Signori del Vino ecco la luce della Puglia

#lepaginedelvino - RAI2: SIGNORI DEL VINO | Condotto Marcello Masi e Rocco Tolfa.  Continua il viaggio per raccontare l’Italia del vino. Da sabato 27 ottobre, alle 17.10. Quarta puntata in Puglia da rivedere anche su Raiplay. E la domenica mattina alle ore 8 in replica!

Un programma di Marcello Masi e Rocco Tolfa. Con la partecipazione di
Isabella Perugini e Marco Simonit.  A cura di Simona Fuso, produttore esecutivo Cristina Carunchio. Regia di Luca Nannini.

Ecco la scheda della puntata in onda sabato 17 novembre 2018. La puntata dedicata alla Puglia parte da Castel del Monte, luogo simbolo della Puglia, Patrimonio dell’Umanità, da qui inizia il viaggio alla scoperta enologica di questa importante regione del vino.

A Trani si intreccia il racconto delle radici del vino e del vino pugliese che in questi anni ha lavorato tanto anche sulla qualità. Una sfida testimoniata dal produttore Angelo Maci che gestisce una realtà produttiva del Salento con una cooperativa che conta oltre 1000 soci: il valore della cooperazione e la strada della qualità hanno anche portato un notevole risultato economico che sfocia nel commercio all’estero e nel reinvestimento delle risorse in tecnologia e innovazione diventando eccellenza.

 Nella zona del Negroamaro scopriamo la storia di un antico vitigno - Il Susumaniello (il somarello), un vitigno autoctono tempo fa sottovalutato che oggi è diventato importante perché dà un vino avanzato come se fosse un Primitivo o un Negroamaro.

Isabella Perugini incontra il presidente di uno dei consorzi più importanti della Regione: Roberto Erario del Consorzio di tutela del Primitivo di Manduria. Alla scoperta dell’origine del nome Primitivo: un’uva precoce per la sua maturazione…

Dalla natura alla ricerca per la natura, Paola Piombino del dipartimento di Agraria dell’università Federico II di Napoli spiega lo studio della biogenesi e della identificazione degli aromi responsabili della tipicità varietale e territoriale del vino.

Fare il vino è un’arte in continua evoluzione. Come spiega bene una donna del vino, Rosanna Taurino, sette generazioni di vignaioli, che presenta una curiosa barricaia che gode – solo quando serve - dei benefici di una cascata di acqua attorno, per fornire la giusta umidità alle barriques, un’idea copiata in California, a Napa Valley, ed importata nel ‘98 in questa cantina del Salento. In una vigna che conta anche 80 anni di vita: ecco i tipici alberelli di Negroamaro.

Francesco Liantonio interviene spiegando l’operato di oltre 25 anni del Consorzio di tutela dei vini Doc di Castel del Monte con oltre 1000 produttori e su un territorio che taglia il parco rurale dell’Alta Murgia e che sta conquistando la sua certificazione, come territorio di qualità e di sviluppo, puntando molto sul Nero di Troia.

Dall’architettura di Lecce capitale del Salento, con la sua arte barocca di fama mondiale, all’architettura naturale di una vigna: come quella che sa raccontare Marco Simonit, maestro potatore, alle prese con una lezione sulla tutela del patrimonio viticolo.

Competenza e qualità, responsabilità e scelte enologiche, come quelle tradizionali: sono gli argomenti di Massimiliano e Marcello Apollonio, giovani produttori – quarta generazione di vignaioli – capaci di puntare sul futuro del vino pugliese e sulle potenzialità del vitigno Negroamaro. Qui c’è qui anche il fascino del rosé, di un rosato di una notte… di un prodotto che ha un potenziale difficile da fare capire ma è una sfida interessante.

Il viaggio prosegue a Lecce per continuare a raccontare la relazione tra la bellezza dei luoghi pugliesi e la bellezza del vino e delle sue storie. All’interno della puntata non mancano alcune curiosità: un visore di realtà virtuale inventato da due giovani che permette di viaggiare tra i vigneti, spiegato dal ricercatore Amedeo Maizza (università del Salento), l’incontro con due camminatori che girano a piedi lungo la costa della Puglia per promuoverne la sua bellezza e il fascino del paese blu di Casamassima.

Con Riccardo Ravasio, direttore della Cantina di Ruvo, si parla del terroir e dei due vitigni autoctoni pugliesi: il Nero di Troia con il suo carattere aristocratico e il Pampanuto vitigno molto fresco usato per fare il Castel del Monte Doc.

L’opinione di puntata è affidata a Riccardo Cotarella (Assoenologi). La puntata si chiude con la scena del ristorante per sensibilizzare la ristorazione a introdurre lo strumento della carta dei vini nelle loro attività.

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