Come tira quel Lambrusco Rosso Matilde

Un calice di Rosso Matilde? Sì, grazie! Impossibile resistere al richiamo della convivialità. Ecco allora un incontro con Bugno Martino, alla scoperta di un lambrusco mantovano Dop e di una fiera con un protagonista insolito: il Caitpr @Pozzi_Matilde

#lepaginedelvino - Il pretesto per conoscere il dietro le quinte di questa piccola ma promettente azienda vinicola è il nome di uno dei suoi prodotti: il Lambrusco Mantovano DOP Rosso Matilde, dell’azienda agricola Bugno Martino, che si trova a San Benedetto del Po, provincia di Mantova.

Da queste parti c'è poco da fare, quando dici vino pensi ad un rosso frizzante dal carattere brioso e conviviale. Qui il protagonista è il Lambrusco, padrone di un’area caratterizzata da una lunga tradizione enologica.

giuseppe-zavanellaL’azienda agricola mi viene raccontata direttamente dal suo proprietario, Giuseppe Zavanella, un giovane che ha alle spalle un’esperienza di tre generazioni. Tutto ha inizio in modo semplice. Alle coltivazioni di cereali e fieno, portate avanti in passato e destinate all'allevamento, Giuseppe decide di aggiungere un vigneto. L’amore per la terra e il vino danno origine ad un vigneto le cui terre ospitano i vitigni di Lambrusco Salamino, Grappello Ruberti e Ancellotta.

Giuseppe diventa un piccolo vignaiolo indipendente con un progetto di valorizzazione del Lambrusco mantovano, che punta a esaltarne la territorialità e la grande versatilità negli abbinamenti a tavola, sia con la cucina tradizionale sia con quella più innovativa.

Va da sé che questa volta un calice di lambrusco, Rosso Matilde, sembra proprio dedicato a me. Nomen omen?  Sta di fatto che mi imbatto in questo Lambrusco quasi per caso, grazie alla complicità di una buona tavola imbandita di salumi del territorio, degno anzi perfetto accompagnamento.

vendemmia-2015Impossibile resistere: il calice chiama, il palato è curioso e risponde. mentre faccio questa bella conoscenza approfondisco così con Giuseppe Zavanella che mi racconta come per lui «il vino è qualità, ricerca e tradizione, ma soprattutto passione e riflessione, una passione per il vino che mi ha portato negli anni a visitare insieme a mia moglie Raffaella centinaia di cantine dal Nord al Sud Italia. Una passione diventata con il tempo, come spesso accade, la molla per intraprendere un nuovo progetto imprenditoriale e di vita».

Una bella storia di vino: dopo 13 anni di lavoro nel settore immobiliare, Giuseppe decide di cambiare strada tornando al lavoro dei suoi genitori e dei suoi nonni, affascinato dalla terra e dalla possibilità di fare un vino di qualità nelle campagne mantovane.

«Nel nostro territorio – spiega il vignaiolo - il Lambrusco è da sempre il vino della convivialità e della quotidianità, ma troppo spesso non è ritenuto all'altezza per competere con altri vini di territori più blasonati dal punto di vista enologico. Ciò è dovuto in larga parte alla tradizione agricola di queste terre, dove in campagna quasi tutti hanno sempre avuto una piccola vigna per l’autoconsumo o per conferire l’uva alle cantine sociali. Lavorando con cura il vigneto e facendo scelte mirate a valorizzare i profili aromatici e gustativi delle uve, è possibile invece ottenere grappoli di ottima qualità con cui dare vita a vini di carattere e personalità, capaci di rispecchiare al meglio l’identità del territorio mantovano e di essere apprezzati anche al di fuori».

Continua Giuseppe: «Il Lambrusco fa parte della nostra storia e della nostra cultura: un buon vino accompagna sempre i momenti più importanti della nostra vita, per questo deve essere perfetto in ogni situazione». Su questo non posso che concordare con lui.

Non è un caso che la valorizzazione del Lambrusco Mantovano, diventato un prodotto Doc solo nel 1987, trovi un piccolo produttore motivato proprio a San Benedetto Po, dove i monaci benedettini dell’abbazia di Polirone furono decisivi nei secoli scorsi per la diffusione della viticoltura all'interno del territorio mantovano.

