Col Vetoraz: sostenibilità concreta in un bosco di… Valdobbiadene Docg

Tempo di lettura: 3 minuti

La sostenibilità non è una moda che passa e va. Ce lo ricorda Col Vetoraz, a Valdobbiadene, con numeri e scelte precise: 25 ettari di superficie boschiva conservata e circa 750 tonnellate di CO2 assorbite ogni anno. Un patrimonio verde che non si annuncia soltanto, si custodisce.

Col Vetoraz, la sostenibilità concreta che nasce dal bosco

Dove può nascere la sostenibilità più bella? Nel bosco. Quando? Da sempre. Per Col Vetoraz la sostenibilità appartiene al suo patrimonio: un modo di lavorare che nasce dal legame con la terra di Valdobbiadene e si traduce in scelte capaci di preservare il territorio da cui prendono vita i suoi vini. Bosco compreso. Anzi: boschi, lo vediamo più avanti.

Dalla terra alla vite, fino al calice, ogni scelta compiuta ha un obiettivo preciso: produrre eccellenza. Un percorso di responsabilità fatto anche di decisioni impegnative e di tanto in tanto controcorrente, dove la qualità resta il punto di ispirazione e l’eccellenza passa attraverso comportamenti etici e sostenibili.

La pensano così nel cuore del Conegliano Valdobbiadene DOCG, territorio in cui, nell’area dei 15 comuni della denominazione, si calcola che oltre il 40% sia occupato da terreni boschivi. In questo scenario si inserisce l’impegno di Col Vetoraz, che contribuisce alla tutela ambientale attraverso la conservazione di 25 ettari di superficie boschiva.

Il bosco che assorbe 750 tonnellate di CO2 all’anno

Secondo i dati forniti dall’azienda, un ettaro di bosco può assorbire circa 30 tonnellate di CO2 all’anno. La conservazione dei 25 ettari di superficie boschiva contribuisce quindi a eliminare dall’atmosfera circa 750 tonnellate di CO2 all’anno, pari alla quantità prodotta annualmente da 125 abitanti italiani.

Il dato diventa ancora più significativo se rapportato alla dimensione aziendale. Con una filiera produttiva di 25 addetti, la conservazione del bosco consente di compensare una quantità di CO2 cinque volte superiore a quella da loro generata.

Francesca e Daniele Miotto 8 scaled

La sostenibilità come responsabilità quotidiana

«Per noi la sostenibilità non è un obiettivo da raggiungere, ma una responsabilità da esercitare ogni giorno», afferma Francesca Miotto, vicepresidente e responsabile della comunicazione. «Custodire il territorio significa garantire un futuro al nostro lavoro e alle nuove generazioni. È una visione che guida ogni decisione, dalla gestione del bosco alla cura dei vigneti, dall’utilizzo delle risorse energetiche fino al rispetto della biodiversità. Perché siamo convinti che un grande vino possa nascere solo da un ambiente sano, vivo e preservato».

Questa filosofia si riflette nella gestione quotidiana del territorio. Durante l’anno viene eseguita una pulizia a cadenza regolare, con sfalcio dell’erba, rovi e interventi di manutenzione, conservando i nuovi polloni, cioè i germogli spontanei. In questo modo la vegetazione può infittirsi e viene garantito il ricambio di crescita nel caso in cui un albero, per cause naturali, dovesse morire.

Vigneti, biodiversità e rispetto degli animali

In vigneto viene mantenuta la vegetazione spontanea, inclusi i fiori, senza estirparli alla radice. Anche i nidi di animali tra le viti vengono conservati senza essere spostati. In caso di passaggio di animali selvatici, il lavoro in corso viene spostato più lontano per non disturbarli. Per allontanare gli animali che arrecano danni alle viti vengono invece utilizzati repellenti naturali. Il bosco, la vite, gli animali, la vegetazione spontanea: in una parola, la biodiversità fatta da elementi che compongono un equilibrio da accompagnare. Non per forza.

Energia rinnovabile e impianti fotovoltaici

L’azienda dispone oggi di due impianti fotovoltaici: uno da 120 kW presso la sede principale e uno da 150 kW nella sede logistica. A questi si aggiungerà a breve un ulteriore ampliamento di 40 kW, accompagnato da un sistema di accumulo, con l’obiettivo di incrementare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili.

Sono azioni che osservate nel loro insieme delineano una cultura d’impresa. Quella adottata da Col Vetoraz considera la tutela del paesaggio e delle risorse naturali non un elemento accessorio, ma la condizione per continuare a produrre qualità nel rispetto del territorio che la rende possibile.

L’eccellenza nasce dal luogo

Per Col Vetoraz l’eccellenza non si misura soltanto nel calice, dunque. Nasce dalla capacità di restituire valore al luogo da cui tutto ha origine: Valdobbiadene, il bosco, i vigneti, il paesaggio del Conegliano Valdobbiadene DOCG.

Per maggiori informazioni sull’azienda: colvetoraz.it.

Memo

1. Col Vetoraz conserva 25 ettari di superficie boschiva nel territorio di Valdobbiadene.

2. Il bosco contribuisce ad assorbire circa 750 tonnellate di CO2 all’anno, pari alla quantità prodotta annualmente da 125 abitanti italiani.

3. L’azienda dispone di due impianti fotovoltaici, da 120 kW e 150 kW, con un ampliamento previsto di 40 kW e sistema di accumulo.

Fonte: Ufficio Stampa Carry On srl. Credito fotografico: ufficio stampa.

Dello stesso autore

Articoli correlati

Ultimi articoli

Cantina Tollo, il vino dalla parte dell’orso marsicano

Dalla vigna alla tutela dell’orso bruno marsicano. Cantina Tollo sostiene il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise contribuendo all’acquisto e alla rigenerazione dei collari satellitari utilizzati per il monitoraggio della specie. La collaborazione entra anche sulle nuove etichette dei vini biologici Animaletti e arriva al Congresso Internazionale dell’International Bear Association di Pescasseroli.

Jazz e cose buone e d’arte con il FAI a Casalnoceto

Un calice al collo, il jazz nell'aria e un territorio da attraversare, lentamente, assaggiandolo. Casalnoceto il 12 settembre diventa una piccola porta enogastronomica del...

Il vino si degusta anche con gli occhi

Quanto lavoro scientifico c'è oggi dentro un calice? Molto. La valutazione multisensoriale del vino è un terreno di ricerca nel quale percezione, psicologia, analisi...