Vendemmia 2016: buona e in stile ecosostenibile

Vendemmia 2016, una buona vendemmia. Come sempre ecosostenibile! A Lajatico succede che: le galline sono libere in vigna e la scelta accurata delle uve. Ecco su cosa si basa la filosofia della Cantina Bellavista Toscana. Che qui, sulle colline pisane dell'Alta Valdera produce come Natura comanda. Come spiega il suo vignaiolo Maurizio Modica

#lepaginedelvino -  #Lajaticoè - La vendemmia 2016 si è conclusa da poco ed è stata una buona vendemmia. La scelta per la Cantina Bellavista Toscana è sempre quella: ecosostenibile, basata su piccole regole naturali: così le galline scorrazzano nelle vigne e le uve vengono scelte grappolo dopo grappolo.

In tempi in cui in termini di quantitativi l’Italia in cifre (48.8 milioni di ettolitri) surclassa di gran lunga la Francia (46.4 milioni di ettolitri),  e diventa  così il più grande produttore di  vino al mondo, cresce sempre più l’attenzione, anche in ambito vitivinicolo, verso quella sostenibilità ambientale che non è solo una moda ma che tradotta in fatti offre maggiori risultati in qualità del prodotto. 

La Cantina Bellavista Toscana negli ultimi anni ha rivolto sempre più l’attenzione verso i canoni di una vendemmia ecosostenibile che faccia propri i principi tradizionali della vinificazione.

Sulle colline di Lajatico (Pisa), la famiglia Fulceri adotta in maniera quasi artigianale e maniacale da sempre questi metodi, senza tralasciare le recenti normative in vigore in fatto di impatto ambientale nelle fasi produttive.

Un esempio di eccellenza, su un territorio, quello della provincia pisana, che spesso si trova a  pesante e duro confronto con realtà toscane ben diverse, quelle del Chianti in particolare,  che la dice lunga sulla caparbietà di persone che amano profondamente questi luoghi e questo lavoro.

La medaglia d’oro  ottenuta dal Botterò, il rosso  della Cantina Bellavista Toscana, agli LACF Awards 2015, ne è una conferma. Tuttavia produrre vino,  in maniera artigianale o industriale, comporta sempre e comunque dei compromessi, soprattutto in termini di produzione di Co2.

Da qui la necessità di operare in maniera eco-friendly, con maggior sensibilità verso l’ambiente, per ottenere un prodotto che sì delizi il palato dei fruitori ma allo stesso tempo non danneggi il pianeta, sempre più a rischio.

2016-10-02-10-24-19Ecco che allora anche l’Azienda Agricola Bellavista Toscana di cui fa parte la Cantina si impegna a riqualificare il territorio, adottando pratiche assolutamente ecosostenibili come ad esempio l’impiego di trattori e mezzi più leggeri in vigna prima della messa a dimora delle piante, che siano lievi sulla terra e che controllino le infestanti nei filari, il ridotto utilizzo  dei prodotti chimici nella lotta contro i parassiti (assolutamente vietato superare il limite di trattamenti previsti per legge in una stagione, costi quel che costi!), sino a giungere alla corretta gestione degli scarti da uva e la riduzione dei consumi idrici con l’impiego di sistemi di raccolta e conservazione delle acque, un po’ vecchio stile.

«Ovviamente il clima dice la sua - ci spiega Maurizio Modica, direttore della Cantina Bellavista Toscana - abbiamo la fortuna di possedere un’azienda agricola che si trova in uno dei posti più belli e incantati di tutta la Toscana,  Lajatico. I nostri vigneti godono di terreno ottimale alla produzione, di un’aria incontaminata e di una location unica vicina allo scenario naturale del Teatro del Silenzio, ove il tenore Andrea Bocelli ogni anno allieta il pubblico umano e non con la sua voce e la sua musica».

«L’ispirazione e l’amore che ci deriva dall’operare in questo luogo - prosegue Modica -  così speciale fa si che conosciamo i nostri filari a uno a uno, che quasi diamo nome e cognome a ogni grappolo d’uva raccolta e scelta, perché siamo coerenti e coscienti che qualità e eco sostenibilità vanno di pari passo in termini di sostanza e immagine del prodotto».

L’azienda storica di famiglia, che ancora rappresenta l’attività primaria dei Fulceri, si occupa di avicoltura e l’attenzione che questa richiede è massima. Spiega Maurizio Modica: «Ecco perché sappiamo bene che il benessere di ogni nostro cliente, inteso come ‘buon bere’ deriva da quegli stessi accorgimenti  basici che adottiamo con la crescita delle nostre galline, anzi qualche volta sono proprio loro ad assaggiare per prime le uve dei nostri vigneti, quando per gioco e per diletto le lasciamo libere quei cinque minuti a scorrazzare tra i filari. È singolare come talvolta la natura  ci metta del suo e faccia la differenza».

Conclude Modica: «Certo sono passati i tempi in cui l’uva si pestava con i piedi nei mastelli, tuttavia la scelta delle uve destinate ai nostri vini, è forse ancora l’attività più importante di tutto il processo di vinificazione. Prima non si usava misurare il contenuto alcolico o il livello di acidità o di zuccheri di un vino. Per i nostri contadini il vino doveva essere buono, avere un gusto gradevole e i vari tentativi fatti in maniera pressoché artigianale portavano a un prodotto fatto in casa ma di ottimo gusto. Ecco questa è ancora un po’ la nostra filosofia in cantina: scegliere bene le uve, mai arrendersi e, aggiungere quell’ unico tocco di modernità ecosostenibile necessario senza tralasciare gli standard richiesti dalle normative europee».

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