Perché il vino è di per sè un calice di fantasia

C’è chi vede il cielo in una stanza e chi ha il muschio in un mondo di cristallo! Protagonisti in miniatura, muschi vivi e piantine accendono la fantasia. Tu chiamale se vuoi suggestioni country. Sono quelle di TerrariumArt. Quelle tipiche della natura di un bicchiere di vino: quelle che ci racconta Alfredo Cabrini

#lepaginedelvino - Quella voglia di spazi aperti che già ti assale, con prepotenza, in queste prime, e un po’ premature giornate pseudo primaverili, quando già cominci a guardare la città con occhi e orecchi diversi, perché già cinguettano gli uccelli alle prime ore del mattino. E l’aria sembra più fresca, leggera e in qualche modo pura.

Milano è sveglia e si risveglia: luce che filtra, sole che abbaglia, occhi non ancora pronti a recepire tanta luminosità, ma ben aperti per catturare quei dettagli, a sorpresa, che cambiano l’umore, allietano lo spirito e lo colorano. E non importa se sei solo in città.

Quando meno te lo aspetti, ecco che una suggestione country cattura l’attenzione: è un piccolo mondo, curato nei dettagli, apparentemente immobile ma molto vivo, con i suoi personaggi, la sua storia e un’ambientazione precisa. Piccoli uomini e animali in miniatura, che dialogano fra loro, occhieggiano verso l’osservatore esterno, che li osserva, scruta, curiosa, ammira e immagina una storia. Noi, l’osservatore guardiamo e immaginiamo una meta, una giornata, uno scopo per protagonisti immersi nella loro bolla di cristallo.

L’artefice di questo sogno ad occhi aperti è Alfredo Cabrini, che incontro qualche tempo fa in un’esposizione milanese in uno dei miei quartieri preferiti, mentre mi muovo senza una meta precisa. Cabrini, il cui cognome fino ad allora rievocava in me ricordi legati ad un bello del calcio mentre da ragazzina mi divertivo a fare goal con il mitico Tango, è un sognatore, un artista un artigiano.

Colpita dalle sue creazioni e dai commenti stupiti di chi si avvicina e osserva questo piccolo mondo racchiuso in un vaso di cristallo, fra muschi, legni che rappresentano alberi, cespugli, cavalli, biciclette, piccoli fossi e anfratti del terreno. E improvvisamente perdi il senso del tempo e ti ritrovi proiettata lì in mezzo a quei personaggi.

IMG_1261Ma come fa Alfredo Cabrini a creare tutto ciò con TerrariumArt? Lavoro nel campo del verde da più di venti anni, sempre con le piante da interni coltivate con il sistema chiamato idrocoltura. Principalmente per il mondo del lavoro: banche uffici, aziende ed alberghi sono i nostri clienti. Dopo tutti questi anni passati a fare il giardiniere avevo il desiderio di cimentarmi con qualcosa costruito da me. Quasi per caso ho conosciuto il muschio, ho iniziato ad approfondire e a testare questo straordinario vegetale e da lì e da una passione che avevo da bambino per il modellismo ho avuto l’illuminazione ed è nato TerrariumArt.

Quale è stata la prima scena che ha realizzato in vetro e quella più strana? La prima scena ed il primo vaso realizzato insieme a tutti i membri della l’abbiamo costruito in un pomeriggio di euforia collettiva, racimolando ingredienti tra il giardino della nostra casa di campagna, il bosco sopra casa e cinque o sei miniature trovate in un negozio di modellismo ferroviario: una nonnina che salutava con un fazzoletto accanto ad un nonno e dei nipotini. Penso di averlo ancora quel vaso, in serra sotto casa mischiato a tutti quei prototipi che ho costruito da quel pomeriggio in poi.

E chi non ha il pollice verde, può tenere un Terrarium? La pochissima manutenzione che richiedono i terrari è sicuramente il loro punto di forza. Sono veramente a prova di pollice nero. Sono diversi oggetti in uno solo: un soprammobile in vetro, una pianta viva, una scenetta quasi sempre poetica o che evoca ricordi felici o sane passioni. Non ci si stufa di guardarli!

Sogni e piccole scene di quotidianità da mettere in bellavista in barattoli di cristallo … Un pezzettino di me c’è in ogni vaso che costruisco, per alcuni provo quasi un dispiacere nel venderli. Mi farò miniaturizzare in statuina per finire in una campana di vetro.

Perché non fare a meno del verde oggi? Ne faccio una questione di linee. Viviamo in ambienti costituiti quasi totalmente da linee rette, noi al contrario siamo totalmente curvilinei e anche le piante geometricamente perfette per contrastare questa esagerata perpendicolarità. Adoro anche circondarmi di animali ho due cani e due gatti. A parte questo credo che la presenza del verde negli ambienti migliori sensibilmente il nostro benessere.

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Cosa aspettarsi da Terrarium Art? Le richieste dei clienti ci mettono spesso a dura prova ma stimolano la nostra creatività. Insieme ai nostri attori, le miniature, riusciamo sempre a costruire delle sceneggiature nuove  e divertenti. Stiamo testando nuovi tipi di piccole piante e di muschi per rendere sempre più piacevole il nostro terrario.

La sua wineranking? Vino rosso, corposo ma non troppo e profumato, mi piacciono vini facili come Barbera e Nebbiolo ma quando il pasto lo merita non disdegno vini preziosi come Barbaresco e Amarone. Vino bianco fermo, fresco e profumato, Gewurztraminer,  Falanghina, Greco di Tufo e Sauvignon tra i miei preferiti. Spumante, spumante rosè, mentre i vini dolci non li bevo proprio.

Etichette preferite? Non ho proprio delle etichette preferite, non sono un gran bevitore, in casa ci concediamo due o tre pasti al mese con un buon vino, un po’ più frequente per noi è pasteggiare con buone birrette. Non ho delle creazioni a tema vino ma nelle scene che rappresento non c’è davvero limite alla fantasia. Ho però delle miniature davvero ironiche che rappresentano degli ubriachi e delle vigne in miniatura, che si prestano ad essere posizionate su qualsiasi prato di muschio.

La miniatura è servita, su un morbido muschio verde, in trasparenza mondi e protagonisti vivono la loro vita e aspettano solo noi per brindare alla nostra! @Pozzi_Matilde

Il sito qui: www.terrariumart.it; l'indirizzo, a Milano, è in via Adige 6.

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