Il vino made in Italy corre in Cina

Buone notizie per il vino made in Italy dall'International Wine and Spirits Show di Chengdu e precisamente dal fuorisalone del China Food and Drink Fair. I vini italiani sono in crescita anche in Cina: nel 2015 l’export italiano ha raggiunto i 90 milioni di euro (+18%), l’Italia ha esportato circa 27 milioni di litri con una crescita del 5,5%

#lepagindedelvino - Che il mercato del vino sia sempre più globale, si sa, e non da oggi. Che stia conquistando anche l'Oriente fa un po' strano, anche se non dovrebbe, ben vedendo come va il mondo. In genere. Ma è comunque una notizia, un altro dato di fatto. Che ci comunica Vinitaly, la rassegna mondiale scaligera che sta per aprire la sua edizione numero 50. E vuole farlo col botto. A suon di numeri.

Il vino corre su vari mercati e sembra proprio giunto il momento della Cina, anche se ci sono ancora moli scettici. Per questo ci si agita da quelle parti. Quel che interessa e fa piacere, è comunque a prescindere l'interesse che il nostro Paese sta conquistando anche su questi nuovi mercati.

Per nulla scontati, che richiedono preparazione, specifica e attenta. E a questo proposito, qualche giorno fa, un caro amico - vero esperto e profondo conoscitore del mondo del vino - ci diceva, quasi sussurrando la notizia nell'orecchio perché lui stesso incredulo,  sai che stanno pensando a produzioni di vino italiano senza alcool per il mercato arabo? Della serie: cosa resterà? La bottiglia? Neanche più il tappo...

Cancellato l'incubo arabo (come siamo tradizionalisti: la birra analcolica va bene, il vino no? (No! Ma ne riparleremo...), dunque ecco che scopriamo, grazie a Vinitaly, che i vini italiani sono in crescita anche in Cina: nel 2015 l’export italiano ha raggiunto i 90 milioni di euro (+18%). I conti li fa per noi Vinitaly che ci racconta che la promozione del vino italiano torna a Chengdu, la città cinese che presentato in questi giorni le aziende che dal 20 al 23 marzo partecipano con 39 stand, 582 etichette e 131 brand all’International Wine and Spirits Show, fuorisalone del China Food and Drink Fair.

Questa rassegna di Chengdu, che è la più importante vitivinicola in Cina, e dove sono attesi più di 300mila operatori del settore, apre con entusiasmo all’evento Italian Wine & the Chinese Market. How to unlock more opportunities, organizzato da Vinitaly International in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Pechino e il Consolato italiano a Chongqing.

 «L’Italia è leader mondiale nella produzione ed esportazione del vino ma in Cina possiamo fare di più». Così l’ambasciatore Ettore Sequi nel videomessaggio inviato per manifestare il pieno sostegno delle Istituzioni alle aziende del italiane a Chengdu. «Il mercato cinese offre ancora delle opportunità inesplorate – ha detto Sequi –, invito quindi tutti gli operatori del settore ad unirsi per affrontare le sfide che esso pone. Come dimostrato in altri campi, le dimensioni medio-piccole delle imprese non costituiscono sempre un limite. Se ben organizzate, le nostre aziende possono affermarsi anche su un mercato dalle dimensioni continentali come quello cinese».

L’export di vino italiano in Cina, seppur in crescita, non ha espresso ancora tutte le sue potenzialità, come ha ricordato l’ambasciatore Sequi. Secondo i dati ISTAT, nel 2015 l’Italia ha esportato vino in Cina per un controvalore di circa 90 milioni di euro, con una crescita pari al 18% rispetto all’anno precedente. Dal punto di vista quantitativo, nel 2015 l’Italia ha esportato in Cina circa 27 milioni di litri di vino con una crescita del 5,5%.

I prezzi medi hanno registrato un aumento da 2,96 a circa 3,30 euro/litro. Tuttavia, l’attuale posizionamento del vino italiano in Cina (soprattutto per quote di mercato occupate) non è ancora adeguato al ruolo che l’Italia ricopre nel panorama enologico mondiale quale primo paese produttore e secondo maggior esportatore.

Nel 2015 l’Italia è tornata ad essere il primo produttore mondiale di vino, raccogliendo uva per circa 49 milioni di ettolitri di vino con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente (la Francia si è fermata a circa 46 milioni e la Spagna a circa 36 milioni).

In Italia si produce pertanto oltre un quarto (28%) del vino europeo, e circa un quinto della produzione mondiale (18%). Il valore dell’export italiano di vino ha registrato un incremento del 6% nel 2015, superando la cifra storica di 5,4 miliardi di euro. Quello del vino è un settore produttivo di primaria importanza e dà lavoro a circa 1,25 milioni di persone.

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