Vendemmio anzi corro. E mi tengo in forma

Vendemmiato e allenato? Che diavoleria sarà mai questa? Invece no, si può fare. Basta seguire i consigli dei nostri esperti, interpellati nel momento giusto, per vivere questo momento magico della Terra con una consapevolezza diversa: quella del mestiere e della salute. Se poi ti sarai divertito, e sarà così, se ne riparlerà davanti ad un buon piatto e ad un buon bicchiere di vino stappato al momento giusto! @lucianarota

#lepaginedelvino - La vendemmia è in corso. Chi prima chi dopo, le meravigliose regioni italiane sono tutte unite in questo momento speciale. Che viene un po’ come Natale per molte aziende agricole e cantine. E per tanta gente. Che si impegna in questa raccolta. È una pratica all’aria apertissima che raccoglie da sempre momenti di convivialità e di gioia. Quasi come un’attività sportiva.

E allora abbiamo voluto andare oltre il mestiere agricolo. Cercando un pretesto per tenerci anche in forma. Fra passato e presente, scopriamo dunque che, la pratica della vendemmia è molto apprezzata - quasi di moda - anche fra i giovani e persino fra quarantenni che si vogliono mantenere giovani e allenati nel fisico. Soprattutto gli impallinati del fitness, alla lunga, cercano evasioni dalla solita corsetta mattuttina o serale per non dire dall'ambiente. Per evadere dalla palestra.

vendemmia-4-pixabayNelle vigne, si sa, non puoi solo vendemmiare o…  far l’amore come cantava Lucio Battisti. Puoi anche correre… Bene, abbiamo dunque voluto  chiedere a due esperti del campo i consigli giusti per una vendemmia da fare come si deve sia per mestiere che per sport, proprio così, per la ... corsa, per il buonumore e per il benessere.

Così, Mario Maffi, il nostro enologo de #lepaginedelvino - con l'esperienza di oltre 50 anni di vendemmie - ti guida per mano nella vigna. Per imparare bene l’arte. Mentre Elena Casiraghi, esperta di nutrizione sportiva (è responsabile dell'Enervit Nutrition Center for Sport & Wellness, a Milano), ti allena volentieri a buone abitudini per la salute sia nella vita normale di uno sportivo che… fra i filari.

Non ti resta che seguire se ti va questa doppia gallery fra terra e sport. E per capire se avrai fatto bene seguendo questi consigli, riprenderemo il tema più avanti nel tempo, davanti ad una buona bottiglia di vino, quando sarà il momento di stapparla. A quel punto, per festeggiare, magari, ti comprerai anche un nuovo paio di scarpe da corsa. Perché è proprio bello correre. Nelle vigne!

Allora, sei pronto? Allaccia le stringhe con noi che si parte per questa nuova vendemmia di salute.

vendemmia-8-pixabayCHI BEN COMINCIA (PER LA VIGNA) - Spiega Mario Maffi: «Per chi vuole fare una buona  vendemmia bisogna tenere d’occhio naturalmente il meteo e ca 15 giorni prima dell’ipotetica data di raccolta vanno testate le curve di maturazione. Gli altri fattori da tenere presente sono la dimensione dell’acino e la tipologia dell’uva. Attenzione perché all’interno di uno stesso vigneto a seconda di dove si raccoglie l’acino per il test ci possono essere notevoli diversità anche in spazi brevi, ad es una vigna può godere di esposizione a sud/ovest che sarà prima matura rispetto a quella a nord/est. Persino uno stesso grappolo può presentare diversità notevoli come nel dolcetto e nella croatina. 10 giorni prima, inoltre, per alcune uve come la croatina, si consiglia una cimatura delle piante che faciliterà fra l’altro la vendemmia manuale. I test avvengono in laboratori che analizzano zuccheri e acidità totali, PH e polifenoli (per uva a bacca nera). In base alle curve delle varie voci si identifica la maturazione ottimale a seconda del vino a cui è destinata».

