bella, perché semplice, dove l'apparenza conta poco, ma la sostanza c'è. Ed è umana e di...vino. Forse qualche cosa da aggiustare in fase organizzativa va fatto (domenica, ad esempio, non arrivava il ghiaccio...), ma nel complesso, parlando con i Vignaioli i commenti sono sempre stati positivi. 

L'atmosfera è giusta. Carrelli della spesa (piuttosto pieni) compresi. Il Mercatodeivini è una occasione davvero interessante per capire un mondo. Fatto anche di cose semplici. Dove la fatica è il tratto comune, perché fare il vino è fatica, ma la sostanza - il vino - quando viene fuori bene può dare grande soddisfazione. E si vede dagli sguardi dei suoi vignaioli che ti presentano un vino su cui puntare con il giusto orgoglio. Il più delle volte lo sanno anche descrivere bene e se vai a fondo - e soprattutto che degusti - da loro impari sempre qualcosa

La legge della cantina, del vignaiolo, della terra, della fatica appunto. Che è uguale e diversa da tutti, ma ha un obiettivo comune secondo la legge dei Vignaioli Indipendenti: fare un buon vino, per lo più naturale.

Va da sè che Sopra la stessa zolla... è una frase che si trovava stampata sulla retro-etichetta delle bottiglie di Prosecco di Luigi Gregoletto, presenti sul tavolo di ogni regione tra gli stand di Piacenza Expo.

Un segnale forte in un periodo in cui il vino e i vignaioli sono sotto accusa, in particolare nella zona di Conegliano-Valdobbiadene. In un'arena piena di colleghi il vignaiolo di Miane, premiato come Vignaiolo dell'anno, ha commosso i presenti con il suo discorso. Un inno alla terra e al suo rispetto.

«Dalla mia vita e dalle mie esperienze – ha raccontato Gregoletto - posso dire che la terra va rispettata, va amata, perché la terra è madre e sa ricompensare. Anche oggi che produrre molto è facile e produrre poco è altrettanto facile. Produrre equilibrato nel rispetto della terra, della sua conservazione e della qualità del prodotto, è molto più difficile. Ma sono convinto che questa sia la via da affrontare e sono altrettanto convinto che la terra non delude. La terra ti può fare meno ricco, ma sicuramente più signore».

La sesta edizione chiude i battenti con un afflusso di pubblico superiore del 50% rispetto alla precedente, recita il comunicato stampa ed è un segno del tempo, della coscienza, della passione per il buon vino.

Il successo della manifestazione è stato tale che alcuni vignaioli si son trovati già sabato sera ad aver esaurito le bottiglie. Significativa anche la presenza di stranieri: da tutta Europa (Francia, Portogallo, Norvegia; Svizzera, Austria, Slovenia, Svizzera e Germania) ma anche dall'Australia e dal Giappone. 

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