Gambellara: quel sapore di Vin Santo

Vera e propria chicca enologica del Veneto, la cui produzione si è fortemente ridotta negli ultimi anni, dal 2004 il Vin Santo di Gambellara è stato al centro di un progetto triennale di miglioramento e riscoperta del prodotto condotto dal Consorzio Tutela Vini Gambellara in partnership con diversi enti territoriali

#lepaginedelvino - specialeGambellara - I positivi risultati raggiunti hanno portato a un rilancio della ricerca, in collaborazione con il Dipartimento di Viticoltura ed Enologia e il Dipartimento di Microbiologia dell’Università di Verona, e alla scoperta del lievito indigeno mai catalogato prima e legato indissulibilmente al territorio di Gambellara in grado di rendere unico il Vin Santo di Gambellara.

Oltre all’identificazione di quello che è stato chiamato Zygosaccharomyces gambellarensis, sono stati isolati cinque ceppi di lieviti autoctoni in grado di ottimizzare la fermentazione e contrastare l’acido acetico che può conferire al vino odori e sapori negativi, risultato che ha migliorato in modo sensibile la qualità del vin santo.

Questo lavoro ha dato il via nel 2010 a produzioni sperimentali di Vin Santo di Gambellara tramite micro vinificazioni che arrivano oggi per la prima volta sul mercato, attraverso la partecipazione di nove aziende produttrici di Vin Santo della Denominazione.

gambellara 5In tempi di crisi e spending review, non è facile trovare sponsor per promuovere i prodotti di nicchia seppur di ottima qualità. Da qui l'idea Sapore di Vin Santo coniata da un gruppo di quattro giovani vigneron di Gambellara (Nicola Menti, Luca Framarin, Michele Zonin e Vincenzo Vignato) che di gettare la spugna non ne vogliono sapere.

Così hanno deciso di rimboccarsi le maniche, accettando di diventare ambasciatori del progetto di sperimentazione assieme alle diverse aziende del Consorzio. Da qui la volontà di coinvolgere le associazioni di degustatori e l’intera comunità nella salvaguardia di un patrimonio che fa parte della storia dell’enologia vicentina ma vuole diventarne anche protagonista del suo futuro, organizzando nel corso del 2014 e del 2015 degustazioni aperte al pubblico in cui presentare il progetto e far gustare direttamente e in anteprima i vini sperimentali.

 

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