Dieci anni con Golosaria

Dieci anni e non sentirli. Anzi di più, lo dicono loro, quelli di Golosaria, che questa manifestazione è come il vino: più passano le stagioni più si affina per piacere maggiormente. Incontrare nuovi gusti. Difatti la rassegna monferrina non viene apprezzata solo dagli italiani, dai locali, dalla gente del posto o dintorni: anzi, sempre di più, piace agli stranieri

#lepaginedelvino - La decima edizione di Golosaria, andata in scena il 16 e 17 aprile 2016, ha fatto segnare un record di oltre 30 mila persone che hanno frequentato le colline del Monferrato e si sono godute l'evento spaziando nelle oltre 20 location che hanno dato vita al ricco programma di eventi.

Dieci anni e non sentirli. Piuttosto: festeggiarli insieme. Golosaria ha messo in campo nuove risorse e non poche novità per tagliare anche qualche importante traguardo: primo tra tutti l'obiettivo dell’internazionalizzazione che si è tradotto puntualmente in numerosi ospiti stranieri.

golosaria giappoIl contesto ha costituito l'opportunità di rinsaldare fra l'altro la collaborazione con il Giappone, ad esempio, grazie all’arrivo molto atteso di , vicedirettrice di Ryori  Tsushin Magazine, importante rivista nipponica dedicata all’enogastronomia: «Prima di venire in Italia - ha dichiarato in una nota per la stampa Kiyoko - mi chiedevo cosa avesse di speciale il Monferrato per aver guadagnato il riconoscimento Unesco di patrimonio dell’Umanità. Ma dopo aver conosciuto queste bellezze e l’ospitalità di questa gente, non ho più sentito il bisogno di conoscere la risposta». 

La sua gentilezza tipica giapponese, unita alla professionalità, ha gratificato davvero gli organizzatori di Golosaria che avevano anche un altro obiettivo da mettere in campo nel decimo compleanno della rassegna: fare emergere i giovani e allargare il raggio di interesse al loro target!

E i giovani hanno risposto, facendo segnale un record di presenze al Castello di Uviglie dove si sono celebrati specialissimi assaggi di Champagne e Barbera, o al Castello di Casale, che sabato 16 aprile si è animato fino a tarda sera con le degustazioni di Stupujtime, le birre artigianali e le Cucine di Strada.

Chiusura_GrazzanoBadoglioAlla festa conclusiva, come volevasi dimostrare, c'era insomma una bella atmosfera. Il gran finale si è svolto, come ogni anno, a Grazzano Badoglio, nel Monastero medievale dove riposa il fondatore del Monferrato Aleramo. E non poteva che essere soddisfatto in chiusura l'ideatore e organizzatore Paolo Massobrio che ha dichiarato: «Abbiamo centrato tutti gli obiettivi e il mio territorio rinasce, nonostante tutto».

«Rinasce con la bellezza, la qualità, il calore della gente, che hanno reso possibile questo festival. Ora dobbiamo pensare ai prossimi 10 anni. La due giorni del Monferrato ci ha dato la carica. Comunicheremo ancora di più il bello ed il buono e lo comunicheremo al mondo».

 

 

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