Di vino come d’amore

Scegliamo con gli occhi.  Le analogie tra vino e amore passano attraverso i sensi, quei sensi che, tutti insieme, catturano ogni bellezza della vita. Mentre degustiamo, la vista ci aiuta a capire di che vino si tratta, ma saranno il gusto e l’olfatto a dirci se ci piace veramente!

#sanvalentino con #lepaginedelvino -  Scegliamo con gli occhi. Così accade anche in amore: valutiamo i possibili partner, innanzitutto, su basi estetiche, rifacendoci a canoni immutabili nel tempo o alle mode del momento. Scegliamo con gli occhi, in un’epoca in cui l’immagine è tutto e spesso acquistiamo un vino per la bottiglia, diamo un primo giudizio in base al colore, ai riflessi che riempiono il bicchiere.

Eppure non è tutto qui: il piacere, spesso, nasce attraverso sensi meno sfruttati, meno ostentati, più sottili rispetto alla vista, e così come un vino dal packaging accattivante potrà deluderci una volta in bocca, anche un uomo o una donna scelti solo per la loro bellezza possono rivelarsi, dopo un primo assaggio, privi del quid  necessario a scatenare la passione.

Degustiamo col palato. Da Euripide a Goethe, secondo il quale chi non beve e non bacia è peggio che morto, due dei grandi piaceri della vita – il buon vino e la passione amorosa, appunto-,  sono entrambi direttamente legati alla nostra bocca o, meglio, alle migliaia di gemme gustative delle papille, quei recettori che individuano i sapori, e che si rinnovano di continuo per essere sempre efficienti.

Sorseggiare un vino e baciare chi amiamo sono dunque esperienze molto simili, legate entrambe al senso del gusto, basta pensare a modi di dire come ti mangerei di baci per capire fino a che punto… Ma in realtà non si gusta solo con la bocca: si tratta per il 75% di una questione d’olfatto! E non è un caso se le prime relazioni affettive, quelle tra neonati e neogenitori, si creino proprio attraverso l'odore, tanto che il piccolo riconosce mamma e papà annusandoli.

Amiamo e odiamo... a naso.  Con bocca, lingua e palato avvertiamo solo i sapori primari, vale a dire dolce, amaro, salato, acido e umami (che rivela il glutammato) ma ogni buon sommelier sa che, dopo una prima valutazione olfattiva, gli aromi dall'interno della bocca verranno nuovamente convogliati nel naso, grazie al calore del cavo orale, ai movimenti della lingua, alla respirazione e alla deglutizione.

In tal modo potremo avvertire i sapori anche per via retro-nasale. Proprio grazie all’olfatto, il più arcaico tra i nostri sensi, la simbiosi tra nettare degli dei  ed  eros raggiunge l’apice: ciascuno di noi sa per istinto come la scelta del partner –e di un buon vino!- sia anche una questione di naso, retaggio ancestrale di un mondo in cui sono proprio gli odori, a volte quasi impercettibili, a raccontare le nostre sensazioni. Mentre le altre specie animali si cercano e si accoppiano grazie ai feromoni, il nostro sistema olfattivo è direttamente connesso con quello limbico, che è il centro delle emozioni: nel nostro cervello le sensazioni piacevoli evocate da alcuni aromi legati ad esperienze fatte nel passato creano una sorta di mappa olfattiva che ci costruiamo poco a poco, fin dalla nascita, una sorta di guida per cercare, annusando l’aria, l’amore della nostra vita e il vino che più ci piace. Aldilà dei profumi dietro i quali tentiamo di nasconderci, aldilà di tutte le regole da manuale che definiscono le caratteristiche di un vino. De gustibus,  del resto, non disputandum est@RCeudek

I commenti sono chiusi