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#MoldenhauerWine – Cambiare traiettoria per superare i fasti di un tempo e riproporsi con la freschezza delle nuove generazioni. Questa è la catarsi dell’azienda vinicola Lodali che, tra le più antiche a vinificare (venne fondata nel 1939) a Treiso, ha ripreso negli ultimi anni il percorso verso la qualità totale dalla vigna alla cantina con importanti investimenti e una nuova cultura del dettaglio che ha rigenerato il brand nell’immaginario dei consumatori e della critica. Concludiamo con la degustazione di tre vini tra la linea Lorens e quella classica.

Walter Lodali, 44 anni, un diploma alla Scuola enologica di Alba, ha, passo dopo passo, ripercorso il cammino del papà Lorenzo prima e del nonno Giovanni prima ancora, studiando vigna per vigna tutti i filari che arredano, con rara eleganza, le pendici delle stupende colline di proprietà della famiglia che si affacciano tra Treiso e Roddi. Viti di Nebbiolo, in primis, ma anche di Chardonnay, Barbera e Dolcetto che, con la cura e l’amore che soltanto uno straordinario innamorato del vino e dell’agricoltura come lui può avvertire, sono diventate la ragione assoluta di un progetto totale che permette di ricercare la qualità dalla vigna.

Cantina Lodali RM

La cantina Lodali

 

La vite e l’ambiente sono il motore di tutto: senza la massima attenzione ed il rispetto per le radici in particolare e poi anche per rami, foglie e grappoli non si può avere un’uva che contenga la magia del grande vino – racconta Lodali, aggiungendo – In cantina abbiamo rinnovato tutto utilizzando le tecnologie più avanzate, ma soprattutto semplificando al massimo: il buon vino nasce dall’uva migliore, nella trasformazione bisogna poi solo essere delicati e precisi cercando di rispettare il più possibile le caratteristiche del territorio. Insomma: poco uomo e tanta natura! conclude con il suo timbro tipicamente piemontese.

E tutto questo, che ora viene riassunto in poche parole, è il racconto di anni di esperienze che, vendemmia dopo vendemmia, hanno convinto Walter Lodali nel produrre vini sempre più eleganti e longevi. Un ritorno alle origini nella ricerca di bottiglie che potessero essere identitarie per una famiglia e un marchio che ha fatto la storia del vino di Treiso.

A questo punto l’obiettivo era creare un nuovo abito in grado da un lato di rappresentare l’evoluzione della cantina e dall’altro trasmettere la storia che si cela dietro ogni bottiglia – aggiunge Walter – il primo passo è stato quello di concentrarsi sulla realizzazione di un nuovo logo che comunicasse la storia e l’identità dell’Azienda. Così, dopo un lunghissimo studio che ha portato alla luce proposte differenti tra loro tutte bellissime, la scelta si è concentrata sul restyling di un lettering che era già elemento di riconoscimento sulle nostre etichette degli anni ‘50 e unico che sentivo appartenermi davvero.

 

Walter Lodali in cantina 2

Walter Lodali in cantina

È stata poi la volta del packaging: il lavoro è stato lungo – prosegue Walter – ma studiato nei minimi dettagli e alla fine, con grande soddisfazione ed emozione, posso dire di presentare oggi dei vini le cui etichette sono state create davvero in modo sartoriale per ogni tipologia. Per le Riserve Lorens di Chardonnay, Barbera, Barolo e Barbaresco, collezione pensata e dedicata a mio papà (portano infatti il suo nome, Lorenzo in dialetto piemontese), abbiamo scelto di dar vita ad una grafica più elegante, grazie allo sfondo avorio, e che gli rendesse maggiormente omaggio: non solo è stata ridisegnata la cornice di una vecchia etichetta di Barbaresco, ma per il nome è stata ricreata, dallo studio di un tema scolastico del 1950, la calligrafia di mio papà. Per la collezione classica di cui fa parte il Barolo Bricco Ambrogio presentato di seguito, invece, è stata creata un’immagine molto lineare ed elegante dove, insieme al logo, ho voluto apporre le mie iniziali, proprio per creare quel perfetto collegamento tra passato e futuro, nonché in segno di mia totale dedizione alla cantina di famiglia.

