Tempo di lettura: 6 minuti

 #lepaginedelvino – Che sia stata un’edizione speciale non ci sono santi. Vinitaly Special Edition ci ha invitato a riflettere, sul modello, sulle scelte, sulle azioni della ripresa. Sull’interruzione del silenzio. E lo facciamo anche qui, dopo qualche giorno di Vintaly Special Edition, per una nuova riflessione post… edition. Lo facciamo con un approfondimento, dei numeri ed un’intervista, a Giovanni Mantovani, dal 2001 direttore generale di Veronafiere, per entrare dentro al Vinitaly e alle sue strategie. Per il nostro mondo del vino.

Vinitaly Special Edition ha lanciato la ripartenza del mondo del vino. Lo ha fatto senza aria fritta. Mostrando un lato solido, concreto, professionale. Ha potuto mettere a punto un modello di fiera internazionale del vino che – forse – rappresenta per gli addetti ai lavori il modello ideale. Nessuna retorica, nessuna esagerazione estetica, essenziale e solo per professionisti. Atmosfera positiva. Voglia di rilancio. Una rassegna del lavoro del vino che vuole lasciarsi alle spalle il silenzio del lockdown.

Un’edizione essenziale. E vitale. Che non vuol dire non metterci il cuore, anzi, si è sentito battere anche di più il cuore di Vinitaly Special Edition, perché un cuore della ripartenza post pandemica, perché il mondo (non solo del vino) ha bisogno di sentirlo battere quel cuore. E in tre padiglioni: 4, 5 e 6 era facile seguire l’eco del ritmo del vino e delle sue masterclass. Per pochi, diranno in molti, è più facile. Per quelli buoni (o che hanno potuto esserci), diciamo noi, è meglio. Chi non c’era ha purtroppo perso una opportunità. Questa edizione speciale è stata interessante perché esserci voleva dire partecipare insieme alla ripartenza. E si poteva esserci in tanti modi. Tutti tranne uno: quello non professionale.

Fatta la premessa, ecco un po’ di numeri del Vinitaly e del settore.

VINITALY E I NUMERI DEL VINO

Più di 400 aziende presenti in rappresentanza dell’Italia del vino. 3 padiglioni, 200 top buyer esteri provenienti da 35 nazioni, oltre a quelli accreditati dalle aziende o a partecipazione diretta per un totale di oltre 12 mila operatori di cui quasi 2600 da 60 nazioni, un programma di 50 degustazioni e 12 convegni. Vinitaly Special Edition è stato il terzo evento dedicato all’industria del vino indetto da Veronafiere – dopo gli appuntamenti estivi con OperaWine e Vinitaly Preview – nel percorso di avvicinamento alla 54ª edizione di Vinitaly, in programma a Verona dal 10 al 13 aprile 2022. Il settore enologico nazionale comprende più di 310mila aziende agricole e 45.600 imprese vinificatrici, di cui 518 cooperative che realizzano il 50% della produzione (Ismea, luglio 2020). Secondo i dati del Mipaaf sono 526 i riconoscimenti comunitari della produzione vinicola italiana (Dop, Doc e Igp).

Secondo l’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor sui dati doganali nei primi 7 mesi di quest’anno – rilevati nei 13 principali mercati acquirenti dell’Italia -, dopo un 2020 chiuso a 6,3 miliardi di euro, con una perdita a valore del 2,3% sul 2019, l’export di vino tricolore rialza la testa e, da Est a Ovest, gli ordini parlano italiano.

Rispetto a gennaio-luglio 2020 le vendite a valore sono in rialzo dell’11,1%. A dare segni positivi sono tutte le principali piazze del nostro vino, con Stati Uniti e Germania più vitali che mai, con balzi rispettivamente del 9,5% (a 1,1 miliardi di euro) e del 9,9%. Ma anche Svizzera, Canada e soprattutto Russia e Cina, segnano incrementi notevoli e fanno passare in secondo piano l’andamento lento degli ordini da Regno Unito (comunque stabile), e Giappone (-1,8%), su cui pesano i lunghi lockdown durati fino a 3 mesi fa.  Anche nei prezzi medi il 2021 registra una netta ripresa rispetto all’ultimo anno (+8%). In generale vanno bene sia i vini fermi (+10,5%), sia, soprattutto, gli sparkling (+18%).

I numeri della Comunicazione di Vinitaly e di Vinitaly Special Edition: 462 giornalisti e blogger qualificati da 14 nazioni, con alcune delle testate più importanti a livello nazionale e internazionale, sia generaliste che di settore.

MG 9206

Giovanni Mantovani, dal 2001 direttore generale di Veronafiere

DENTRO AL VINITALY

Dentro al Vinitaly e alla sua Comunicazione. A proposito di Comunicazione, pulsante importante se non fondamentale per il mondo del vino, che parla ormai così tante lingue da avere la necessità di un traduttore simultaneo, più simultaneo di google translate, perché serve una interpretazione. Del mercato, delle tendenze, del valore del vino internazionale.

Per capirlo e costruire scenari futuri partendo dal presente, senza dimenticare la storia: fascino assoluto che pochi mondi economici come quello del vino sanno portare avanti, anche a costo di sembrare un po’ vintage… Del resto, lo chiamano storytelling: ma se la storia non viene valorizzata che telling sarebbe?

Abbiamo voluto incontrare Giovanni Mantovani, dal 2001 direttore generale di Veronafiere, che ci offre il suo punto di vista su alcuni aspetti topici della Special Edition della ripartenza. Iniziamo da qui.