vendemmia-2-pixabayCHI BEN COMINCIA (PER LO SPORT) -  Si parte la mattina presto e poi per 3 anche 4 ore la raccolta dell'uva è senza sosta: gambe e schiena piegate e braccia alla frusta. «La vendemmia è una vera e propria prestazione sportiva. – spiega Elena Casiraghi – Ed è  proprio dallo sport che bisogna attingere i suggerimenti più opportuni per ridurre l'affaticamento, prolungare le energie e ridurre i tempi di recupero. Eh sì perché la vendemmia può durare anche diverse giornate di lavoro continuativo, quasi fosse una gara di ciclismo a tappe! E qui il primo segreto».
Il dopo ti prepara al prima: «Appena termini la raccolta nelle vigne non lasciar trascorrere troppo tempo, ancora un attimo di attenzione: entro 30' consuma un piccolo spuntino che contenga i mattoni per riparare i danni muscolari e ridurre quindi i dolori nei giorni successivi».
Un esempio pratico: «L'ideale un pezzettino di formaggio magro oppure dell'affettato magro. Ci vuole anche energia. In pratica, a seconda dei gusti e della praticità consuma in questa finestra di tempo un frutto (un grappolo?) con un cubetto di parmigiano oppure della ricotta vaccina con pane e marmellata o ancora un mezzo toast. In questa finestra di tempo, infatti, si può godere di una magia: ciò che si mangia arriva più rapidamente ai muscoli che si sono sottoposti a fatica e oltretutto senza che queste sostanze si disperano nell'organismo. Non sfruttare questo momento sarebbe un peccato poiché ci si impiegherebbe più tempo per recuperare e il giorno dopo ahia che dolori e che stanchezza. All'ora opportuna, poi, pranza e cena inserendo sempre un alimento a fonte proteica come ad esempio carne di pollo o tacchino o coniglio oppure delle uova, ma benissimo anche del pesce; ci vogliono ancora dei carboidrati, riprendiamo quelli  di una volta come riso integrale, orzo, farro, miglio e via».
Quanto ai liquidi. Prima del vino… l’acqua! Scherzi a parte: «Prima di tutto: occhio all'idratazione! Non aspettare la percezione di sete o di avere le labbra secche per bere. Porta con te nelle vigne una bottiglia di acqua, meglio ancora se con dei minerali diluiti, proprio come quelli che usano gli atleti. Questo perché per idratarsi la sola acqua non basta, ci voglio anche loro: sodio cloro potassio e magnesio, ovvero i principali minerali presenti nel sudore».

vendemmia-9-pixabayPRIMA DELLA RACCOLTA (PER LA VIGNA) - Ci sono fattori chiave da tenere prima di tutto presenti, spiega Mario Maffi: «il meteo prima di tutto, intendendo non solo le previsioni durante la vendemmia ma anche tenendo conto l’andamento climatico della stagione e confrontandolo  con altre annate precedenti. Ci sono poi segnali della natura che sono chiari e ci possono guidare e predire come sarà un’annata rispetto ad un’altra. È bene tenere un registro e segnarsi temperature e periodo di irraggiamento solare, per capire dove si andrà a finire. Prima di raccogliere, poi, la vigna deve essere pronta e pulita: se necessario bisogna effettuare la macinatura dell’erba fra un filare e l’altro, sarà utile per mettere in condizione i vendemmiatori di camminare sul pulito evitando così le insidie nascoste come le buche lasciate dai cinghiali e avvantaggiando i loro movimenti. Qualche giorno prima della raccolta, in annate normali, è bene effettuare  la sfogliatura ovvero togliere le foglie che coprono i grappoli. Solo per i filari esposti a nord/ovest. Questa operazione ha due funzioni: favorisce in caso di pioggia improvvisa l’asciugatura dell’uva al sole e alle brezze ed evita fenomeni di marciume. Inoltre, a chi raccoglie, dà la visibilità giusta  per una rapida raccolta ed una più facile selezione dei migliori grappoli (per avere un vino buono con determinate caratteristiche bisogna avere il coraggio di selezionare  con attenzione eliminando i grappoli rovinati e quelli che non sono maturi del tutto».

