Così il genovese barberista va dove il Ruché è santo

#lepaginedelvino - Dolci Terre organizzato dal Distretto del Novese, a Novi Ligure, ogni anno ha modo di farti scoprire qualche prodotto che ha qualcosa di speciale. Che è della Terra. E dell’umanità, quella che valorizza i suoi prodotti. Questa è una storia che si sta ripetendo nel nostro secolo modernissimo dove qualche volta è bene fare un passo indietro, o in avanti. Tornare così alla campagna. Al lavoro nella vigna. È una storie che ti colpisce perché, come tante altre normali storie, è molto vera. Semplice. Fatta di scelte.

Antonio è ligure, è un ingegnere «anche con un discreto successo» racconta abbassando lo sguardo quasi per chiedere scusa. Un  ingegnere che a Moneglia, era solito frequentare una palestra, la sua palestra: un uliveto, dove di tanto in tanto, per rispetto alle abitudini di famiglia,  Antonio si allenava alla fatica della campagna: «Ma era più che altro un bel modo per togliersi dalle spalle lo stress del lavoro. Raccoglievamo le olive, si faceva l’olio. Lo producevamo per noi e per pochi altri». Un diversivo più che un mestiere solo che quell’allenamento un giorno torna utile: «Ero nell’astigiano con un cliente che mi chiede, per favore, di dare un occhio ad una tenuta e una cascina in vendita. Non ci volevo andare. Poi dopo pochi giorni da quella visita a Montegrosso d’Asti mi sono ritrovato ad esserne il proprietario. Ed è iniziata una nuova vita».

Si chiama La Vernetta, l’azienda agricola di Antonio e : è sita in via Gareglio al numero 5, di Montegrosso d’Asti. Produce solo vino: «Siamo soprattutto barberisti – sorride – produciamo Barbera d’Asti, Dolcetto Monferrato, Ruché, Grignolino ma anche Arneis e Chardonnay… Vivo qui con la mia famiglia, abbiamo fatto un cambio di vita deciso. Sono solo otto anni fa. E siamo felici».

Non sono tutte rose e vigne, però, come in tutte le storie ci sono gli ostacoli: «La diffidenza della gente del posto – spiega – ma credo che sia un po’ così ovunque. Ho dovuto sudarmi il rispetto e la collaborazione locale. All’inizio mi vedevano come il genovese con i soldi. Poi, quando mi hanno visto lavorare nelle vigne anche di notte per i trattamenti, hanno capito che facevo sul serio. Così se il motore del trattore si rompe non mi fregano più facendomi pagare l’intervento anche il doppio… ».  Scherza da buon genovese e sorride, sembra sereno, sembra uno soprattutto felice. Della Scelta.

Tornare alla terra può essere un modo per capire cosa vogliamo dalla vita. Il vino, tante volte insegna, traccia la strada: «Esiste un’arte antica in Italia, è quella del vino. Nel rispetto dei metodi e della qualità la Vernetta coltiva e lavora uve da oltre 150 anni. Pur essendo passata di mano in mano, la Vernetta è rimasta fedele a sé stessa. Non ha tradito il senso di natura, di fatica e di passione che è alla base di chi lavora la terra».

Fra storia e presente: «Per questo la Vernetta è vera perché, come prima dell’Unità d’Italia vedeva bere il proprio vino nelle fumose, gelide e brumose osterie delle terre Sabaude, oggi trasferisce i sapori, gli odori e i valori di quei tempi nelle proprie bottiglie. Abbiamo preferito la verità, la trasparenza e la tradizione ad un’innovazione sterile, forzata e priva di radici. Per questo siamo convinti che il nostro prodotto sia unico e ne siamo orgogliosi testimoni».

Antonio e Giorgia hanno acquistato questa azienda vinicola in Montegrosso d’Asti, incantati dalla dolcezza di quel paesaggio e trasportati dalla storia e dalla tradizione di quei vitigni nobili ed eleganti a circondare un antico e fiero podere. Come scrivono sul loro sito. Precisa Antonio: Questo Ruchè che stai degustando, ad esempio, è frutto di un vitigno che è anche un po' santo, quella vigna fu storicamente curata dai religiosi.

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Scrivono i vignaioli di Montegrosso d’Asti: Da qui parte la nostra storia, dall’amore per la natura e per le tradizioni vere e genuine. La nostra idea di vino scaturisce dal desiderio di riscoprire i sapori, le sensazioni ed i ritmi del passato, quando la quotidianità della vita era ancora scandita dai tempi della natura. Le nostre uve nascono tutte sulle colline tra Langhe e Monferrato e sono frutto di attente e scrupolose cure, volte a privilegiare sempre e solo la qualità».

La vinificazione avviene secondo metodi tradizionali ed il controllo e la cura di tutto il ciclo, dalla pianta fino alla bottiglia, avviene attraverso le scrupolose e affettuose cure del nostro agronomo e del nostro enologo. L’augurio è quello di riuscire a trasmettervi almeno un pizzico del nostro amore per le cose buone, certi di aver portato sulle Vostre tavole il miglior prodotto che possiamo offrirvi».

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