Non di solo Chianti. E poi c’è l’olio

È il tempo dell'olio. Il tempo della raccolta. Delle scelte. Della magia che è tutta racchiusa in quelle drupie. Così diverse così preziose quando saranno selezionate, spremute, filtrate, conservate... Per dare l'olio. L'olio evo. Un rito che non conosce tempo, che si consuma ogni anno e ogni anno è diverso. Un olio italiano da fare conoscere e apprezzare come il vino toscano, anche sul mercato americano...

#lepaginedelvino - #Lajaticoè - Tempo di olive e olio. Il fermento sulle colline di Lajatico (Pisa) non manca e alla Cantina Bellavista Toscana ci si prepara alla frangitura del nuovo oro giallo che presto diverrà IGP Toscano.

Per La Vita LLC è l’azienda americana che ha iniziato la sua collaborazione oltre un anno fa  con la Cantina della famiglia Fulceri per farli conoscere in terra d’America. Ed è una collaborazione, da subito, fruttifera di medaglie...

 Graham E.C. Bell, il suo fondatore, già un anno fa decise di partecipare dal vivo alla raccolta delle olive e di vivere con la moglie questa bella esperienza in terra di Toscana poiché, oltre al vino, dell’azienda pisana importa anche l’olio.

Prima di tutto fu il vino: perché è da lì che è nata la conoscenza e poi scaturita la collaborazione tra la ditta statunitense e la cantina di Lajatico. Siamo in provincia di Pisa. Abbiamo chiesto a Mr. Graham di raccontarci cosa sta dietro ad un progetto come questo...

Fare l'olio, farlo buono e farlo conoscere in America: sono le nuove frontiere della Cantina Bellavista Toscana? Dopo il vino, l'olio dunque?

La partnership è nata circa un anno e mezzo fa io e mia moglie abbiamo deciso di intraprendere il business dell’importazione del vino. Ci piaceva l’idea di regalare piccole emozioni alle persone e soprattutto di portare qualcosa che fosse ‘Per la Vita’ nelle loro case. La scelta del nome italiano e di tre parole così importanti in questa lingua è legato al fatto che ci piaceva legarci a qualcosa che fosse importante e duraturo. Poi l’incontro con Renato De Laurentis, di Solo grandi vini italiani è stato galeotto.

In che senso? Renato De Laurentis, che oggi è il nostro referente vini in Italia, ci ha aiutato a selezionare 200 cantine tra le oltre 4.500 che avevamo selezionato dal sito. Di queste, poi,  ne abbiano ulteriormente scelte, con un secondo giro, solo 40.  Da lì i vini delle cantine italiane selezionate sono stati portati a una competizione a livello internazionale, con sede a Los Angeles e il risultato è noto a tutti.

La soddisfazione più grande? Un premio! La medaglia d’oro, Best in Class con 93 punti, ottenuta dal Botterò,  rosso  della Cantina Bellavista Toscana, agli scorsi LACF Awards è una conferma che la scelta dei vini e delle cantine che avevamo fatto era giusta. Solo la Cantina Bellavista Toscana ha vinto 6 medaglie con 5 etichette. Un vero successo! Che ci ha resi orgogliosi del nostro lavoro di cernita.

Quante sono le cantine toscane con cui lavorate al momento e di quali zone? 
Oltre alla Cantina dell’Azienda Agricola Bellavista Toscana egregiamente guidata da Maurizio Modica, lavoriamo con cantine della zona di Bolgheri, Bibbona, Montalcino e del Chianti Classico, da dove importiamo anche vino biologico.

Secondo quali criteri e caratteristiche scegliete il vino da importare?
La nostra idea è quella di tentare di far ampliare la gamma di gusto in fatto di vini noti dei nostri connazionali, quello che in inglese è try to expand American palats.

Ci spieghi meglio... Stiamo cercando di far si che i nostri clienti possano provare di tutto, pur senza andare a comprare i soliti vini noti e inflazionati. La nostra intenzione è quella di far conoscere vini nuovi ecco perché alla base della nostra filosofia aziendale di acquisto si ha la selezione di varietà di uve uniche che derivino da piccoli produttori locali.  Vi è una grande gamma in questo senso e vi sono molte piccole cantine sconosciute ma davvero brave a produrre vini eccellenti che esulano dalle etichette conosciute ai più. Questo è il vero criterio di partenza per la nostra ricerca. Ci interessa poter offrire ai nostri clienti tutta la gamma di vini  dal Pignoletto frizzante al SuperTuscan. Tutti sanno che cosa è un Chianti ma la Toscana ha anche altro di altrettanto buono e nobile da far conoscere. Questa è la nostra missione.

Se dovesse riassumere la sua filosofia aziendale? Lo faccio in tre punti: ampliare la gamma di gusto degli acquirenti, qualità e prezzo: giusto rapporto e valore tra i due, tradizione e Terroir. Tradotto in parole povere o altre parole: famiglia, vino e cultura. Tutto quello che si ritrova in Italia e soprattutto in Toscana ove le famiglie di contadini da sempre producono buon olio e buon vino, un buon bicchiere di vino bevuto in famiglia rende l’ambiente piacevole e fa vivere le tradizioni e la cultura degli avi.

Come si posizionano i vini della Cantina Bellavista Toscana sul mercato americano? Noi operiamo tra Nord California, Sacramento e Ontario,  aree di grandi tradizioni e di buona cultura. I vini della famiglia Fulceri sono diretti a e prediletti da una clientela di livello medio alto con un’età superiore ai 35 anni e piuttosto benestanti, a cui piace il buon cibo e il buon bere.

Nello specifico chi sono i clienti della vostra azienda? In primis i  Wine Club, ove si può ordinare del vino in confezioni da 3/4/ bottiglie oppure da 6/12 bottiglie con vini dalle caratteristiche miste. Solitamente in queste non manca mai il Botterò, Best in Class ai LACF,  per esempio. Poi vi sono i ristoranti,  quelli a carattere Italiano o Europeo. Un esempio ove i vini di Cantina Bellavista Toscana vanno molto bene è Rossa’s Cucina Enoteca  in Ontario (www.rossascucina.com), un ristorante che vanta oltre 50 anni di attività e con clientela davvero ottima. Qui l’idea del bere è legata all’acquisto del vino a bicchiere durante il pasto,  in maniera tale che nella stessa occasione  si ha modo di assaggiare più vini e gustarne le differenze. Ed infine i grossisti che si rivolgono a una vasta clientela di alberghi, casinò (ad esempio nella zona del  Nevada) e similari. Molto importanti anche se meno di nicchia.

E per l'olio? Abbiamo voluto partecipare alla raccolta già un anno fa per importare quello dalla famiglia Fulceri. Lo abbiamo fatto per assaporarne già l’idea e il sapore. Credo sia stato molto bello. E anche in questo progetto crediamo.

Nota bene: i dati riportati sulle performances dei vini Cantina Bellavista Toscana sono relativi al 2015.

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