Voglio i Grandi Bianchi del Roero. Coppi e Moser compresi

#lepaginedelvino - Voglio un bianco? Per così dire: un vino bianco. Ma anche: un tartufo bianco. O un grande formaggio bianco come il Castelmagno. E voglio una storia in bianco e nero: parole scritte, ritagli di giornale, qualche volta su carta seppiata o sbiadita dal tempo, accontentandomi anche di carta rosa (La Gazzetta dello Sport!). O di un bianco e nero ancora da sbobinare da un micro film: quello dei Giri e Tour del Fausto per non dire altre corse, quello della storia mitica del Campionissimo di Castellania . Ma anche quello del record di Francesco, il Moserissimo di Palù di Giovo (Trentino!), nella fattispecie, di quello che chiamano Sceriffo e che a Città del Messico, 31 anni fa – era il 1984 – stabilì il primato dell’ora, superando per la prima volta e per ben due volte di fila in pochi giorni, la barriera dei 50 km orari (oltre ad aver inanellato così tanti successi persino difficili da ricontare).

Un evento in bianco e nero da raccontare e scrivere all'Enoteca del Roero

Un evento in bianco e nero da raccontare e scrivere all'Enoteca del Roero

Voglio un bianco da conoscere, degustare, raccontare nella cantina del Roero. Dove storia, territorio, uomini, passioni si incrociano sudando e sfidando la natura, anno dopo anno, per fare crescere grandi prodotti ma anche Grandi Bianchi che questa volta si berranno e portano in dote storie di ciclismo d’altri tempi. Vincendo.

Le cantine dei Coppi a Castellania

Le cantine dei Coppi a Castellania

Voglio una gita in Roero. Dunque. Domenica 13 dicembre: una gita preludio di un Bianco Natale,  là dove la vite e il vino, sulle colline del Roero, sono cultura, passione ed orgoglio contadini. Da sempre. Come dimostrano gli archivi, l’arte, il paesaggio, l’architettura delle case contadine, la cultura materiale e la quotidianità di queste colline”. E ancora là dove,  “… al 1303 risalgono le più antiche citazioni di nebbioli e di moscatelli. L’arneis forma toponimo già nel ‘400 e la favorita compare con segnalazioni di vinificazione in purezza nel 1676. Una gita per farmi capire meglio la civiltà del vino del Roero, che è composta anche di pregiate produzioni di barbera, di bonarda, di croatina e di brachetto (della varietà locale definita dal grappolo lungo e commercializzata come Birbèt). Dove ancora c’è anche una piccola ”isola” di moscato (nel territorio di Santa Vittoria d’Alba).

L'Enoteca del Roero

L'Enoteca del Roero

Una gita per scoprire l’Enoteca Regionale del Roero che con intelligenza e lungimiranza tutela e valorizza territorio, storia, prodotti. Fra questi, naturalmente anche magnifici bianchi da scoprire attraverso un Menu di Cultura, Storia del Ciclismo e Umanità, che difficilmente si può replicare. Certo, sono i Grandi Bianchi quelli che accomunano, per questa speciale occasione, il nome di Fausto Coppi, con i vini delle Vigne Marina Coppi (prodotti dal nipote del campionissimo Francesco Bellocchio) e con i vini di Francesco Moser, allevati e curati con amore dalle Cantine omonime di Gardolo Trento, dove lo Sceriffo - con i figli Francesca, Carlo e Ignazio e col il nipote enologo Matteo, porta avanti un progetto che cresce di anno in anno. Per vincere anche in questo campo.

Un luogo raffinato e speciale peri celebrare i Grandi Bianchi del Roero

Un luogo raffinato e speciale peri celebrare i Grandi Bianchi del Roero

Se non si è capito ancora, insomma, una gita in Roero, domenica 13 dicembre vale il biglietto per questi e per altri bianchi: il Tuber magnatum Pico – ad esempio , nome accademico - pomposo se non sontuoso – per indicare il tartufo bianco, fungo ipogeo che lo storico latino Plinio definiva miracolo della natura. Per essere precisi come si conviene: il Tartufo bianco d’Alba è, invece, il nome con cui questo gioiello della terra ha fatto il giro del globo, proponendosi come autorevolissimo ambasciatore delle Langhe e del Roero.

E qui, appunto, c’è solo da mettersi a disposizione per scoprire un mondo incredibile, capace di inventarsi addirittura una università per i cani da tartufo. Qui dove il tartufo è l’indiscusso re della cucina d’autunno del Roero … Con una convinzione: che i tondi e regolari tartufi delle rocche hanno doti di profumo e di gusto impareggiabili.

