Il passato del vino ci mette sempre lo zampino

Mario Maffi torna indietro di 36 vendemmie e sfoglia per noi Le Pagine del Vino del 1980. Andando a ritroso nel tempo scopriamo che tutto è già successo, o quantomeno, che la storia del vino ci aiuta a capire meglio il presente. E con questa consapevolezza, forse, il Fu…turo - come scrive il nostro Magister – può diventare quasi un amico

#lepaginedelvino - La presunta produzione nazionale del 1979 era stimata in ottima qualità e non oltre 80 milioni di ettolitri, ben un 15% in più della precedente. In quel periodo, a seguito di azzardate direttive comunitarie che avevano favorito in modo eccessivo gli investimenti viticoli, la superficie vitata italiana aveva superato il milione di ettari al pari della Francia seguita a ruota dalla Spagna.

Tale realtà si dimostrò ben presto errata e proprio con la successiva vendemmia del 1980 la produzione raggiunse quantitativi esagerati, una tra le cinque peggiori annate dal dopoguerra ad oggi, un’estate con temperature al di sotto delle medie stagionali, una produzione quantitativa straordinariamente abbondante, le uve non raggiunsero la maturazione adeguata e in Oltrepò le ultime Croatine si raccolsero dopo la leggera nevicata del 2 novembre.

Un millesimo da cancellare, oltre un milione di ettolitri prodotti in Italia, vini poveri da arricchire. Una buona parte furono finalizzati alla distillazione. La Comunità capì che era giunto il momento di invertire la rotta e riportare gradualmente le superfici vitate ad entità più ragionevoli, puntando maggiormente alla qualità e, possibilmente, anche sul recupero di tanti vitigni autoctoni abbandonati ingiustamente.

In verità altre concause contribuirono a favorire tale scelta: l’incremento della produzione vitivinicola negli altri Continenti, la progressiva diminuzione dei consumi nei Paesi tradizionalmente grandi produttori e gli investimenti settoriali effettuati nei Paesi dell’Est europeo dopo la caduta del muro.

vino rosso pixabayOttobre 1979, Le Pagine del Vino, poche righe lette, tanti ricordi. Tutto scorre veloce, si torna all’attualità, una frenata brusca focalizza la vendemmia 2015, bell’annata dall’andamento climatico caldo e siccitoso ma anche questa con qualche precipitazione al momento giusto.

Le uve raccolte erano mediamente di ottima qualità con punte di eccellenza per quelle a maturazione medio-tardiva. Pensando a 36 vendemmie fa: la quantità prodotta in Italia è stata di soli 47,6 milioni di ettolitri, ben il 13% in più del 2014, annata scarsa anche qualitativamente, un millesimo quest’ultimo certamente da memorizzare che denota un grande potenziale per i rossi dal lungo affinamento coi quali brindare e da degustare fra qualche lustro.

Ecco riapparire il Fu…turo e, frastornato dalle emozioni, mi chiedo: perché questo termine che rappresenta il dopo inizia col verbo essere, terza persona singolare del passato remoto? È pura casualità oppure il passato ha voluto metterci lo zampino? @MarioMaffi

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