Voglio un patentino bio

E chi l’ha detto che darsi ai lavori di campagna sia la cosa più semplice del mondo? Che basti davvero solo buona volontà e adattamento alla fatica? Nossignori, i tempi sono cambiati e questa volta - diciamo anche per fortuna – non basta più solo piegare la schiena, saltare su un trattore in un campo, darsi insomma all’agricoltura per passione…

#lepaginedelvino - #specialebio - Lo intendi come un hobby? Non cambia, quello del lavoro in campagna, non è tutto rose e fiori. E per la precisione, ci vuole anche una patente,  persino per concimare. Il mestiere dell'agricoltore o del viticoltore non è qualcosa che si fa (superficialmente) per riempire il tempo. Va costruito e organizzato, studiato e professionalizzato.

Tutto questo è giusto. E anzi, sarebbe l’occasione buona per tanti giovani – anche quelli che hanno studiato e non trovano fortuna in altri mestieri – che oggi, ben formandosi, possono portare in dote una maggiore capacità di base rispetto ai nonni o agli avi. Forse più gli avi, va là, visto che i nonni per la maggior parte hanno abbandonato la terra e tutti si son messi solo a costruire, costruire...

La formazione di base deve comunque essere fatta seriamente. In ogni caso, da qualche parte e scuola dobbiamo iniziare!  Arriviamo al dunque.  La prima cosa che devi sapere è che se si vuole essere in ordine nel mondo dell’agricoltura – e ti domandi perché non si dovrebbe volere - c’è da assolvere un po’ di burocrazia. Siamo in Italia, ma è così anche in altre parti del mondo. O quanto meno, devi verificare la formazione e soprattutto aggiornarti. Giusto! Non si vede perché ci sia da esserne scandalizzati.

D’accordo, forse di burocrazia oggi ce ne è troppa o forse non ce ne è mai stata abbastanza e non è sempre frutto del buon senso, ecco perché spesso ti sembra troppa. Va da sé che se si va un po’ a fondo della questione, facendo prevalere sempre la saggezza, si capisce che attualmente essere agricoltori – anche per un diversivo o per assecondare una passione – non significa essere trogloditi che amano sporcarsi le mani. Gente che non sapendo le cose fa quello che facevano una volta i nostri avi, secondo usi e costumi spesso superati (ma è pur bene conoscerli) o semplicemente attuando abitudini radicate ma prive di fondamento (nonché di scientificità) e che si rivelano - qualche volta non sempre - anche un po’ superficiali, se non pericolose o dannose.

Quando poi si parla di salute poi non si scherza. Hai voglia di blaterare sul biologico (BIO-LOGICO) o sul chilometro zero (che non esiste quasi più tranne che per pochi fortunati). O insistere sulla ricerca esasperata della naturalità dei prodotti quando tutti abusano anche malamente di clonazione e altro. C'è un tema, tuttavia, centrale, che non possiamo più rimandare. Parliamo ad esempio dei fitofarmaci, dei fertilizzanti, dei concimi (che in questa stagione sono proprio di attualità!) ed è un tema molto importante.

Solo che, fra normative che si fanno attendere e prima o poi arrivano, mettere tutti (in Italia o peggio in Europa) al pari e al riparo da errori anche madornali  diventa difficile. Se non impossibile. Ma provarci è giusto!

#lepaginedelvino non possono certo dare risposte certe e univoche al grande quesito, ma su questo temone ci piace iniziare ad approfondire. Vangare prima di fresare. E quindi, attenti al viver quotidiano dei nostri posti – a cavallo fra Lombardia e Piemonte, 45mo parallelo, scopriamo che c'è già un po' di confusione e che non tutte le ciambelle… escono con il fertilizzante giusto. Ma almeno si inizia a seminare.

Ecco qui proposte alcune visioni parallele. Quella di Compag, ad esempio, e ringraziamo la collega Silvia Piliego, media relations per l'Associazione nazionale dei commercianti di prodotti per l’agricoltura, che ci propone anche la testimonianza preziosa di un agricoltore per hobby (dal Veneto!).

E poi ecco una puntualizzazione di Valeria Sonvico, responsabile regionale di Area Ambiente e Territorio per Coldiretti Lombardia con alcuni spunti che aiutano a capire meglio.

A noi e a te se ti interessa, non resta che studiare per saperne di più e poi il dibattito è aperto. Bio o non bio, fitofarmaci e quali, patentino e quale, la logica e il buon senso vogliono che ci aggiorniamo un po'. Solo così naufragare nel nostro mosto sarà davvero un piacere selvaggio! @lucianarota

Se l'argomento ti interessa ecco lo #specialebio Leggi anche qui e qui.

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