Vinitaly nuova formula o formula Special Edition per il settore professionale della comunicazione del vino e degli spirits o meglio di una nuova area mixology, come è andata?

Questa è stata un’edizione speciale, straordinaria, la terza in presenza in Italia quest’anno, dopo la Vinitaly Opera Wine e la Preview di giugno, concepita per dare un contributo alla ripresa del mercato, sia estero che interno: quest’ultimo, ha perso quasi un miliardo e ottocento milioni di euro a causa del lockdown.  E’ vero che c’è stato un rimbalzo tecnico dell’export, com’era prevedibile, ma è altrettanto vero che il grosso delle esportazioni è concentrato in qualche decina di aziende, a favore di alcune regioni e in pochi mercati esteri. Le aziende, siano strutturate o piccole cantine, hanno bisogno di una fiera, di un evento che li ricolleghi fisicamente al mercato sia per mantenere, e possibilmente migliorare, alcuni primati raggiunti, sia per coltivare il mercato italiano, che resta una delle piazze più importanti al mondo di consumo, oltre che per la produzione, di vino. Questa è stata la ratio alla base dell’iniziativa Special Edition, invitando e selezionando 200 top buyers, per portarli a Verona, in collaborazione con Agenzia Ice (agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), ma anche grazie alla rete estera di Veronafiere.

Abbiamo collaborato, inoltre, con le aziende per concretizzare l’operazione di iscrizione al portale di accreditamento dei buyers e degli operatori professionali del canale Horeca, con Vinarius (Associazione delle enoteche italiane), con la Fipe (Federazione dei Pubblici Esercizi) abbiamo avuto una effettiva selezione del visitatore che non ha pagato il biglietto ma ha potuto dimostrare di essere un professionista o di operare realmente in questo comparto. Questo è stato il ragionamento alla base dell’edizione speciale che si inserisce in un percorso di rinnovamento di Vinitaly – evento madre – che è iniziato nel 2016 in occasione del cinquantesimo. Detto questo, per noi è un progetto  irripetibile, un francobollo unico nella storia di 54 edizioni di Vinitaly e speriamo che rimanga tale.  Il Vinitaly del 2020 non era stato cancellato, ma inizialmente spostato di data a giugno 2020, affidandosi alle previsioni del CTS, e, infine, tecnicamente rinviato, in un primo momento nell’aprile del 2021 quando si sperava di riuscire a farlo e, poi, definitivamente posticipato nel 2022, dal 10 al 13 aprile. Gli organizzatori fieristici sono rimasti completamente bloccati per diciotto mesi e la ripresa è stata possibile solo col Dpcm del quindici giugno di quest’anno.

 Un’attesa difficile da immaginare…

Due anni di assenza per un evento così importante per il settore erano difficili da reggere. Il ritorno al fare fiera rappresenta uno strumento fondamentale per l’internazionalizzazione delle Pmi italiane, che dalle manifestazioni business ricavano il 50% delle proprie esportazioni. Questa funzione sociale per l’economia reale data dal sistema fieristico, si riflette perfettamente nel comparto vino, il cui tessuto connettivo è rappresentato da piccole e micro-imprese.

Nel novembre dello scorso anno, mentre pensavamo di poter svolgere una edizione in presenza di wine2wine business forum associata a una parte espositiva, in Italia si è bloccato tutto, mentre a Shenzhen, in Cina, andava in onda il numero zero di Wine To Asia in presenza. Per questo, in questi lungo periodo di posticipi, rinvii, difficoltà organizzative per le chiusure continue, abbiamo cercato di mantenere costantemente il filo con aziende, operatori e media utilizzando sia le opportunità del digitale, sia l’evento fisico quando si è aperta una finestra nel nostro paese. Ci siamo mossi cercando di cogliere i momenti di ripartenza anche in Cina, Russia, USA e ovviamente in Italia a partire da giugno: la Special Edition ha fatto parte di questo percorso, utile ad avvicinarsi alla edizione di Vinitaly 2022.

Dopo mezzo secolo di Vinitaly ad aprile il mondo del vino si ritrova ad ottobre dopo la vendemmia a Veronafiere … non ci sono più le stagioni o sono tutte le stagioni del vino?

Analizzando la sua storia già Vinitaly si era svolto a settembre, ad ottobre e anche a dicembre, congiuntamente a Regalit, rassegna pensata per il periodo delle festività e i regali, di cui il vino rientrava nel paniere già allora. Quindi, non è la prima volta che si svolge in un periodo così diverso. Questa, comunque va ribadito, è un’edizione speciale e tale rimane, anche perché sappiamo perfettamente che non è il periodo migliore per molte aziende, né tantomeno per presentare le annate. Anche perché Vinitaly, come tutte le rassegne internazionali, ha un calendario che viene concordato con le rappresentanze del settore e le aziende e il suo posizionamento attuale e consolidato è nel mese di aprile.

Wine2Wine in contemporanea è stato difficile da gestire o può funzionare?

Wine2wine ha una funzione diversa, di networking e formazione e si rivolge anche ai titolari di aziende e cantine. Per qualcuna di queste, se espositore della Vinitaly Special Edition, può non essere stato possibile o semplice partecipare quest’anno, ma c’è stato comunque un riscontro positivo da parte di responsabili marketing, comunicatori, e di tutti quei professionisti che operano in ambiti diversi del settore vinicolo ed enologico. I due eventi, complessivamente hanno presentato 120 appuntamenti in tre giorni: credo che anche questo sia stata una grande opportunità di conoscenza, incontro e aggiornamento.