I segni di questo destino che ci riporta a scavare nel tempo, per continuare sulla buona strada sono molti. Non a caso, proprio per rafforzare il legame tra il Lambrusco e Mantova, nel 2016, è stato impiantato il Grappello Ruberti, varietà autoctona che nel 2013 è stata riconosciuta diversa dal Lambrusco Viadanese e identificata come massima espressione della viticoltura locale.

rosso-matildeI vini - Il Rosso Matilde, dedicato alla Grancontessa Matilde di Canossa, è un Lambrusco Mantovano Doc prodotto con uve Lambrusco Salamino e Ancellotta e vinificato con il metodo Charmat. Dal gusto rotondo e morbido, ha un colore rosso rubino con spuma violacea e profumi persistenti di viola e ciliegia: un vino elegante che a tavola si sposa alla perfezione con primi piatti del territorio mantovano come i tortelli di zucca e i risotti, carni bianche, arrosti e taglieri di salumi e formaggi. La prima annata (2015) di entrambi i vini ha dato vita a circa 5.000 bottiglie.

ciamballaIl Ciamballà, nome di fantasia con cui Giuseppe chiama la figlia Greta, è un Lambrusco Mantovano Dop prodotto da uve Lambrusco Salamino in purezza e vinificato con il metodo Charmat. A un colore rosso intenso e a una spuma dai riflessi violacei associa profumi freschi e persistenti di frutta rossa e frutti di bosco, un gusto pieno e appagante e una buona struttura, chiudendo con una piacevole nota minerale. L’ottima freschezza e una bollicina fine e persistente lo rendono un vino ideale da abbinare a salumi e ciccioli al momento dell’aperitivo o da gustare a tutto pasto con un buon cotechino o altri piatti ricchi di sapore.

Il richiamo della staffa a Mantova e dintorni. Sì, dirai tu, ma al di là del nome del vino, perché parlo di questo lambrusco nella mia rubrica #ilbicchieredellastaffa? Perché un calice tira l'altro ed insieme - secondo il mio gusto -  ci abbino alcuni consigli per gli appassionati equestri che, come me, non possono fare a meno di passare un po’ di tempo con i propri amati equini. Ad esempio...

Agriturismo Le Sorgive – Le Volpi, Solferino (MN): agriturismo con camere, ristorante e maneggio. Luogo perfetto per praticare il nostro amato sport e trascorrere un rilassante soggiorno immersi nel verde. La struttura offre lezioni di monta inglese per principianti ed esperti durante tutto l’anno, ed è dotata anche di una struttura coperta. L’ideale per esplorare il territorio, è un trekking alla scoperta dei panorami e dei suggestivi borghi storici.

Azienda Agricola La Fenice, Goito (MN): per chi desidera fare scuola, il centro Fise offre lezioni tenute da istruttori federali, gli allievi sono seguiti dai primi passi fino ai conseguimenti dei brevetti e alle uscite in concorso.

Circolo Ippico Baizina, Curtatone (MN): fra le attività propone, per i più piccoli dai 4 ai 16 anni, il progetto Equigioca, con attività psicomotorie di tipo ludico ed educativo, che si integrano con lo sport equestre e l’ambiente.

credito Passione CAITPR Magazine - http://www.passionecaitpr.com/

credito Passione CAITPR Magazine - http://www.passionecaitpr.com/

Altri appuntamenti da mettere nel bicchiere. Della staffa. Il Cavallo Agricolo Italiano da Tiro Pesante Rapido è protagonista alla Fiera del Riso a Isola della Scala (VR) i giorni 24 e 25 settembre 2016. L'evento è poco distante da Mantova, a circa una quarantina di minuti, e la Fiera del Riso a Isola della Scala (VR), offre così uno spettacolo nello spettacolo con dimostrazioni di attacchi e molto altro (ingresso gratuito).

Per l’allevamento nazionale si tratta di una rassegna speciale, in quanto dedicata ad una particolare razza selezionata nel nostro Paese a partire dall'inizio del secolo scorso. L’idea è quella di avvicinare i giovani a questo patrimonio zootecnico storico e culturale, e anche nel campo del turismo ambientale, che viene festeggiato in un territorio considerato la culla d’origine per questi animali.

Quando i trattori per il lavoro nei campi ancora non esistevano infatti, era il Caitpr a sobbarcarsi la fatica. Il Cavallo Agricolo Italiano da Tiro Pesante Rapido ha in Isola della Scala una delle sue patrie storiche.

Non resta che preparare una valigia, leggera (se ci riesci, a me non capita mai!), per il prossimo weekend, alla scoperta di Mantova e dintorni. E da un assaggio…

 

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