Credo dunque amo: il vino!

Dei Santi, della terra, della frutta e del vino: inizia con San Giovanni una rassegna che collega l’uomo e il lavoro contadino, alle credenze, alle  tradizioni e alle buone abitudini di certe preghiere. Che molti ancora sentono ed eseguono: Se il Santo preposto non fa inganni…

#lepaginedelvino - Il mondo contadino da secoli vive il suo rapporto con la religione, chi più di lui, in fondo, si confronta continuamente con le meravigliose stagionalità della natura e coi prodotti che la medesima ci dona?

Segno evidente di un qualcosa di sovrannaturale. La storia insegna che l’essere umano spesso si dimentica di certi legami che diventano per lui importanti solo nei momenti di difficoltà. Quando la fortuna volta le spalle si invoca la divinità affinché ponga rimedio, perlomeno limiti i danni.

Analizzando gli eventi locali e globali attuali, certamente qualche dubbio ci coinvolge e, in certi casi,  ci si sente impotenti di fronte ad un mondo che corre troppo velocemente: la scarsa educazione alimentare, l’insufficiente tutela nei controlli, il coinvolgimento nella globalizzazione e altre concause stanno mettendo a dura prova gli addetti ai lavori.

A fronte di tutto questo viene da considerare che forse è giunto il momento di porsi una domanda: a quale Santo dobbiamo rivolgerci?

Sono tanti quelli che da tempi immemori fanno parte della cultura e della vocazione religiosa del mondo rurale, alcuni in particolare hanno un legame a doppia mandata con la realtà contadina e li si vuole ricordare.

Si dà avvio a questa rassegna con San Giovanni (il) Battista, uno dei grandi ed, in fondo, un po’ di stagione. Ricordato come il più grande dei Profeti, Giovanni nacque sul finire del primo secolo a.C. sotto il segno di Erode, generato da genitori, Zaccaria ed Elisabetta, che erano già in età avanzata.

La sua nascita era stata annunciata già anticipatamente a Maria dall’Arcangelo Gabriele, prima che la stessa andasse a fare visita alla cugina Elisabetta che, al momento dell’incontro, era al sesto mese di gravidanza. La nascita di Giovanni è quindi quantificabile in circa sei mesi prima di quella di Gesù.

Sant’Agostino ci tramanda che la celebrazione della nascita di San Giovanni al 24 giugno era già antica nella Chiesa cattolica africana; tra l’altro è l’unico Santo, unitamente alla Vergine Maria, di cui si celebra anche la nascita.

Il Battista passò buona parte della sua esistenza terrena nel deserto conducendo una vita di penitenza e di preghiera, per questo è definito dai Vangeli come «La voce di uno che grida nel deserto».

Fu lui che introdusse il Battesimo come preciso impegno di Conversione, a differenza di quello praticato nella tradizione giudaica, ovvero solo come rito di purificazione.

Più volte egli riconobbe pubblicamente in Gesù il Messia annunciato dai Profeti, ma il forte legame che li unì si identifica col fatto che il Cristo medesimo volle essere battezzato da Giovanni nelle acque del Giordano. Fu in tale occasione che il Battista lo additò ai suoi seguaci come: «L’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo».

Morì intorno ai 35 anni. Taluni autori lo danno come morto a 33 anni, come Gesù. Fu fatto decapitare da Erode Antipa, che era stato attaccato più volte pubblicamente da Giovanni per la condotta immorale.

 Venerato da tutto il mondo cristiano, è il Santo patrono di moltissime località, nonché il protettore di molte categorie di persone. Gli addetti all’agricoltura lo collocano da sempre tra i santi particolarmente venerati e non perdono occasione per rivolgersi a Lui.

Tradizione vuole che lo si invochi durante i temporali estivi per scongiurare la grandine. Nella notte fra il 23 e il 24 giugno, in pieno solstizio d’estate, si usava pregarlo affinché scacciasse le streghe (da qui il detto San Giovanni non vuole inganni).

Nella stessa data del 24 lo supplicavano per avere un buon raccolto di grano e di granturco. Lo invocavano anche affinché propiziasse matrimoni felici. Va ricordato che in tempi non lontani le anziane sagge del rione esortavano le fanciulle in età da marito a prendere, nella sera antecedente, un bianco d’uovo e a depositarlo delicatamente in una brocca di vetro trasparente piena d’acqua. Al mattino seguente sulla base della figura che assumeva l’albume, la saggia di turno diagnosticava il futuro sentimentale delle donzelle.

A San Giovanni gli agricoltori hanno dedicato alcuni frutti: ad esempio le prugne di San Giovanni e le pere di San Giovanni che sono le prime a maturare, fra la loro tipologia, in concomitanza con la data dedicata al Santo.

Il mondo viticolo, inoltre, ha eletto San Giovanni a protettore del succo d’uva, il futuro mosto. E a Lui si espande una supplica: «fa che almeno la qualità dell’uva sia di buon livello». E se puoi, aggiungiamo noi, fa che i vinificatori la rispettino. @MarioMaffi

 

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