Tempo di lettura: 4 minuti

#lepaginedelvino – Amore è non sopportare di dirsi ciao! Inizia così il messaggio, anzi la lettera d’amore, che arriva nella casella (la mia personale), fra mille mail, il giorno dopo l’esperienza a Roma, vissuta agli Oscar Champagne. Chi mi segue lo sa. Non scrivo quasi mai in prima persona. Ma questa volta lo faccio non per mettermi in primo piano, ma per condividere un’esperienza personale davvero speciale.

Prosegue il testo che scorro sulla mia mail:  …. proprio come Shulz, tanti e tanti di noi, tutti i Produttori di Champagne e tutti i nostri collaboratori, hanno sentito un senso di abbandono ogni volta che terminava il tempo destinato a una Maison e ne arrivava un’altra e poi un’altra ancora. Sono state due giornate particolari. Sì, di Cultura ma molto di più misurata dall’atmosfera creata dalle trecento persone a Sessione, da un palcoscenico che parlava di Champagne in francese e veniva tradotto in simultanea, dai calici Veritas di Riedel e da tanta voglia di ascoltare la vita raccontata dal genio creatore del più grande vino del mondo.

2024 05 10 12.19.14

Lo Chef de Cave de la Maison Gosset, monsieur Odilon de Varine con Alessia Borrelli. Assaggi indimenticabili.

Tutti, proprio tutti, hanno provato amore nei confronti delle Maison e la parola del produttore rispondeva per alimentarlo questo amore così sorprendente, così immediato, da condividerlo. E metterlo in valigia per trovarlo al ritorno di un viaggio che ha stupito quella Francia che ci fa bene. Non era un film quello del 10 e 11 maggio all’Hilton di Roma, era la realtà di una Scuola di Alta Formazione che da 40 anni crea il lusso della Cultura e questa volta lo ha fatto con questo Vino.

Le parole, scripta manent, lette e  rilette, qui riproposte così come sono state inviate alla mia mail, sono di Franco M. Ricci che ho incontrato entrando – emozionata – nella sala degustazione pronta ad ospitare la prima sessione di Oscar Champagne.  Il fondatore della FIS, il Patron di Bibenda, mi ha dedicato qualche parola, dandomi il benvenuto ad un evento, a suo dire, mai organizzato al mondo. Franco M. Ricci accoglieva tutti con uno scintillio nello sguardo, tipico di chi è intelligente, ma anche di chi ancora dopo tanti anni si emoziona di fronte a eventi importanti che stanno non solo per iniziare ma per tracciare una lunga strada.

2024 05 10 10.07.54

Oscar Champagne si è svolto a Roma, nel quartier generale della Fondazione Italiana Sommelier, organizzazione culturale nella quale mi sono formata anni fa, buttandomi a capofitto nelle mani della mia docente-amica, Mimma Coppola, la quale mi ha fulminata anche sulla via di Damasco, quella dell’olio extra vergine d’oliva.

2024 05 10 10.12.05

Oscar Champagne ha proposto in degustazione, in due giorni, 60 etichette di grandi champagne in una kermesse collettiva di champagne mai organizzata prima. Non mi interessa in questa sede e fase verificare se questo sia un record vero o meno, quello che mi preme è sottolineare il valore di questo evento che ha davvero fatto breccia nei cuori di chi c’era e sono tanti, di chi ha potuto vivere una o entrambe le giornate a tutto champagne che hanno portato a conoscere 20 produttori che hanno presentato le loro migliori etichette, alcune tra le più blasonate e ricercate del mondo.

Ogni azienda ha avuto un’ora di tempo per presentare gli champagne in degustazione. I produttori e gli chef de cave sono stati affiancati da un docente della Fondazione Italiana Sommelier.

oscar champagne 2

Le seul vrai langage au monde  est une bouchée de Champagne.

Oscar Champagne di maggio ci ha fatto davvero sognare come promesso da Franco M. Ricci che nella sua presentazione, sul cahier degli appunti, ha stampato le parole di Gaber, la Libertà, una partecipazione che ti rende libero di interpretare un pezzo di vita con la grande bellezza dei nostri tavoli di degustazione!