Rita e Walter Lodali

Walter Lodali con mamma Rita

Un percorso quindi che ora si chiude riallineandosi perfettamente alla traiettoria di un tempo e che con l’energia che Walter Lodali, sempre affiancato dalla straordinaria mamma Rita, presenza discreta ma fondamentale nella gestione della cantina, affiora con determinazione costruendo e chiudendo il cerchio con un’immagine aziendale che vuole rappresentare un ritorno elegante alle origini. Il packaging, studiato dalla SGA di Bergamo, leader nel mondo della creazione delle wine labels (sono loro dai noti Braida a Gaja, da Cascina Castlet a Barone Pizzini, ndr), e che da questi giorni campeggia sulle nuove bottiglie per la griffe Lodali, è quindi solo l’inizio di un nuovo appassionante capitolo.

La degustazione

LOD Lorens langhe RMLorens Langhe Chardonnay DOC 2020 – Premiato con due bicchieri del Gambero Rosso è ottenuto da barbatelle reperite in Borgogna. Un vino nato quasi per caso, con una sola barrique e che sta ottenendo una pioggia di successi sia nel mercato italiano che all’estero, tanto da persuadere Walter ad inserirlo nella produzione e con la vendemmia 2021 ne verranno prodotte circa 5 mila bottiglie. Le uve provengono esclusivamente da vigneti di proprietà, ubicati nei comuni di Roddi, diradate all’invaiatura. Da una fermentazione alcolica e malolattica in botti di rovere francese, prosegue la sua maturazione con 11 mesi in barrique e affina altri 6 in bottiglia. Dopo un giallo paglierino pallido con riflessi verdognoli, ha profumi complessi dai sentori di mela verde e ribes bianco, sfuma su una nota iodata per chiudere su un accenno di vaniglia. All’assaggio è pieno ed elegante, con un buon equilibrio tra struttura e finezza, una buona lunghezza finale e retrogusto fruttato e minerale al tempo stesso.

 

Barolo Bricco Ambrogio 2018Barolo Bricco Ambrogio DOCG 2018 – Le uve di Nebbiolo provengono esclusivamente dal vigneto di proprietà omonimo, ubicati nel comune di Roddi. In cantina dopo la pigia-diraspatura, macerazione a temperatura controllata per circa 18 giorni, la malolattica, matura per 24 mesi in botti da 26 ettolitri di rovere di Slavonia e affina per altri 12 in bottiglia. Dopo una tonalità rosso granato pieno e luminoso, esordisce al naso complesso prima con le tipiche note varietali da soffi di rosa a fiori secchi, per poi sfumare su tabacco, frutta rossa matura che si stempera tra la vaniglia, il pepe e la liquirizia. All’assaggio c’è armonia tra la trama tannica setosa e la freschezza, con un bell’equilibrio tra la struttura e la sua bevilità, restando persistente con un ritorno di note speziate.

 

LOD Lorens barbaresco RMLorens Barbaresco DOCG 2018 – Le uve di Nebbiolo provengono esclusivamente da vigneti di proprietà, ubicati nel comune di Treiso, diradate all’invaiatura. In cantina dopo la pigia-diraspatura, la macerazione a temperatura controllata per circa 25 giorni matura per 24 mesi tra barriques e tonneaux, per poi affinare altri 12 in bottiglia. Dopo un rosso rubino intenso, con riflessi granata, sfodera un naso di grande complessità e finezza, con evidenti note eleganti di prugna e mora matura, poi di liquirizia, vaniglia e tocchi balsamici, con a chiudere un accenno floreale di viola. In bocca è pieno, riccamente strutturato, con tannini setosi, una bella freschezza, restando armonico, con una lunga persistenza gusto-olfattiva nonostante sia giovanissimo.

 

Photo @ Lodali