Terzaghi di AssoBirra: è un mondo sempre più rosa

Quali sono i Paesi dove viene maggiormente esportata la nostra birra? Parla Filippo Terzaghi, direttore di AssoBirra che con l'Istituto Nazionale per la Comunicazione ha elaborato una serie di informazioni che ci da un quadro attuale del mercato, tratteggiando un nuovo target femminile. Tutto di grande attualità a Rimini, in occasione della fiera Beer Attraction

#lepaginedelvino (e della birra!) - L’Europa resta il principale destinatario dei nostri prodotti birrari: 1,67 milioni di ettolitri sono andati proprio lì (pari al 76,2% del totale esportato, ossia 8 punti percentuali in più rispetto al 2013).

Nel vecchio continente la Gran Bretagna (oltre 1 milione di ettolitri) batte Paesi Bassi (115mila ettolitri), Francia (90mila) e Germania (33mila), fra le mete dove esportiamo maggiormente. Guardando fuori dai confini UE, invece, meglio gli USA (162mila ettolitri esportati) dell’Australia (oltre 40mila).

Per comprendere meglio l’importanza sempre crescente che le esportazioni stanno ricoprendo nel settore birrario può essere utile guardare al conto delle partite correnti della birra nel nostro Paese. I dati parlano di un segno pesantemente negativo, dovuto soprattutto a importazioni che si attestano su valori tre volte più grandi di quelli dell’export: oggi siamo a 6.203.000 ettolitri importati (-0,2% rispetto al 2013 e +0,8% sul 2012).

«Questo andamento - commenta Filippo Terzaghi, direttore AssoBirra - è risultato anche dell’eccessiva pressione fiscale (le accise sulla birra sono cresciute del +30% in 15 mesi, portandoci ad essere uno dei Paesi europei con la più alta pressione fiscale del Vecchio Continente) che ha spostato i consumi interni verso prodotti a basso prezzo, attirando così le importazioni da altri Paesi comunitari i quali, grazie al principio del mutuo riconoscimento, hanno vantaggi competitivi in termini di pressione fiscale ridotta rispetto ai prodotti nazionali».

«Con il consumo pro-capite di birra più basso d’Europa (29,2) e con la scelta da parte del consumatore di prodotti a minor prezzo, con conseguente minore redditività per i produttori schiacciati, anche a fronte di una fortissima pressione promozionale (44% contro il 28,5% medio dei prodotti di largo consumo) è inevitabile che i produttori di casa nostra siano obbligati a guardare fuori dai nostri confini».

Analizzando numeri e target della birra scopriamo poi che è un prodotto sempre più amato dalla donne: 6 italiane su 10 la scelgono!  A Rimini si parla e si discute proprio di un fenomeno per così dire di Birra al femminile, con tanto di presentazione dell’associazione Donne della Birra...

«Il mondo della birra italiano è sempre più rosa – afferma Terzaghi di Assobirra. - Basti pensare che oggi 6 donne su 10 la consumano regolarmente, mentre 20 anni fa solo 2 italiane su 10 si avvicinavano a questa bevanda. Inoltre, le donne italiane bevono birra con femminili nel moderazione (con solo 14 litri pro capite sono le ultime in Europa) e prediligono il consumo a pasto (il 43% beve birra perché si abbina bene al cibo). Ma oltre a consumarla, oggi le donne fanno sempre più parte del mondo imprenditoriale: oltre a berla insomma, la producono e la distribuiscono. Questo – conclude - non può che essere motivo di orgoglio per il nostro settore, che saprà sicuramente arricchirsi di un nuovo punto di vista e nuove competenze e passioni».

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