Dove? Sponda sinistra del Tanaro albese, il Roero si trova tra Langhe e Monferrato, nel cuore delle colline del vino.  Il territorio presenta caratteri geo-morfologici omogenei ed una identità culturale derivata da forti momenti di aggregazione e di coesione storica. Ne fanno parte, in tutto o in parte, 25 territori comunali per una superficie complessiva di 420 Kmq ed oltre 75.000 abitanti.

Come? Un grappolo di colline che, partendo dalla suggestiva frattura delle rocche, in un continuo saliscendi, arrivano a lambire il Tanaro, fronteggiando orgogliosamente le sorelle colline di Langa con una serie di stupendi castelli e con superbi vigneti. Variegato è il paesaggio che, in rapida sequenza, alterna la selvaggia bellezza delle rocche agli ordinatissimi versanti collinari della vite, le ombre dei secolari castagneti alle leggiadre fioriture dei frutteti. Una terra aristocratica: nel nome, che richiama quello della nobile famiglia astigiana protagonista del medioevo locale, e nel paesaggio, ricco di torri e castelli.

La storia? Per conoscere cosa c’è dietro e capire cosa c’è oggi:  nobile casato dei Roero (Rotarii sui documenti medioevali), al di là di fantasiose origini, è documentato in Asti dal sec. XII. Nei due secoli seguenti si divide in diverse linee che, oltre ad esercitare l’attività casaniera in più parti d’Europa, acquisiscono vari feudi in Piemonte. Nell’area roerina i Roero si affacciano alla fine del secolo XIII, acquisendo nell’arco di poco più di un secolo la signoria totale o preminente in oltre la metà dei feudi, lasciando impronte durature in castelli, archivi e nel nome stesso dell’area.

Sulla cartina cercare Canale: è il luogo di questo magico incontro di grandi bianchi (da gustare e da applaudire, conoscere meglio e dal vivo con le nuove generazioni Coppi e Moser su tutti. Siamo nella vetrina dell'Enoteca regionale del Roero che è una società consortile a responsabilità limitata di cui sono soci i Sindaci dei seguenti Comuni: Canale, Baldissero, Castagnito, Castellinaldo, Cisterna, Corneliano, Govone, Guarene, Magliano Alfieri, Montà, Montaldo Roero, Monteu Roero, Monticello d’Alba, Piobesi d’Alba, Pocapaglia, Priocca, Santa Vittoria d’Alba, Santo Stefano Roero, Sommariva Perno, Vezza d’Alba, Alba, Bra.

Il Roero è un territorio che negli ultimi anni ha rafforzato la sua immagine puntando su un rapporto sinergico tra la bellezza del paesaggio e la bontà dei suoi prodotti, tra questi i vini. L'Enoteca Regionale del Roero rappresenta l'intera produzione dei vini del Roero ed in essa sono presenti le aziende che hanno titolo ad effettuare le operazioni di vinificazione, produzione e imbottigliamento dei vini D.O.C. e D.O.C.G. della zona medesima ed anche i vini diversi dai precedenti purché derivanti da uve prodotte nel territorio del Roero.

La sala degustazione della Cantina del Roero

La sala degustazione della Cantina del Roero

L'Enoteca di Canale, nello specifico,  è un luogo incantato situato nell'ex Asilo Infantile Regina Margherita.  Attualmente sono presenti in Enoteca i vini provenienti da circa 100 Aziende. Facile che dopo domenica 13 dicembre in bacheca possano entrare i Grandi Bianchi Vigne Marina Coppi e Cantine Moser. Se così non sarà, avete fatto bene a non mancare questo appuntamento unico. Che è di per sé tutto un programma. Di successi (già assicurati).

Programma - Da una parte i grandi bianchi, dall'altra i grandi della bicicletta, uniti da storie, aneddoti e confidenze di Marina e Faustino Coppi, figli del mitico Fausto, oltre a Francesco Moser e Dino Zandegù.   Beppe Conti condurrà l'incontro domenica 13 dicembre, inizio ore 10 Sala Conferenze, seguito da un aperitivo con i vini degli ospiti (Cantine Moser e Vigne Marina Coppi) insieme con il Roero Arneis docg 2014 (dalle ore 10 con ingresso libero). Seguirà il pranzo al ristorante "All'Enoteca" (informazioni e prenotazioni al numero 0173 95857.

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