È stato proprio un appuntamento speciale, dove eleganza, deontologia, professionalità e qualità hanno messo in scena una degustazione straordinaria. Per gli altri non so se “mai realizzata prima” per me sicuramente unica, a parte una piccola grande esperienza, all’opposto, in una location privata, quando fui invitata all’assaggio di decine di champagne di petit vigneron quasi sconosciuti e tutti meravigliosi.

Venendo all’esperienza di Oscar Champagne 2024, eccola. È quella di una sessione, la prima, una ed unica. Capitata di venerdì, 10 maggio, dalle 10 alle 15. In sala a condurre Massimo Billetto, Alessia Borrelli, Luciano Mallozzi, Alessandro Scorsone e Daniela Scrobogna. Tutti bravissimi.

2024 05 10 09.16.33

Ed eccoli gli Champagne all’assaggio. Con poche note, personali e non tecniche. Da condividere così.

1 – Bollinger  – Champagne Special Cuvée, Champagne Pinot Noir AYC18, Champagne La Grande Année 2015. Alla presenza di Pierre Damidot della Maison. Note dei miei calici: Una storia di champagne di 200 anni, una storia di qualità, una storia chiaro-scuro, una storia che ha tutto il fascino di un donna al comando dal 1941 al 1971, Madame Lily Bollinger… Subendo il fascino del Blanc de Noir…  Ho segnato tre cuoricini accanto al Pinot Nero AYC18 (non lo dimenticherò facilmente).

2 – Laurent-Perrier – Champagne Millésimé 2012 in Magnum, Champagne Grand Siècle Itération 26 (Assemblage 2012, 2008, 2007), Champagne Grand Siècle Itération 23 in Magnum (Assemblage 2006, 2004, 2002). Alla presenza del Produttore Lucie Pereyre de Nonancourt. Note dei miei calici: Storia e cultura, delicatezza, tutto uno stile diverso. Che si adegua al cambiamento climatico. Non esiste l’annata perfetta – dice Lucie. Ho segnato due cuoricini e mezzo accanto al Magnum Grand Siècle.

3 – Gosset – Champagne Grande Réserve, Champagne Grand Rosé, Champagne Célébris Blanc de Blancs 2012, Alla presenza dello Chef de Cave Odilon de Varine. Note dei miei calici: La più antica Maison della Champagne. Alla ricerca del momento perfetto per il degorgement, ci interessa il frutto, ripete più di una volta Odilon. Acciaio inox alleato di freschezza. Ho segnato quattro bei cuoricini accanto al Blanc de Blancs 2012 che va in fuga in bocca ed è meravigliosamente contro le regole. Insomma, se hai dei preconcetti sul Blanc de Blancs, assaggia il Célébris e ne riparliamo.

4 – Vilmart & Cie – Champagne Grand Cellier, Champagne Coeur de Cuvée 2016, Champagne Rosé Emotion 2015. Alla presenza dello Chef de Cave Laurent Champs che ti colpisce quando sottolinea quanto siamo piccoli di fronte alla natura… riconducendo tutto il discorso al cuore della vigna. Note dei miei calici: primo calice prima nota per quella sostenibile leggerezza dello champagne elegante. Quattro cuoricini al Coeur de Cuvée 2016: concentrazione, acidità, freschezza e complessità che si ricorda,

5 – Leclerc Briant –  Champagne Réserve Brut, Champagne Blanc de Blancs, Champagne Cuvée Abyss 2018. Alla presenza del Produttore Frédéric Zeimett. Note dei miei calici: una storia nuova nella storia di una cantina che riparte quasi da zero. Per il finalone della sessione arriva nel calice uno champagne che affina nell’abisso di Bretagna. Lungo affinamento atlantico. La bottiglia ne porta le tracce. Nel calice ci mette un po’ ad aprirsi. Non è indimenticabile.  Ma d’effetto. Tengo un cuoricino e mezzo per il Réserve Brut, che sembra extra brut, perfetto per un aperitivo.