vendemmia-5-pixabayPRIMA DELLA RACCOLTA (PER LO SPORT)Le ripetute nelle vigne? Qualcuno lo fa da tempo. E non è matto! Le ripetute nelle vigne sono un buon metodo di allenamento che diverte e ti fa apprezzare in pieno una palestra un po’ diversa, per così dire un po’ country. Spiega Elena Casiraghi: «Sono un eccezionale allenamento: allenano la forza dei muscoli specialmente degli arti inferiori e il core -ovvero quella cinta costituita dai muscoli dell'addome e del fondo schiena- che tiene uniti la parte alta del corpo e la parte bassa. Più questi due fattori sono allenati migliore sarà il nostro equilibrio e ridotti gli infortuni, anche quelli accidentali. Capita infatti a volte di appoggiare male un piede a terra, a volte per distrazione, a volte per stanchezza, a volte per instabilità del terreno. Questo purtroppo comporta distorsioni delle caviglia, infiammazioni alle ossa e muscoli dei piedi e via. Avere i muscoli delle gambe forti e un core in grado di garantirci un ottimo equilibrio non sono solo fattori estetici ma di salute e preventivi sul lavoro della terra».

vendemmia-2015-uvaBEN ATTREZZATI (NELLA VIGNA) - Cosa mi porto quando vendemmio? Banale ma essenziale, spiega Mario Maffi: «Ci vogliono forbicine apposite, quelle piccole con le punte arrotondate. Per evitare inutili rischi (di ferite). Prediligere poi l’uso di guanti, vanno bene quelli in lattice, che servono anche per proteggersi da eventuali punzecchiature di insetti. Non è raro trovare fra le foglie un’ape o una vespa… Poi le scarpe: devono essere adatte e antiscivolo. Quanto alle maglie, adatte e a manica lunga. Non è una sfilata, il corpo ci serve bene protetto».
Non finisce qui. «Importante anche sapere bene scegliere il peso della maglia a seconda dell’orario. - spiega l'esperto -  Di norma si vendemmia nelle ore giuste, che sono per le uve precoci su temperature fra i 27 e 28 gradi, le ore fresche del mattino dalle 6,30 alle 10,30, ma anche al pomeriggio. La sera non è indicata perché, specie in giornate calde, l’uva ha fissato il calore sulla pelle. Non a caso in Sicilia si vendemmia anche di notte. Da notare che le uve bianche sono più sensibili e fotolabili ed è per questo che sono stati studiati impianti di raffreddamento utili proprio a queste. Detto della forma (dei vestiti), aggiungo una nota sui modi: beh, l’uva va rispettata e va riposta con delicatezza e in modo ordinato nelle ceste. Tempi: la raccolta va fatta in tempi rapidi, perché l’uva sia portata entro 1 ora e mezza dalla vendemmia negli appositi locali di trasformazione, ovvero in ambienti al riparo e freschi. Proprio per questo bisogna parlare poco mentre si lavora. Oltre al fatto che l’attenzione richiesta è massima». 

vendemmia-6-pixabayBEN ATTREZZATI (NELLO SPORT) Sotto il vestito… cotone! Una scelta naturale. Ma non è tutto qui. La verità è che in questo periodo, se esce il sole si schiatta, come a luglio, se piove ti senti in autunno, insomma, per fare attività fisica in questa situazione come ci si veste? Risponde Elena Casiraghi: «Per scegliere il vestiario in modo appropriato non solo la strategia a cipolla funziona sempre ma anche bisogna fare attenzione alla traspirazione dei tessuti: l'abbigliamento in cotone è sempre la miglior scelta. Esso infatti permette alla pelle di traspirare e non trattenere il calore prodotto dai muscoli durante la vendemmia, fattore che aumenterebbe la fatica. Se il sole batte,  è sufficiente appoggiare una spugna o un panno bagnato sulla nuca: qui infatti si trova il termostato del nostro organismo. Un piccolo trucchetto che, presto fatto, contribuisce ad abbassare la temperatura corporea».

vendemmia-pixabayVENDEMMIA FINITA? (NELLA VIGNA)… - La vendemmia è un momento di convivialità molto particolare. Racconta Mario Maffi: «Dopo due ore di raccolta non è insolito che arrivi all’inizio della vigna colui che è addetto a portare l’acqua per chi lavora. In realtà, spesso, quella è una sosta di 10 o 15 minuti molto speciale condita anche da una leggera colazione o merenda, di squisiti prodotti locali. Dove non mancano le occasioni per qualche battuta e per un po’ di sorrisi prima di ricominciare. Spesso, quando si ricomincia, c’è qualcuno che intona una canzone. L’epilogo è poi molto più succulento. Si sa. Si chiama in dialetto – nell’Oltrepò Pavese – la Curmà. Un tempo si indicava con questo termine la festa finale della trebbiatura del grano, quando si mangiava a quattro ganasce… Per la fine della vendemmia è un po’ la stessa cosa. Ed è un altro modo per celebrare il raccolto. Con una festa».

vendemmia-7-pixabayVENDEMMIA FINITA? (NELLO SPORT)… - Ci vuole costanza, come con la natura. Anche nello sport. Dice Elena Casiraghi: «Terminata la voglia continua l'allenamento: cerca di mantenere la costanza del movimento. Programma due sedute aerobiche e una di forza come una camminata su pendii in discesa. Magari proprio per raggiungere quel filare tanto bello che vedevi laggiù… La camminata, infatti, per chi non ama correre, è un eccezionale allenamento. Ma per gli amanti delle due ruote anche la bici è uno strumento meraviglioso per tenersi in forma e in salute il cuore. Da strada o con le ruote grasse. Beh, chi non ha provato la spensieratezza di pedalare fra filari di viti non sa cosa si è perso…»

ULTIMO CONSIGLIO PER IL BENESSERE - Se l’autunno è proprio arrivato… Un po’ di acqua deve scorrere sotto i ponti per raggiungere l’obbiettivo salute. Non di solo vino.  Dunque, come raccomanda Elena Casiraghi: «col freddo la percezione di sete tende a ridursi, il rischio è quello di non idratarsi adeguatamente nelle stagioni meno calde. Bevi poco ma spesso almeno una bottiglia di acqua nel corso dell'intera giornata. Questo è il tuo obiettivo. Per gli amanti delle bevande calde anche una tisana è un'ottima strategia».

ED INFINE, ALLENA  LE TUE DIFESE - Vendemmia dopo vendemmia, anno dopo anno,  ormai lo sanno tutti, la salute e il benessere non si costruiscono solo in palestra, all’aperto o indoor: «Andando verso l'inverno – conclude l’esperta - è necessario rinforzare il nostro sistema immunitario per ridurre il rischio di ammalarsi, evento molto diffuso specialmente per chi lavora sempre all'aria aperta. Il segreto è mangiare vegetali colorati e utilizzare le spezie come la curcumina o il curry o zafferano per insaporire i piatti. Questi alimenti, infatti, sono ricchi i polifenoli, micro sostanze che nel loro insieme compongono il sistema immunitario delle piante e che permettono loro di difendersi da stress ambientali come vento, pioggia, cambi di temperatura, ecc. Una volta che li assumiamo attraverso gli alimenti di cui sopra, diventiamo anche noi più forti e resistenti agli stress. A proposito, l’uva, nera (di cui il suo vino rosso!), è ricchissima di antociani». Guarda caso, in vino veritas.

 

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